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Benzina: ecco le pompe più care d'Italia

Marco Gentili
di Marco Gentili il 09/03/2026 in Attualità
Benzina: ecco le pompe più care d'Italia
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Le rilevazioni dell'osservatorio prezzi del Ministero: Provincia di Bolzano, Calabria e Basilicata maglia nera. Nelle Marche invece si risparmia di più

La guerra tra Stati Uniti e Iran ha avuto, tra i suoi effetti collaterali, quello di causare un'impennata dei prezzi dei prodotti energetici. E tra questi non hanno fatto eccezione i petroli raffinati.

Come conferma la rilevazione di Staffetta Quotidiana, prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa, con la benzina al massimo da quasi un anno (dal 16 marzo 2025) e il gasolio da oltre tre anni e mezzo, dal 10 luglio 2022 fino a 2,2 euro al litro per il servito in autostrada. 

 

AUMENTI LORDI O NETTI?

Nell'audizione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il presidente di Unem (ex Unione petrolifera) Gianni Murano ha sottolineato che “dall’ultimo fine settimana il prezzo internazionale del gasolio è aumentato di 350 dollari a tonnellata (+47%), pari a 26 centesimi  euro/litro, mentre la benzina, nello stesso periodo, è salita di 140 dollari (+21%), corrispondenti a 10 centesimi euro/litro. Siamo di fronte a tensioni che riflettono la situazione nello Stretto di Hormuz che si aggiunge al blocco delle importazioni dalla Russia, che forniva all’Europa circa 10 milioni di tonnellate su una carenza complessiva di 19 milioni”. 

Pur rilevando che il cosiddetto “stacco” europeo (e per stacco si intende la differenza tra il prezzo industriale del carburante e il prezzo alla pompa; ndr) conferma prezzi italiani inferiori rispetto agli altri Paesi dell’area euro, il presidente Murano ha ricordato “che gli incrementi dei prezzi consigliati indicati dal Ministero, peraltro riferiti solo alle società petrolifere maggiori, sono comprensive dell’IVA, mentre le quotazioni internazionali sono espresse al netto, generando nell’opinione pubblica spesso percezioni distorte".

 

LE REGIONI DOVE LA BENZINA COSTA MENO

Tra timori di speculazioni nell'immediato e rischi di contrazioni dei consumi nel lungo periodo, Dueruote prova a vederci più chiaro. Anche perché le differenze tra impianti spesso possono essere marcatissime. Secondo l'Unem, infatti, la differenza del carburante può arrivare, in alcuni casi limite, fino a 27 centesimi di euro al litro nel raggio di soli 800 metri tra impianti appartenenti alle stesse reti di rifornimento. Ma qui siamo chiaramente di fronte a un caso limite.

Se ci riferiamo al nostro pubblico di riferimento, ossia i motociclisti e scooteristi che si riforniscono in impianti situati al di fuori della rete autostradale, e proviamo ad analizzare i dati su base regionale, notiamo che si registra una significativa differenza di prezzo per la benzina (modalità self-service) tra le diverse zone d'Italia sulla rete non autostradale.

La fonte presa a riferimento è ufficiale e incontestabile, ossia i dati pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e aggiornati al 9 marzo 2026.

Per chi cerca il massimo risparmio, il Centro Italia e parte del Nord-Est offrono attualmente i prezzi più competitivi. In cima alla classifica della convenienza troviamo le Marche, con un prezzo medio di 1,758 €/litro. Seguono a brevissima distanza l'Umbria (1,765 €/litro) e il Lazio (1,766 €/litro), confermando un trend positivo per le regioni dell'Italia centrale. Completano la "top 5" del risparmio l'Abruzzo, dove un litro di verde costa mediamente 1,768 €, e il Veneto con 1,772 €/litro.

 

LE REGIONI DOVE LA BENZINA COSTA DI PIU'

All'estremo opposto della classifica, le zone con i prezzi più elevati si concentrano prevalentemente nel Sud Italia e nelle zone montuose del Nord. La Provincia Autonoma di Bolzano si conferma l'area più cara in assoluto con una media di 1,822 €/litro. La situazione è critica anche in Calabria, dove il prezzo medio si attesta a 1,820 €/litro, e in Basilicata, che registra 1,813 €/litro. Infine, tra le zone con i costi più alti troviamo la Valle d'Aosta (1,808 €/litro) e la Sicilia (1,807 €/litro), aree che spesso risentono di costi logistici più complessi per il trasporto dei carburanti.

Questi valori - ci teniamo a ricordare - sono il risultato della media aritmetica dei prezzi comunicati quotidianamente dai singoli distributori al Ministero, riferiti specificamente agli impianti situati fuori dalla rete autostradale e alla modalità di erogazione self-service.

 

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