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L'Enduro inquina? Dati alla mano, è uno sport sostenibile

Redazione
dalla Redazione il 10/02/2026 in Attualità
L'Enduro inquina? Dati alla mano, è uno sport sostenibile
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Il monitoraggio scientifico della 6Days 2025 conferma valori venti volte sotto i limiti di legge per CO, gestione rifiuti al 90% riciclati e spreco alimentare ridotto dell'85%. Copioli: "Lo sport può convivere con l'ambiente in modo sinergico"

I dati scientifici raccolti durante l'ultima Sei Giorni di Enduro tenutasi a Bergamo dal 24 al 29 agosto 2025 dimostrano come il motociclismo fuoristrada sia un'attività che non ha un impatto ambientale significativo. Il rigoroso monitoraggio condotto dalla Commissione Ambiente e Normative Fuoristrada FMI durante la 6Days ha confermato che l'Enduro, se regolamentato e gestito secondo standard precisi, è uno sport sostenibile che rispetta i limiti di legge con valori di inquinamento estremamente contenuti.

 

QUALITÀ DELL'ARIA: VALORI 20 VOLTE SOTTO I LIMITI

Il fulcro della dimostrazione risiede nell'analisi della qualità dell'aria. Grazie a una centralina atmosferica posizionata strategicamente nei pressi del paddock e a una costante attività di monitoraggio, è stato possibile tracciare l'andamento delle emissioni durante tutto l'evento.

I risultati parlano chiaro: i valori di Monossido di Carbonio (CO), Biossido di Azoto (NO₂) e Polveri Sottili (PM10) sono rimasti costantemente al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge. In particolare, il monitoraggio del CO (punto critico per l'impatto sulla salute umana) ha mostrato variazioni minime, confermando che l'Enduro non provoca inquinamento atmosferico significativo.

A fronte di un limite di legge per il CO di 10 mg/m³, le rilevazioni medie si sono attestate intorno allo 0,5 mg/m³: un valore venti volte inferiore alla soglia di guardia.

 

IMPATTO ACUSTICO SOTTO CONTROLLO

La sostenibilità sonora è stata un altro pilastro del monitoraggio. La Commissione Ambiente ha investito in modo autonomo per mappare l'impatto acustico dell'attività. Oltre alla centralina atmosferica, sono state installate centraline fonometriche su tutto il territorio interessato dalle prove speciali.

Questi strumenti hanno monitorato costantemente i mezzi in gara, che devono rispondere ai regolamenti "Sound limits" della FIM (Federazione Internazionale di Motociclismo). Il risultato è stato una gestione del rumore che, pur esistente, rimane rigorosamente entro le soglie previste dalla normativa, garantendo la convivenza tra evento sportivo e tranquillità del territorio.

 

ECONOMIA CIRCOLARE ED ECCELLENZA

Oltre ai dati tecnici, la Sei Giorni ha fornito indicatori di sostenibilità eccellenti nella gestione delle risorse. Un totale di 760 kg di rifiuti è stato gestito durante l'evento, con oltre il 90% dei materiali rientrati nella catena del riciclo. Una quota specifica è stata destinata alla produzione di energia (Waste-to-Energy), mentre la restante parte è stata reimmessa nel ciclo del recupero dei materiali.

L'Hospitality FMI ha adottato una politica di "spreco zero", riducendo lo spreco alimentare dell'85%. Tutti i pasti avanzati sono stati donati quotidianamente ad associazioni no-profit del territorio, trasformando un potenziale spreco in una risorsa sociale.

 

LE DICHIARAZIONI DI COPIOLI

Giovanni Copioli, Presidente FMI: "I dati raccolti durante la Sei Giorni di Enduro parlano chiaro: quando lo sport è governato da regole, competenze e responsabilità, può convivere con l'ambiente in modo sinergico. Come Federazione siamo orgogliosi dei risultati ottenuti, che dimostrano come l'Enduro sia sostenibile, generi valore per il territorio e sia a tutti gli effetti una specialità i cui eventi rappresentano una risorsa. Questo è il futuro che immaginiamo per il motociclismo fuoristrada e continueremo su questo percorso perché la sostenibilità non è un vincolo ma un fattore strategico di crescita".

 

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