Attualità
Ci hanno tolto il piacere del "fai da te"
La manutenzione della moto non è più quella di una volta. Elettronica, garanzie e post-vendita stanno cambiando il nostro rapporto con le due ruote
Mai come negli ultimi anni sta cambiando il rapporto tra noi e la moto, intesa non solo come oggetto da guidare, ma come bene da mantenere. La massiccia introduzione dell'elettronica da un lato, e la trasformazione del post-vendita da parte dei costruttori in un business blindato, ci sta allontanando in modo irreversibile dalla manutenzione della moto, così come l'abbiamo sempre concepita.
QUANDO LE MOTO AVEVANO UN'ANIMA (E SI POTEVANO SMONTARE)
Riferendoci alla nostra esperienza diretta, che cosa vuol dire mantenere una moto? Vuol dire lavarla, curarla, poterci mettere le mani sopra, intervenire (compatibilmente con le proprie capacità) per fare le piccole e grandi riparazioni di cui necessita. Per i più appassionati, cimentarsi con la meccanica della moto ha significato imparare a fare qualcosa, dedicarsi a un oggetto in cui tanti vedono una sorta di anima, migliorare le proprie competenze. Alzino la mano quanti, da ragazzini, hanno per lo meno provato a sostituire lo scarico del proprio cinquantino in cerca di prestazioni migliori. Chi ci è riuscito, di sicuro ricorda ancora oggi la vivida soddisfazione di chi ce l'ha fatta.
LA MANUTENZIONE? UN BUSINESS DA CUI GLI APPASSIONATI DEVONO STARE FUORI
Oggi mettere le mani sulla propria moto è diventato sempre più difficile: oggetti sempre più tecnologici richiedono competenze e strumentazioni di cui nessun meccanico fai da te può disporre. Addirittura, rischia di diventare un atto sedizioso: se fai manutenzione non dico in proprio, ma anche al di fuori della rete ufficiale, perdi i benefici della garanzia della Casa madre. Che ti lega a sé con la promessa di garanzie sempre più lunghe, ma attraverso un abbraccio esclusivo e talvolta ben più oneroso dal punto di vista economico, di quanto non si potrebbe spuntare nella rete non ufficiale.
LA MOTO DI OGGI? E' "A TERMINE"
Il rapporto romantico con la propria moto era legato anche al concetto di durevolezza del mezzo. La moto nasceva per durare negli anni, non per essere un oggetto usa e getta legato a modalità che, come avviene oggi, si allontanano sempre di più dall' acquisto tradizionale. Compri oggi a rate, tra tre anni decidi se tenerla o sostituirla con una più nuova: con premesse del genere, chi ha più voglia di dedicarsi a un contratto finanziario a termine su due ruote?
LA PASSIONE RESTA, MA CON FORME DIVERSE
Certo, la passione per le moto non muore, ma si trasforma (soprattutto a causa delle politiche dei costruttori) adattandosi allo spirito dei tempi. Tempi in cui il post vendita è una importante fonte di guadagno per i dealer. E la manutenzione non è più appannaggio del proprietario. Un po' come se foste fidanzati con una bella donna, ma l'unico che potesse congiungersi carnalmente con lei fosse il vostro migliore amico. E voi state lì a guardare, perdendovi tutto il divertimento.
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