Attualità

Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia

Marco Gentili
Condividi
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia
Perché ogni volta che andiamo alla fiera di Novegro ci prende la malinconia

C'era un tempo in cui le moto erano fatte per durare ed emozionare. E avevano grande personalità. Un tempo in cui l'industria italiana dettava davvero legge. La domanda è: quante moto di oggi, tra 40 o 50 anni, saranno altrettanto oggetto di culto? La risposta è: pochissime

La Mostra-scambio di Novegro è la fiera per eccellenza delle moto. Perché è una fiera senza fronzoli, vecchio stile: niente glamour, niente ragazze ignude, niente lustrini. Solo ferraglia e passione. Qui ci trovi gente da tutta Europa (tedeschi, svizzeri e francesi sono anche quest'anno parte integrante della fauna locale) e appassionati italiani. L'età media è - purtroppo - abbastanza avanzata. Ma è anche vero che la passione per le moto e gli scooter d'epoca riguarda più che altro chi ha i capelli bianchi e comunque più di 40 anni. Ragazzini in giro ce ne sono davvero pochi, alla fiera milanese. La speranza sarebbe quella di vederne qualcuno in più nei prossimi anni, magari contagiato nella passione per le due ruote dal padre o dal nonno.   

QUI SI RESPIRA CULTURA MOTOCICLISTICA

Il bello di Novegro è che non ci sono solo passione e curiosità, ma quella cultura motociclistica che si respira solo qui. La conoscenza maniacale (quasi feticistica e perversa, verrebbe da dire) dei carburatori, delle selle, degli scarichi d'epoca, la sapienza d'altri tempi di chi davvero conosce le moto e ci smanetta, dà loro la stessa dignità che si attribuisce a un essere vivente, i dibattiti spontanei che nascono nei capannelli agli stand, in cui si può disquisire per ore sull'autenticità di un pezzo o sulla filologia storica della sequenza di modelli e brevetti di un determinato costruttore… insomma, andare a Novegro regala qualcosa che nessun altra fiera di settore può dare: se ne esce sempre arricchiti.  

L'ETA' DELL'ORO DELLA MOTO (CHE NON TORNA PIU')

E se ne esce anche un po'malinconici, a dire il vero. Perché - ed è questa la riflessione a caldo dopo una giornata in fiera - ciò che si vede a Novegro rappresenta davvero l'età dell'oro del nostro settore. Pensateci bene: migliaia di persone che impazziscono a rimirare e a cui vengono gli occhi lucidi per vecchie Vespa, Ciao prima serie, Suzuki RG Gamma del 1986, Honda CB Four e Ducati o Moto Guzzi che hanno resistito al passare del tempo e delle mode. Perché ancora oggi veicoli con decenni di vita sulle spalle continuano a suscitare emozioni più che ricordi, continuano ad appassionare e coinvolgere? La sensazione è che qualche anno fa le moto e gli scooter venissero costruiti per durare nel tempo e nella memoria, con una qualità, una cura nei materiali e un'attenzione che oggi - e qui nessuno può smentirci - ci possiamo sono sognare.  Qualcuno può immaginare quante delle moto in commercio oggi, saranno oggetto della stessa attenzione tra 40 o 50 anni? Temo che la risposta sia: pochissime, se non nessuna.   

NOSTALGIA PER ANNI DI LIBERTA' E CREATIVITA'

Guardando le moto di un tempo, c'è la netta percezione che una volta i mezzi a due ruote avessero più personalità, più guizzi sia a livello di design sia di progettazione meccanica. Probabilmente allora le Case erano meno ossessionate dai bilanci e dagli azionisti, e più libere dal punto di vista creativo. Altrimenti non si spiega il fiorire che abbiamo avuto in Italia di piccole realtà che hanno vissuto anni d'oro e introdotto, nella loro dimensione tra l'artigianale e il piccolo industriale, modelli e soluzioni tecniche d'avanguardia. Il pensiero va alla fiorentina Ancillotti, fulgente meteora nel mondo della Regolarità, alla quale la fiera di Novegro dedica una bellissima mostra tematica che vale il prezzo del biglietto. Ma anche a tutti quei modelli che hanno avuto magari vita breve, e che oggi sarebbero a dir poco inconcepibili e insostenibili a livello di vendite, come le moto compatte di Benelli e Fantic Motor degli Anni 70.  Ah che tempi, quei tempi.

Editoriale Domus Spa Via G. Mazzocchi, 1/3 20089 Rozzano (Mi) - Codice fiscale, partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese di Milano n. 07835550158
R.E.A. di Milano n. 1186124 - Capitale sociale versato € 5.000.000,00 - Tutti i Diritti Riservati - Privacy - Informativa Cookie completa - Gestione Cookies - Lic. SIAE n. 4653/I/908