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Timur Sardarov (MV Agusta): "La guerra russo-ucraina mi sconvolge, desidero solo uno stop alle ostilità"

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Il Ceo della Casa varesina parla in esclusiva con Dueruote: "Russi e ucraini sono popoli amici, la guerra tra di loro è innaturale. Da russo e imprenditore mi auguro al più presto la pace"

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Triste. Scioccato. Amareggiato. Preoccupato. È con questi aggettivi che Timur Sardarov, Ceo di MV Agusta, si definisce in questi giorni. Per lui, nato in Russia e dotato di passaporto russo, ma cittadino del mondo, questi sono giorni difficili. “Non ho mai lavorato con un una guerra a due passi da casa, nel cuore dell’Europa”, dice in un’intervista a Dueruote.

Sardarov, leggendo i suoi post su Instagram lai si è espresso chiaramente contro questa guerra.

“C’è poco da dire, purtroppo. La Russia ha invaso l’Ucraina, dei civili stanno morendo. In Russia moltissime persone hanno parenti e conoscenti in quel Paese, che tra l’altro ospita una fetta di popolazione russofona. È una guerra assurda, tra popoli amici e fratelli”.

Anche se lei non vive più in Russia, ha lì ancora amici e parenti. Qual è l’aria che si respira?

“Tra le persone che conosco, non ce n’è una favorevole a questa guerra. Vedo che c’è molto distacco tra la politica e la cittadinanza, su questo tema. Dispiace che saranno i cittadini russi, che non c’entrano niente col conflitto, a patire le conseguenze delle sanzioni internazionali”.

Al momento non si intravede una soluzione alla guerra.

“E' necessaria una de-escalation. Una prosecuzione delle ostilità, oltre a provocare vittime innocenti nella popolazione ucraina, tenderà a estremizzare sempre di più l’atteggiamento ostile verso la popolazione russa. In questo momento non c'è bisogno di polarizzare ulteriormente le posizioni”.

Lei è anche uomo d’affari. Come questa situazione si riflette sul mercato delle due ruote?

“Al momento non vedo ripercussioni immediate. In particolare, il segmento del premium – che è quello dove MV Agusta opera – non ha accusato flessioni, anzi è cresciuto, anche durante l’epidemia Covid-19. Il rischio semmai è che l’intera economia mondiale possa subire un rallentamento: è appena uscita da una crisi, della quale si intravedeva l’uscita dal tunnel, ed è rapidamente piombata in un altro incubo”.

Non teme un effetto a catena?

“Difficile fare previsioni. Nessuno può immaginare quanto durerà questa guerra. Di sicuro, il prezzo delle materie prime di cui la Russia è esportatrice cresceranno. E non parlo solo di gas ed energia, ma anche metalli come l’alluminio. Il rischio è un aumento dell’inflazione, un impoverimento generale della popolazione e un impaurimento collettivo. Tutti freni alla ripresa dei consumi. Da russo e da imprenditore, oltre che da amico dell’Ucraina, mi auguro che la guerra finisca nel più breve tempo possibile”.

 

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