TVS Motor Italia e Cinabro Carrettieri danno vita a tre Jupiter 125 unici al mondo: un incontro tra l’innovazione e la tradizione artigianale siciliana, capace di trasformare uno scooter in espressione culturale
C’è un modo diverso di parlare di mobilità. Un modo che non parte da numeri, schede tecniche o prestazioni, ma da una domanda più semplice e più profonda: cosa significa davvero muoversi in Italia?
Da qui nasce “Art on Wheels - Dove l’innovazione incontra la cultura”, il progetto con cui TVS Motor sceglie di approfondire il proprio posizionamento in Italia. Non come un brand globale che entra in un nuovo mercato, ma come una realtà che decide di dialogare con ciò che questo Paese ha di più autentico: un’identità culturale e artistica.
A spiegarlo è Giovanni Notarbartolo di Furnari, General Manager TVS Motor Italia: "In Italia la cultura è qualcosa che si vive, si tocca, si indossa. Non qualcosa che si osserva da lontano. È un elemento vivo, quotidiano. Si ritrova nei gesti, nei colori, nei paesaggi, nel modo di vivere e di muoversi. È stile, è appartenenza. Ed è proprio in questo spazio che TVS Motor Italia ha deciso di entrare, scegliendo di “giocare un’altra partita”. Una partita che affianca alla tecnologia, cuore del brand, la capacità di raccontare storie. “Art on Wheels” non è una campagna pubblicitaria. È il nostro modo di dire che vogliamo entrare nel cuore di chi abita in questo Paese e vogliamo farlo parlando la sua stessa lingua".
Per questa prima tappa della sua avventura culturale, TVS Motor Italia ha scelto, dunque, di giocare con i colori e con la storia, partendo da un oggetto iconico, particolarmente caro al pubblico italiano: il carretto siciliano. Questi antichi mezzi di trasporto nel tempo si sono trasformati in qualcosa di molto più importante rispetto al semplice mezzo di antica mobilità: tele in movimento, capaci di raccontare miti, imprese, scene di vita quotidiana attraverso colori accesi e dettagli minuziosi. Non solo oggetti, ma simboli di identità popolare. Un modo di viaggiare portando con sé storie e immagini.
Da questa suggestione ha preso forma l’idea di trasformare lo scooter Jupiter 125, in una moderna “tela” in movimento. Per farlo, TVS Motor Italia ha scelto di affidarsi proprio a chi custodisce la tradizione del carretto siciliano ogni giorno.
L'INCONTRO COL CARRETTO SICILIANO
A Ragusa Ibla, nella bottega di Cinabro Carrettieri, i Maestri Damiano Rotella e Biagio Castilletti portano avanti un sapere antico, fatto di gesti precisi, di pazienza, di rispetto per la materia e per la storia. Nel corso degli anni, sono stati scelti da Dolce & Gabbana, Bialetti, Smeg, Birra Messina. Li ha fotografati Steve McCurry. Ma loro continuano a lavorare nello stesso modo, con lo stesso silenzio, nella stessa bottega, con i barattoli di tolla ricchi di colori dai pigmenti naturali e pennelli con pelo di bue. Perché quello che fanno non è decorare oggetti: è tramandare un linguaggio visivo che dura nei secoli.
È qui che è nato l’incontro. Un dialogo tra mondi apparentemente lontani - industria e artigianato, velocità e riflessione, innovazione e memoria - che ha trovato il suo punto di equilibrio in un gesto semplice e potente: trasformare tre mezzi per la mobilità in tre opere d’arte uniche.
Un progetto che ha richiesto mesi di dialogo, di studio, di rispetto reciproco tra chi costruisce tecnologia e chi custodisce memoria.
Damiano e Biagio li hanno affrontati come farebbero con un carretto: studiando le superfici, lasciandosi guidare dalle forme, immaginando come la luce potesse scivolare sulle curve della carrozzeria. Ma con una sfida in più: confrontarsi con un oggetto pensato per muoversi, per attraversare la città, per vivere nel presente. “Volevamo che la pittura non si limitasse a decorarlo, ma che dialogasse con esso” racconta Damiano Rotella. “Che ogni scooter raccontasse una storia diversa, ma che insieme potessero esprimere qualcosa di più grande: il viaggio, la Sicilia, le sue radici culturali profonde e la sua bellezza che continua a sorprendere".
La prima interpretazione esprime il vocabolario visivo del carretto siciliano in stile catanese: una composizione ricca, vibrante dove le foglie d'acanto, i motivi floreali e i frutti esplodono di colore. Sui fianchi, due quadri raccontano scene dell'Opera dei Pupi - i Paladini di Francia in battaglia, figure leggendarie del teatro che restituiscono tutta la forza narrativa della tradizione popolare.
La seconda si ispira alla ceramica settecentesca di Caltagirone: la luminosa palette composta da verdi, gialli e blu - colori che sembrano rubati a un giardino mediterraneo sotto il sole di agosto - accompagna motivi ornamentali classici e paesaggi che evocano un’idea armoniosa e solare dell’isola che resiste al tempo.
La terza, infine, si immerge nella versione più solenne del Barocco siciliano: cartocci, mascheroni e grifi si intrecciano in una composizione elegante, dominata dalla profondità della lacca di garanza. È l’arte che ricostruisce dopo la distruzione, quella che nacque dal terremoto del 1693 e trasformò le macerie in palazzi di pietra dorata.
Tre visioni diverse, unite da un’unica idea: quella di una mobilità che non si accontenta di funzionare, ma che diventa racconto, espressione, visione.