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KTM e il caso delle enduro “sbloccate”: l’inchiesta che scuote il settore moto
Il caso KTM e le moto enduro modificate: tra omologazioni, emissioni e un’indagine che apre nuovi interrogativi sul settore
Moto perfettamente omologate sulla carta, ma trasformate prima della vendita in mezzi molto più potenti — e molto più inquinanti. È il cuore dell’inchiesta internazionale “#Unrestricted”, coordinata dalla ong Climate Whistleblower e pubblicata da dieci testate europee, tra cui L’Espresso, Le Monde ed El País.
Al centro del caso ci sono alcune moto Enduro KTM tra 150 e 500 cc, vendute ufficialmente in configurazione conforme alle norme europee su rumore ed emissioni. Secondo un whistleblower che ha lavorato nel settore, però, quelle limitazioni verrebbero sistematicamente rimosse da concessionari e rivenditori prima della consena ai clienti. Le registrazioni raccolte undercover dai giornalisti sembrano confermarlo.
Un rivenditore italiano spiega che le moto arrivano con componenti “inutilizzabili” pensati solo per superare l’omologazione: catalizzatori sovradimensionati, limitatori elettronici e sistemi di scarico che verrebbero eliminati o modificati subito dopo. "Bisogna cambiare gli iniettori, modificare la centralina, togliere il catalizzatore", racconta il concessionario a L’Espresso.
L’inchiesta rivela anche l’esistenza di manuali tecnici e video tutorial, diffusi online da rivenditori autorizzati, che illustrano come “sbloccare” le moto: rimozione del dB-killer, eliminazione del catalizzatore e della sonda lambda, modifica della centralina e del sistema di aspirazione. Interventi che rendono il mezzo più performante, ma non più conforme all’omologazione stradale.