Attualità

Incidente con un capriolo? La Cassazione cambia le regole del risarcimento

Redazione
Condividi
Incidente con un capriolo? La Cassazione cambia le regole del risarcimento

Se un animale attraversa la strada e provoca un incidente, il risarcimento non è automatico: una nuova sentenza della Cassazione chiarisce gli obblighi del conducente

Aggiungi Dueruote ai preferiti di Google
Un capriolo che attraversa improvvisamente la carreggiata, l'impatto inevitabile e la richiesta di risarcimento. È una situazione sempre più frequente sulle strade italiane, soprattutto nelle aree collinari e montane. Ma chi paga i danni in questi casi? A fare chiarezza è la Corte di cassazione con la sentenza n. 16888/2026, pubblicata il 29 maggio scorso.  

Il caso: lo scontro con un capriolo nelle Marche

La vicenda riguarda il conducente di un motociclo che stava percorrendo una strada statale nelle Marche quando si è trovato davanti un capriolo sbucato all'improvviso sulla carreggiata. Dopo l'incidente, il Giudice di pace di Macerata aveva riconosciuto al motociclista un risarcimento di 2.250 euro, oltre a interessi e spese legali, condannando la Regione Marche. L'amministrazione regionale ha però impugnato la decisione arrivando fino alla Suprema Corte.  

La Regione resta responsabile della fauna selvatica

Nel ricorso, la Regione sosteneva che non potesse essere applicato l'articolo 2052 del Codice civile, che disciplina i danni provocati dagli animali. Secondo questa interpretazione sarebbe stato necessario dimostrare una specifica responsabilità dell'ente pubblico nella gestione del territorio. La Cassazione ha respinto questa tesi. I giudici hanno ribadito che i danni provocati dalla fauna selvatica possono essere imputati alla Pubblica amministrazione competente, poiché gli animali appartenenti alle specie protette fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato e la loro gestione è affidata agli enti pubblici.  

Il punto decisivo: la prova dell'incidente

La sentenza introduce però una precisazione importante per chi chiede il risarcimento. Secondo la Cassazione non basta dimostrare che l'incidente sia avvenuto in presenza di un animale selvatico. Il conducente deve infatti provare in modo concreto la dinamica del sinistro e dimostrare che il comportamento dell'animale abbia causato, o quantomeno contribuito a causare, l'evento. Inoltre, nei sinistri che coinvolgono veicoli senza guida vincolata a rotaie, continua a valere la presunzione di responsabilità del conducente prevista dalla normativa. Per questo motivo chi agisce in giudizio deve dimostrare di aver tenuto una condotta prudente e conforme alle regole di circolazione.  

Cosa cambia per automobilisti e motociclisti

La decisione della Cassazione non elimina il diritto al risarcimento per gli incidenti causati dalla fauna selvatica, ma rende più importante la raccolta delle prove. Fotografie del luogo del sinistro, verbali delle forze dell'ordine, testimonianze e ogni elemento utile a ricostruire l'accaduto possono diventare decisivi per dimostrare che l'impatto sia stato effettivamente causato dall'animale e che il conducente non abbia avuto comportamenti imprudenti. In altre parole, la responsabilità dell'ente pubblico resta, ma chi chiede il risarcimento deve fornire una ricostruzione precisa dell'incidente e della propria condotta alla guida.  

Editoriale Domus SpA Via G. Mazzocchi, 1/3 20089 Rozzano (Mi) - Codice fiscale, partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese di Milano n. 07835550158
R.E.A. di Milano n. 1186124 - Capitale sociale versato € 5.000.000,00

Tutti i diritti riservati - All rights reserved - Informativa Privacy - Informativa Cookie completa - Lic. SIAE n. 4653/I/908