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125 in autostrada, arriva il primo ok

Marco Gentili
di Marco Gentili il 07/02/2024 in Attualità
125 in autostrada, arriva il primo ok
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La Commissione trasporti della Camera dà il via libera all'emendamento che, a questo punto, entrerà nella bozza di Codice della strada

La Commissione trasporti della Camera ha approvato l'emendamento che permetterà ai 125 cc di circolare su autostrade e tangenziali. Un passaggio non banale, che anzi oseremo definire epocale, per la ridefinizione della mobilità in Italia, dato che il nostro è l'unico paese europeo dove vige questo divieto.

Il testo approvato in via definitiva dalla Commissione andrà a modificare l'articolo 175 del Codice della strada, che nel nuovo testo, prevede l'accesso ad autostrade e tangenziali a tutti i motoveicoli con cilindrata non inferiore a 120 cc, oppure potenza non inferiore a 6 kW se elettrici.

 

I PROSSIMI PASSAGGI

L'ok al provvedimento arriva dopo anni nei quali in nessun modo si era riusciti a scardinare le moltissime resistenze all'accesso sulle strade a pedaggio per questa tipologia di veicoli. Adesso, dopo due pareri decisivi (in particolare della polizia stradale e dell'ufficio legislativo del ministero dei trasporti) si è giunti a compiere questo primo passo.

Il prossimo passo riguarderà il Codice della strada nel suo insieme. Infatti le modifiche appena approvate andranno a far parte  - così come le abbiamo descritte - del testo del nuovo Codice (qui tutte le modifiche previste) che, diventato una bandiera del ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, dovrebbe essere approvato entro le elezioni europee, in programma dal 6 al 9 giugno prossimi.

Solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dopo l'approvazione del Codice della strada, sarà realmente possibile circolare in autostrada coi 125 cc.

 

LA SODDISFAZIONE DI ANCMA

"Non solo l’Italia si allineerebbe finalmente al resto dell’Europa, dove è già consentito il transito, ma lo scenario che si prospetta, per il quale l’associazione si sta spendendo da anni, rappresenterebbe un risultato molto importante per i produttori, l’industria di riferimento e per gli utenti della strada”, dice Paolo Magri, presidente Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), commentando il provvedimento.

 

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