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Transitalia Marathon, al via con la Harley-Davidson Pan America

Luca Medaglia il 04/10/2023 in Attualità
Transitalia Marathon, al via con la Harley-Davidson Pan America
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Partenza dal village di Rimini per quattro giorni tra Adriatico e Tirreno, dalla Romagna a Follonica e ritorno in 1.000 km. Abbiamo partecipato con la maxi adventure americana, ecco com’è andata

Il tempo sembra non promettere bene. È uno di quei fattori che potrebbe compromettere la riuscita di uno degli eventi off-road più importanti d’Italia.

Sono ormai passati un paio di giorni da quando Roberto mi ha chiamato e mi ha chiesto se fossi disponibile ad unirmi al team Harley-Davidson, nelle date in cui Mirko Urbinati organizza la sua Transitalia Marathon. Divisa in categorie A1, A2, S1, con road book cartaceo o traccia Gpx, è una manifestazione motociclista internazionale per moto superiori ai 150kg, che si sviluppa su 4 giornate. In particolare, questa edizione partirà da Rimini con destinazione la costa opposta, Follonica, e rientrerà l’ultimo giorno nuovamente sulla costa adriatica, a Riccione, per un totale di un migliaio di chilometri.

A seguito di una mia risposta affermativa, sabato mattina arrivo di buona lena a Rimini; il piazzale dove hanno posizionato la partenza è ormai diventato un’area paddock dove i vari team e brand hanno sistemato gazebo ed espositori. Ho sempre amato l’atmosfera che si respira all’interno dei paddock: l’odore della benzina, il profumo delle gomme, il via vai frenetico di chi deve preparare la moto o preparare sé stesso. E poi è un modo per incontrare vecchi amici o persone che normalmente non vedi mai, scambiarsi opinioni o semplicemente fare quattro chiacchiere.

Vado subito allo stand dove Harley-Davidson ha posizionato le moto e dove faccio conoscenza di quella Pan America 1250 che mi accompagnerà per le prossime quattro giornate. Giacomo Marzoli, marketing manager, Monica Martini dell’ufficio stampa e Stefano Sacchini mi danno il benvenuto nella squadra e, dopo avermi dato le varie istruzioni e presentato al resto del team, mi consegnano le chiavi della moto con la quale vado a fare le verifiche tecniche.

Transitalia Marathon, al via con la Harley-Davidson Pan America

Si percepisce subito che la macchina dell’organizzazione di questa Transitalia Marathon è ormai ben rodata. Io e gli altri del mio team approfittiamo del tempo a disposizione per conoscerci a vicenda: Stefano, pilota e istruttore di Adventure School, Federico Faccioni, giornalista, tester e gran manetta, Alvise Rigo, appassionato del marchio Harley, attore e modello che già conoscevo da rally passati fatti insieme, Luca Perna, ragazzone Savonese e grande velista e ultima, ma non per importanza, Marta, giovane ragazza istruttrice dell’Adventure School che si rivelerà una che in curva sfrega le orecchie a terra. Insomma, un bel gruppo ben assortito che non può che preannunciare giorni piacevoli. 

 

LA PRIMA TAPPA: DA RIMINI A CITTÀ DI CASTELLO

La notte piove e andiamo a letto dopo aver mangiato una buonissima paella cucinata dall’organizzazione, e con la speranza di non doverci fare i primi 200 chilometri sotto l’acqua. 

Siamo 450 moto, e si parte in ordine di numero. Noi sei abbiamo i numeri sopra il 400, quindi siamo tra gli ultimi. Ne approfittiamo per farci scattare qualche foto da Simon e Gabriele, due ragazzi della troupe fotografica che ci accompagneranno per l’intero viaggio e che cattureranno le immagini e video più belli e significativi.

Finalmente tocca a noi: tre a tre, con le nostre Pan America, saliamo sul palco della partenza e dopo una breve presentazione si parte; è la prima volta che guido questa moto, quindi il mio approccio è delicato e rispettoso e approfitto dei chilometri di asfalto che ci separano dallo sterrato per prendere confidenza.

Transitalia Marathon, al via con la Harley-Davidson Pan America

La strada è bagnata ma il cielo è già terso; la campagna romagnola inizia ad accompagnarci coi suoi paesaggi collinari e tutti e sei in fila indiana iniziamo a mangiarci le prime curve. Questa Pan America si dimostra subito facile da guidare: sincera nelle reazioni e stabile in curva, inizia a farmi capire che probabilmente mi farà divertire più di quanto avessi immaginato. Seguiamo la nostra traccia Gpx, ed ecco finalmente lo sterrato. Tutti e sei ci fermiamo per abbassare la pressione degli pneumatici, impostare la mappa off-road e via verso il primo traguardo: Città di Castello.

Capitanati da Stefano, prendiamo un bel ritmo; inizio a pensare che se facciamo quattro giorni di questo passo arriverò a casa che mi dovranno ricoverare. Ma la moto che va sorprendentemente bene e l’Umbria, che toglie il fiato con i suoi borghi, fanno volare i chilometri. Mi accodo a Federico ed insieme iniziamo a danzare tra gli sterrati ancora bagnati che ci separano dalla prima meta. Diciamo che a lui non piace molto tenere la manopola del gas chiusa (ma d’altronde a chi piace?). Una volta arrivati a Città di Castello, io sono l’unico tra i sei con la moto di un colore diverso: marrone!

 

IL PRIMO TRAGUARDO

L’arrivo in piazza Matteotti è emozionante; ci sono già un sacco di moto arrivate molto prima, ma l’arrivo di noi sei in formazione tipo pattuglia acrobatica nazionale, desta l’attenzione e la curiosità di tutti. Chi sono questi matti con moto così grosse che vanno così bene? Abbiamo passato appena 8 ore insieme, ma ci sentiamo già una squadra fortissima. Le varie soste durante la giornata hanno contribuito a conoscerci meglio e abbiamo iniziato a sentirci un bel gruppo affiatato. 

Anche per il trasporto dei rispettivi bagagli, l’organizzazione si dimostra validissima: ognuno di noi ha trovato all’interno del pacco gara un numero da apporre con fascetta al bagaglio da affidare poi, prima di ogni partenza, ai furgoni con il numero corrispondente. 

Transitalia Marathon, al via con la Harley-Davidson Pan America

Così, una volta ritirato il bagaglio, vista l’ora ormai tarda, andiamo subito a mangiare. Il tavolo riservato ad Harley-Davidson è al centro del Loggiato Gildoni, una sala bellissima dove tutti i partecipanti sono invitati ad accomodarsi. Il clima è festoso, l’umore è alto e tra risate e portate le ore passano. Io penso già al poco sonno che mi separa dai 270 chilometri di domani.

 

CITTÀ DI CASTELLO – CHIANCIANO TERME: INIZIA IL FUORISTRADA VERO

La mattina seguente la partenza è alle 8. Questa volta, però, si parte in ordine “chi prima arriva meglio alloggia”. È freddo, ma sta uscendo il sole ed io sono carichissimo; sempre in formazione PAN prendiamo il cartellino da timbrare e consegnare ad ogni checkpoint, e dopo aver fatto benzina, riprendiamo la traccia: direzione Chianciano Terme. Oggi, rispetto a ieri, la traccia è più piccantina: saliscendi belli pietrosi e sottoboschi sono la manna dal cielo per i nostri sorrisi e per le macchine dei nostri fotografi. Iniziamo a torchiare le nostre Harley, ma caspita se vanno bene: l’interasse lungo ci permette di spazzolare i curvoni ghiaiosi e di disegnare bianche scie infinite che ricordano la Via Lattea; le sospensioni elettroniche lavorano egregiamente nell’assorbire buche e pietre ci portano ad alzare l’andatura non di poco. 

Il paesaggio continua a regalarci scorci da togliere il fiato: il lago Trasimeno sullo sfondo fa da cornice a quella che si sta rivelando non solo una manifestazione, ma un’avventura: inizio a sentirmi parte del viaggio. 

Alvise ha trovato un posticino molto bello dove fermarci per pranzo; con una vista sul lago meravigliosa. L’oste, appassionato motociclista, ci coccola con prelibatezze locali e racconti epici di sue esperienze passate. Stiamo bene insieme a tavola, ma è ora di andare o anche stasera saremo tra gli ultimi ad arrivare. Ormai abbiamo preso questo rally come un momento per stare bene insieme tra persone che vivono la stessa passione… ma poi chi dice che non sia davvero questo il modo giusto di viverlo? Alla fine, il senso di tutto è trascorrere momenti che ci rendano felici e questi lo sono appieno. Comunque, dobbiamo partire assolutamente e con le luci del tramonto che baciano le nostre moto lungo questi curvoni toscani arriviamo a Chianciano Terme

Transitalia Marathon, al via con la Harley-Davidson Pan America

Con lo stesso iter, consegniamo il cartellino, prendiamo il bagaglio, e ci dirigiamo in hotel. Questa volta la cena è all’interno della sala Nervi alla terme di Acquasanta. Siamo tutti un po’ stanchi e dopo il briefing ce ne andiamo diretti a dormire. 

 

CHIANCIANO TERME - FOLLONICA: CORRERE IN UN DIPINTO 

Chianciano-Follonica… mamma mia che paesaggi! Oggi sembra davvero di stare in un film: colline e strade avvolte da file di cipressi, vigneti, borghi ristrutturati alla perfezione tanto da farti sentire in un’altra epoca. Oggi l’ho presa con più calma; cerco di fotografare con gli occhi ogni scorcio e continuo a pensare quanto è bella la nostra Italia.

Il gruppo è sempre più unito. Oggi la traccia è molto scorrevole e i chilometri volano come vola la mia mente tra questi ulivi che ci accompagnano verso il mare. In un baleno siamo a Follonica. L’arrivo fronte mare è qualcosa di spettacolare! Consegniamo ancora il cartellino, ma non è finita: ci aspetta la tappa più dura e lunga, quella del rientro in un’unica giornata.

 

FOLLONICA – RICCIONE: UN FELICE ARRIVEDERCI

Mercoledì la sveglia è alle 5 e bisogna partire prima dell’alba per arrivare in tempo a Riccione, sono quasi 400 chilometri. Mi alzo prestissimo, è buio pesto e ho voglia di partire. Aspetto gli altri e mi metto in fila tra i primi. Oggi ho deciso che voglio fermarmi poco e arrivare a Riccione presto. Così, con Federico, ci stacchiamo dagli altri, e iniziamo a puntare la meta un po’ più “aggressivamente“. Ormai ho fatto amicizia con questa Pan America e mi sta regalando davvero grandi soddisfazioni. 

Transitalia Marathon, al via con la Harley-Davidson Pan America

Ma è da Greve in Chianti che inizia il parco giochi: terreno tecnico, canali, pietroni in salita e discesa da saltare: insomma, da endurista quale sono, il terreno che io amo. Ho il sorriso che sborda dal casco. Fede è indomabile e anche lui si sta divertendo, non vuole mai fermarsi ed addirittura saltiamo il pranzo, per la foga che abbiamo. Ho voglia di arrivare, ma ho anche voglia che non finisca mai. Me la sto davvero godendo e penso che sia un vero peccato che tra poco tutto finirà. 

Con un mega gonfiabile, lo speaker, musica a manetta e gli spettatori di una Riccione affollata, ecco il traguardo della Transitalia Marathon 2023; mi sento come forse un Dakariano si sente alla fine della sua Dakar. Tutto il nostro gruppo arriva, ci abbracciamo come se fossimo insieme e ci conoscessimo da una vita. Foto, interviste, passanti che fanno mille domande, sorrisi e abbracci.

Siamo stanchi, stanchi ma felici… oppure siamo stanchi e perciò felici! Non lo so, però quello che posso dire è che non vedo l’ora che sia il 2024 per partecipare ancora. Perché più che una manifestazione è un’esperienza. Un’esperienza piena di arrivi, dove ogni arrivo è diverso dall’altro, dove il sudore appiccica i vestiti, ma appiccica anche le persone.

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