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Assicurazioni moto: le soluzioni per abbassare i costi sono a portata di mano. Perché vengono ignorate?

Marco Gentili
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Assicurazioni moto: le soluzioni per abbassare i costi sono a portata di mano. Perché vengono ignorate?
Assicurazioni moto: le soluzioni per abbassare i costi sono a portata di mano. Perché vengono ignorate?
Assicurazioni moto: le soluzioni per abbassare i costi sono a portata di mano. Perché vengono ignorate?

Quattro proposte per ridurre l'RC moto e premiare i motociclisti onesti: superare le vecchie tabelle provinciali di rischio, sconti per chi usa dash cam e GPS, premio a chi indossa un airbag, introduzione di nuovi criteri (come quello centro-periferia). Tutte cose facilmente applicabili. Eppure resta tutto su un binario morto

Un Piaggio Liberty 125 costa poco più di 3.000 euro di listino. A Napoli, un cittadino onesto in prima classe di merito paga 1.000 euro l'anno di assicurazione. In tre anni di RC si compra uno scooter nuovo. Non è un caso che l'evasione assicurativa in Italia sia così elevata: su circa 8 milioni di veicoli targati registrati al PRA, solo 4,5 milioni sono assicurati. L'assicurazione è diventata un problema di bilancio per le famiglie italiane. Eppure le soluzioni per abbassare i costi esistono. Sono semplici da applicare, alcune di buon senso legate alla tecnologia, altre di metodo che dovrebbero stimolare le compagnie assicuratrici. La domanda è: perché nessuno le applica?  

IL PROBLEMA: CRITERI PROVINCIALI CHE PUNISCONO TUTTI

In Italia le tariffe assicurative sono basate su criteri provinciali: se in una provincia avvengono molti sinistri, furti e truffe, il costo dell'RC sarà più alto per tutti, indipendentemente dal comportamento del singolo. Nelle province con alta sinistrosità, questo sistema punisce anche i motociclisti onesti. Napoli, Caserta e Prato sono gli esempi più evidenti di questo fenomeno. Il cittadino virtuoso che vive a Napoli paga cifre insostenibili non per colpa sua, ma perché vive in una provincia ad alta incidentalità. Un sistema che non può reggere e che genera evasione.  

PRIMA SOLUZIONE: CRITERIO CENTRO-PERIFERIA

Le compagnie assicurative devono introdurre un nuovo ragionamento che vada oltre le dicotomie Nord-Sud e incidentalità-premialità. Serve un criterio che rispecchi anche le differenze che esistono tra centro e periferia. Il rischio che corre un motociclista che gravita su Milano o Roma è sicuramente superiore rispetto a quello di chi vive in un piccolo centro della stessa provincia. È quest'ultimo che non deve essere punito appiopandogli le tariffe del capoluogo. Un motociclista di un paesino in provincia di Firenze (il quale con tutta probabilità vivrà in una realtà a basso rischio) non può pagare le stesse cifre di chi circola quotidianamente nel traffico del capooluogo, che è esposto a volumi di traffico e a una rischiosità maggiore.  

SECONDA SOLUZIONE: SCONTI PER DASH CAM E GPS

Siamo nel 2026. Esistono tutti i mezzi tecnologici per tutelare il motociclista sia dai sinistri sia da eventuali rincari dell'assicurazione. Eppure questi strumenti non vengono considerati dalle compagnie. È surreale che un motociclista debba pagare lo stesso importo anche se ha una moto dotata di dispositivi tecnologici che possano testimoniare che l'incidente non l'ha fatto o che il suo comportamento è stato corretto. Se ho una dash cam montata sul veicolo, dovrei beneficiare di una riduzione della tariffa. Allo stesso modo, se ho installato un dispositivo GPS che mi traccia. Certo, c'è il discorso privacy e trattamento dati. Ma nessuno fa storie quando autorizza Facebook o Instagram alla cessione dei propri dati... Allo stesso modo dovremmo essere contenti di tutelare noi stessi e autorizzare il trattamento dei nostri dati: se siamo motociclisti virtuosi, dobbiamo poterlo testimoniare. Questo può venire a nostro vantaggio in termini di sicurezza e di portafoglio.  

TERZA SOLUZIONE: PREMIARE CHI USA L'AIRBAG, COME IN FRANCIA

C'è una cosa fondamentale che dovremmo fare in Italia, esattamente come succede in Francia: premiare i motociclisti che si proteggono. In Francia, l'associazione locale delle compagnie assicurative ha deciso di premiare i motociclisti che indossano un airbag di qualunque tipo attraverso uno sconto sulla polizza. Questa scelta innesca un doppio meccanismo virtuoso. Da un lato aumenta la sicurezza del motociclista: certificando che indossi l'airbag, sei protetto in caso di infortunio e diminuisci il rischio di danni gravi in caso di impatto. Dall'altro, favorisce la diffusione di un sistema di protezione sicuramente più efficiente del paraschiena. L'airbag, con tutte le sue declinazioni (meccanico, ibrido, elettronico), ha raggiunto un livello di tecnologia e non invasività tale da essere paragonabile a una "seconda giacca" che protegge il corpo. È come indossare un secondo casco, ma per il torace.  

QUARTA SOLUZIONE: SUPERARE IL CRITERIO GEOGRAFICO

In un mondo perfetto, uno scooter assicurato ad Aosta e uno assicurato a Napoli dovrebbero pagare la stessa tariffa. Ciò purtoppo non avviene. In un sistema che si sta avvitando su se stesso (e penalizzato da furbizie dei singoli ed evasione), mai come adesso serve applicare criteri più sofisticati delle ormai vetuste tabelle provinciali di rischio, che tengano conto del comportamento individuale, dell'uso effettivo del mezzo, della presenza di dispositivi di sicurezza e tracciamento. La tecnologia c'è, i dati ci sono, è praticamente tutto pronto. Mancano solo due cose: la volontà delle compagnie e un intervento normativo del legislatore. Cosa stiamo aspettando?  

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