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Moto all’asta? BDS, in Giappone, ne vende 5.000 a settimana!
Si tratta di una struttura hi-tech con enormi magazzini climatizzati e corsie di vendita automatizzate dove le moto scorrono su nastri trasportatori davanti ai compratori e le offerte avvengono ogni 15-20 secondi
Storicamente il Giappone è il cuore pulsante del mercato mondiale dell'usato per le due ruote. E proprio nel paese del sol levante si trova la più grande casa d’aste dedicata alle due ruote, BDS (Big Bike Auction), un sistema così massiccio che definisce i prezzi di mercato a livello globale.
Solo nelle tre sedi principali di Kanto, Kansai e Kyushu, vengono messe all'asta tra le 4.000 e le 5.000 moto a settimana. Si stima che circa la metà delle moto usate vendute in Giappone passi attraverso questo sistema.
La sede di Kanto, nel distretto di Chiba, vicino a Tokyo è una vera e propria "città delle moto". È una struttura hi-tech con enormi magazzini climatizzati e corsie di vendita automatizzate dove le moto scorrono su nastri trasportatori davanti ai compratori e le offerte avvengono ogni 15-20 secondi. I compratori usano dei pulsanti per rilanciare in tempo reale mentre vedono i dati tecnici sugli schermi.
Ogni moto viene sottoposta a un'ispezione rigorosa che genera una scheda tecnica con punteggi da 1 a 10 per motore, telaio, estetica e componenti, diventando lo standard globale per la valutazione dell'usato giapponese. Il successo di queste aste non dipende infatti solo dalla quantità, ma dalla rigorosità tipica della cultura giapponese. Le ispezioni sono maniacali, durante le quali ogni moto riceve un punteggio basato su motore, telaio, estetica e componenti elettriche. I controlli sono talmente severi che un "4" in Giappone spesso corrisponde a una moto "ottima" in altri paesi. Se c’è un graffio di 2 cm sotto lo scarico, viene fotografato e segnalato. Questo permette ai dealer internazionali di acquistare "a scatola chiusa" con estrema fiducia. Molte delle moto classiche degli anni '70 e '80 che vediamo restaurate in Europa o negli USA provengono proprio da questi magazzini giapponesi.
Oltre a BDS, in Giappone operano anche altri giganti come AUCNET, pioniera delle aste telematiche, che permettono ai dealer di fare offerte in tempo reale da tutto il mondo senza che i mezzi debbano necessariamente trovarsi in un unico luogo fisico e JBA (Japan Bike Auction), un altro player enorme con sedi a Yokohama e Kobe, molto apprezzato per la trasparenza delle ispezioni.
Se vi foste venuta voglia di provare a fare un’offerta rimarrete delusi: tutte queste aste non sono aperte al pubblico. Per partecipare bisogna essere operatori del settore autorizzati con licenza giapponese, il che ha creato un intero business di "broker" che comprano per conto di clienti stranieri.