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Kawasaki e Nvidia: la partnership che non ti aspetti (o forse sì)

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Kawasaki e Nvidia: la partnership che non ti aspetti (o forse sì)
Kawasaki e Nvidia: la partnership che non ti aspetti (o forse sì)

La Casa di Akashi aprirà nella Silicon Valley un centro di ricerca e sviluppo sulla robotica avanzata: vedremo l’intelligenza artificiale incarnata anche nelle moto?

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“Noi non facciamo pianoforti” è una delle frasi che ho sentito dire agli uomini Kawasaki, orgogliosi di avere nel loro conglomerato industriale un po’ di tutto – dagli aerei alle mega-trivelle – ma non strumenti musicali come ad esempio Yamaha. Se ad Akashi non sono interessati alla musica, lo sono senz’altro al tema dell’intelligenza artificiale, tema nel quale il Giappone, per quanto non spesso citato accanto a USA e Cina, vuole essere tra i protagonisti anche industriali. A questo proposito è arrivato l’annuncio, pochi giorni fa, della partnership tra Kawasaki e Nvidia – ma della partita faranno parte anche Analog Devices, Microsoft e Fujitsu – per la realizzazione a San José, in California, del “Kawasaki Physical AI Center”, centro in realtà inaugurato lo scorso 21 maggio e già operativo. I giapponesi, a differenza degli italiani, annunciano le cose quando funzionano.

Perché Kawasaki investe nell’intelligenza artificiale

L’obiettivo primario riguarda l’assistenza medica negli ospedali (dall’accoglienza agli interventi chirurgici), mercato sempre remunerativo e prospettiva molto sentita in una società che invecchia come quella giapponese (e per inciso quella italiana, ma da noi di assistenza non si parla mai); nel mirino, comunque, ci sono naturalmente anche “automotive and new mobility”. Non può non venire in mente il Corleo, sorprendente concept di cavallo-robot mostrato nel 2025 e che può essere sembrato una carnevalata, ma a quanto pare ha alle spalle un ragionamento che si direbbe ben più solido. In ogni caso, l’accostamento di Kawasaki a uno dei nomi più “caldi” del momento come Nvidia, e su un tema rovente come la “AI incarnata” non fa che confermare l’azienda di Akashi come una delle più attive sul fronte della modernità: non solo prototipi a idrogeno (vettore energetico su cui il Giappone ha scommesso molto) e motori da drone, ma anche moto di serie sovralimentate, elettriche e ibride.

Dalla California all'Europa (ma non l'Italia)

Grazie al Physical AI Center, Kawasaki avrà al suo interno la competenza per integrare l’AI nei suoi processi e nei suoi prodotti, in particolare attraverso il recente “Kawasaki Innovation Centre Europe SAS,” aperto pochi mesi fa (marzo 2026) a Strasburgo, in Francia. L’Italia, sempre forte sul fronte della meccanica tradizionale e fortissima negli annunci roboanti cui non segue nulla, resta a guardare – e rischia di rimanere indietro.

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