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Il poco invidiabile primato italiano: abbiamo il 22% delle vittime europee tra i motociclisti

Marco Gentili
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Il poco invidiabile primato italiano: abbiamo il 22% delle vittime europee tra i motociclisti
Il poco invidiabile primato italiano: abbiamo il 22% delle vittime europee tra i motociclisti
Il poco invidiabile primato italiano: abbiamo il 22% delle vittime europee tra i motociclisti
Il poco invidiabile primato italiano: abbiamo il 22% delle vittime europee tra i motociclisti

Il Rapporto statistico europeo 2026 mette in luce la dura realtà. Dal 2014 a oggi la mortalità motociclistica è aumentata del 18% contro il 7% della media europea. E le nostre città sono le più pericolose del continente: qui avviene il 47% degli incidenti mortali

Il rapporto statistico europeo sulla sicurezza stradale 2026 disegna un quadro allarmante per l'Italia nella categoria moto, confermando il nostro Paese come quello dove guidare una due ruote è statisticamente più pericoloso rispetto al resto d'Europa. I numeri parlano chiaro e raccontano una situazione che richiede interventi urgenti. Nel 2024 sono stati registrati 830 motociclisti morti sulle strade italiane. Un dato che da solo basterebbe a fotografare la gravità della situazione, ma che diventa ancora più significativo se confrontato con il totale europeo: rappresenta infatti oltre il 22% del totale delle vittime in moto dell'intera Unione Europea, che nel 2024 ha contato 3.684 decessi tra i motociclisti. In pratica, più di uno su cinque motociclisti morti in Europa ha perso la vita in Italia.  

UN TREND IN PEGGIORAMENTO COSTANTE

Il confronto temporale rende il quadro ancora più preoccupante. Mentre a livello europeo la mortalità motociclistica è aumentata del 7% rispetto al 2014, in Italia l'incremento è stato del 18% nello stesso periodo. Una tendenza in netto contrasto rispetto agli sforzi compiuti in altri Paesi europei per migliorare la sicurezza stradale. Anche il trend a breve termine mostra un peggioramento marcato per il nostro Paese: dal 2019 al 2024 la mortalità motociclistica in Italia è aumentata del 19%, a fronte di un più contenuto +3% della media dell'Unione Europea. Mentre altri Paesi riescono a contenere o addirittura ridurre il numero di vittime, l'Italia va nella direzione opposta con una crescita costante e preoccupante.  

IL PESO SULLA MORTALITÀ STRADALE TOTALE

Le moto hanno un peso molto più elevato sulla mortalità stradale totale in Italia rispetto alla media europea, un dato che evidenzia come il problema delle due ruote sia particolarmente sentito nel nostro Paese. Le 830 vittime motocicliste rappresentano circa il 27,4% del totale dei morti sulle strade italiane, che nel 2024 sono stati 3.030. In media, nell'Unione Europea i motociclisti costituiscono il 18% del totale delle vittime stradali. Questo significa che in Italia quasi tre vittime della strada su dieci sono motociclisti, una proporzione decisamente superiore alla media continentale. Un dato che sottolinea come il fenomeno della mortalità motociclistica nel nostro Paese abbia dimensioni e caratteristiche peculiari rispetto al resto d'Europa, anche in virtù di un parco circolante vastissimo e senza paragoni rispetto ad altre nazioni del Continente.  

CON CHI SI SCONTRANO I MOTOCICLISTI

L'analisi degli avversari di collisione fornisce indicazioni importanti sulle dinamiche degli incidenti mortali che coinvolgono i motociclisti in Italia. Il 49% delle collisioni avviene con auto, una percentuale superiore alla media UE del 43%. Questo dato evidenzia come l'interazione tra moto e auto rappresenti il principale fattore di rischio per chi guida una due ruote. Gli incidenti autonomi, ovvero quelli in cui il motociclista cade o esce di strada senza urtare altri veicoli, rappresentano il 33% del totale, una percentuale inferiore alla media europea del 37%. Le collisioni con veicoli commerciali leggeri rappresentano l'8% degli incidenti mortali, mentre quelle con mezzi pesanti si fermano al 3%. La prevalenza delle collisioni con auto rispetto agli incidenti autonomi suggerisce che il problema principale non è tanto la velocità o l'abilità di guida dei motociclisti, quanto piuttosto la condivisione dello spazio stradale con gli altri veicoli e la difficoltà degli automobilisti nel vedere e rispettare le moto.  

LA CITTA' E' PERICOLOSISSIMA

Uno degli aspetti più peculiari del contesto italiano rispetto alla media europea riguarda la distribuzione delle vittime per tipo di strada. In Italia il 47% delle morti in moto avviene in città, una percentuale molto più alta della media UE che si ferma al 37%. Un dato che ribalta la percezione comune secondo cui le strade extraurbane e le autostrade sarebbero più pericolose. Le strade rurali rappresentano il 49% delle vittime motocicliste in Italia, contro una media europea del 56%. Le autostrade, invece, sono il luogo dove avviene solo il 4% della mortalità motociclistica italiana, contro il 7% della media europea.  

UNA QUESTIONE MASCHILE

In linea con la tendenza europea, la stragrande maggioranza delle vittime motocicliste in Italia è di sesso maschile. La quota di vittime femminili è appena del 5% nel 2024, un dato molto simile alla media europea del 6%.   

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