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Ciclo Clerk vs Ciclo Otto: la vera storia del motore 2T

Redazione
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Il motore 2T è davvero un ciclo Otto? No: ecco la verità storica su Clerk, Day e l’evoluzione dei motori

Se dite a un tecnico che il motore a due tempi è un "ciclo Clerk" e non un "ciclo Otto", sarete guardati con compassione e contestati. Invece è la pura verità, anzi la verità storica. Nel 1876 Nicholas August Otto brevettò un motore a gas il cui funzionamento prevedeva quattro fasi: aspirazione, compressione, scoppio/espansione e scarico; trattandosi di un quattro tempi, completava il ciclo nel corso di due rotazioni dell’albero motore. Otto ebbe i diritti esclusivi sul sistema e per molti anni impedì a chiunque di produrre motori simili al suo, se non pagando alla sua azienda pesantissime royalties.   

L'INVENZIONE DI CLERK

L’unica via possibile era inventare un motore diverso: ci riuscì un ingegnere inglese, Dugald Clerk, che nel 1879 espose a Londra una macchina a due cilindri, uno dei quali fungeva da compressore per l’altro, e che effettuava un ciclo completo in una sola rotazione dell’albero motore. Pur funzionando in base alle stesse quattro fasi brevettate da Otto, il motore di Clerk era diverso per la sequenza raggruppata delle fasi (aspirazione e compressione durante la stessa corsa verso l’alto del pistone, espansione e scarico durante la discesa). In questo modo il ciclo si completava nell’arco di una sola rotazione dell’albero.   

IL CONTRIBUTO DI DAY

Clerk ottenne il brevetto nel 1881, ma la sua fatica sembrò vana quando gli avversari di Otto riuscirono a far dichiarare decaduti i diritti del tedesco, dimostrando che il francese Beau de Rochas aveva anticipato i principi di funzionamento del 4T. Invece il due tempi progredì, grazie all’invenzione di Joseph Day di Bath, ingiustamente dimenticato, che ideò il carter-pompa e i travasi di collegamento fra carter e cilindro. Da quel momento fra due e quattro tempi fu guerra senza quartiere.

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