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Basterebbe il 10% di moto in più per tagliare il traffico del 40%: lo studio che fa discutere le città europee
Moto, scooter e microcar possono ridurre traffico, tempi di viaggio e occupazione dello spazio urbano. Ecco cosa emerge dal nuovo studio ACEM
Le moto non sono soltanto una passione. Possono diventare una delle chiavi per risolvere alcuni dei problemi più urgenti delle città europee: congestione, carenza di parcheggi, costi di mobilità e sostenibilità.
È questa la conclusione della nuova guida pubblicata da ACEM, l'Associazione Europea dei Produttori di Motocicli, che invita amministrazioni e pianificatori urbani a considerare i veicoli della categoria L – moto, scooter, ciclomotori, tricicli e quadricicli – come una componente strategica della mobilità del futuro.
Secondo il documento, il principio da seguire è quello del "rightsizing", ovvero utilizzare per ogni spostamento il veicolo più adatto alle reali esigenze del viaggio. Una filosofia che, numeri alla mano, potrebbe cambiare radicalmente il volto delle città europee.
In città la moto è più veloce dell'auto
Uno dei dati più significativi riguarda i tempi di percorrenza. I test di mobilità condotti in dodici città europee mostrano che un veicolo a due ruote motorizzato completa gli spostamenti urbani mediamente in 26 minuti, contro i 38 minuti necessari a un'automobile. Tradotto in percentuale, significa un risparmio di tempo pari al 33%. Non si tratta soltanto di un vantaggio individuale. Secondo ACEM, una maggiore diffusione di moto e scooter avrebbe effetti positivi sull'intero sistema viario. Lo studio stima infatti che se appena il 10% degli automobilisti europei passasse a un veicolo della categoria L, la congestione complessiva del traffico potrebbe diminuire di quasi il 40%.Lo spazio è la vera risorsa scarsa delle città
Se il traffico è il problema più visibile, l'occupazione dello spazio urbano è probabilmente quello più sottovalutato. Una normale automobile necessita di circa 11,5 metri quadrati per essere parcheggiata. Una moto si ferma a 2,9 metri quadrati. In pratica, nello spazio occupato da una sola vettura possono trovare posto quattro motocicli. Le conseguenze, su larga scala, diventano impressionanti. ACEM calcola che se appena il 5% dei pendolari europei scegliesse una moto o uno scooter al posto dell'auto, si libererebbero circa 124 chilometri quadrati di spazio urbano destinato alla sosta. Un'area superiore all'intera superficie di Parigi. Anche variazioni apparentemente minime possono produrre effetti importanti: uno spostamento modale dell'1% libererebbe 25 chilometri quadrati di parcheggi, una superficie pari a circa metà della città di Lussemburgo.Costano meno e consumano meno
La convenienza economica rappresenta un altro punto centrale della ricerca. Secondo i dati raccolti da ACEM, una moto urbana consuma mediamente 3,85 litri ogni 100 chilometri, contro i 7,57 litri richiesti da una vettura. Anche il costo totale di utilizzo premia le due ruote. Per una moto cittadina il costo operativo è stimato in circa 0,17 euro al chilometro, meno della metà rispetto a una piccola utilitaria, che arriva a 0,38 euro al chilometro. Per chi utilizza il mezzo quotidianamente per lavoro o per il pendolarismo, il risparmio può diventare significativo nel corso dell'anno.Le proposte per le città europee
Secondo ACEM, il principale limite attuale è che moto e scooter continuano a essere spesso esclusi dai Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (SUMP). Per colmare questa lacuna vengono suggerite alcune misure concrete:- accesso alle corsie preferenziali per bus e taxi dove le condizioni di sicurezza lo consentano;
- linee di arresto avanzate ai semafori;
- parcheggi dedicati in punti strategici degli incroci;
- infrastrutture di ricarica specifiche per i veicoli di categoria L;
- diffusione delle stazioni di battery swapping.