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Perché bisogna parlare degli incidenti in moto

Marco Gentili
di Marco Gentili il 29/07/2021 in Attualità
Perché bisogna parlare degli incidenti in moto
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Sui nostri social scoppia una polemica sull'opportunità di affrontare questo argomento. La nostra risposta

Non esistono notizie belle o brutte. Esistono notizie e basta. Il mestiere di chi vi scrive adesso (e di tutti i colleghi della redazione) è quello di darne conto. 

Il fatto che, in questi primi mesi estivi, sulle strade italiane abbiano perso la vita decine di motociclisti (quasi sempre senza che avessero la minima responsabilità dell'incidente in cui sono stati coinvolti) è una notizia, piaccia o no.

Dispiace però che, ogni volta in cui diamo conto di questa macabra e triste contabilità, nei commenti sui nostri social (spesso ridotti a una sorta di cloaca del pensiero più gretto e immediato, ovvero "non mediato" dal cervello) scattino sistematicamente commenti del seguente tenore: "Non vi seguirò più, perché sembrate un bolletino di guerra" oppure "Siete i soliti sciacalli".

A parte che lo sciacallo è animale nobilissimo e anello fondamentale di certi ecosistemi, ogni tanto bisogna guardarsi in faccia e dirsi le cose come stanno.

1. Non è che a noi faccia piacere raccontare delle molte morti che colpiscono la nostra categoria, anzi. Su certe cose non si scherza, e non ci si autocompiace.

2. Capisco la reazione avversa o reattiva di molti, ma non si può mettere la testa sotto terra di fronte a ciò che accade sulle nostre strade. E' fondamentale sia rendere conto di quello che avviene, sia tenere alta l'attenzione sul fronte della sicurezza. Non possiamo negare che, in mesi come questi, la mortalità su due ruote sia di nuovo tornata ad aumentare dopo la tregua del 2020 (in cui però la mobilità era ridotta per tutti). E non ha alcun senso fare finta di nulla di fronte alla strage che, quasi sempre, vede noi motociclisti come vittime designate, utenti deboli e vulnerabili della strada. Pertanto...

3. E' fondamentale continuare a tenere un faro acceso che illumini il fronte della sicurezza delle nostre strade. E non parliamo solo di manutenzione, quanto di controlli di polizia, incidenti, e mortalità. Nel 2021, in un Paese civile, è inconcepibile perdere la vita mentre si fa un giro in moto per divertimento o per relax. Abbassare la guardia, girare la testa dall'altra parte, non denunciare la vergogna (perché di vergogna si tratta) della scomparsa di motociclisti colpevoli solamente di volersi concedere un giro in sella al proprio mezzo: questo è il vero crimine. 

E' per questo che Dueruote continuerà a guardare in faccia le cose come stanno. A dare notizie poco piacevoli per alcuni, ma necessarie. Perché il nostro compito è (anche) questo.

 

Perché bisogna parlare degli incidenti in moto
Perché bisogna parlare degli incidenti in moto
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  • franna
    Si , scrivo , scrivo quello che vedo , leggo quello che scrivono i giornali , e TG , un autobilista , guida tranquillamente con il Tel. un cammionista altrettanto ECCC, un incidente anche mortale , un motociclista è morto, il responsabile ( non lo visto ero al tel. telefonata urgente ) 3 giorni dopo si guida tranquillamente , dovè il problema , buona serata .
  • fashioneer
    Parlare degli incidenti che accadono limita quelli che accadranno o potranno accadere: per un motociclista è fondamentale analizzare quali siano i comportamenti scorretti di altri motociclisti, automobilisti e camionisti.. solo così possiamo salvarci da una fine spesso ignobile. Unitamente alla sensibilizzazione dell'utilizzo della moto in strada non smetterei di parlare dei guard-rail "assassini", altra fonte di pericolo mortale. Grandi due ruote, avanti così!
  • vecio
    Concordo su tutta la linea editoriale! Forse perchè sono un vecchio motociclista, forse solo vecchio visto che non uso più la moto per i viaggi di un tempo o per gli spostamenti di lavoro in città, ma probabilmente proprio perchè la moto per me è diventata solo "divertimento e relax", ho modo di riscontrare quello che affermate nell'articolo. Come avete evidenziato "... decine di motociclisti (quasi sempre senza che avessero la minima responsabilità dell'incidente in cui sono stati coinvolti) " , assieme anche agli amici delle dueruote a pedali, dovrebbe farci trovare uniti nel gridare ancora più forte la nostra paura per il poco rispetto "degli ostacoli a due ruote", come veniamo considerati, paura delle "distrazioni altrui" che portano a giochicchiare con smatphone e navigatori invece di guidare, o del mancato rispetto nell'utilizzo delle frecce, delle precedenze, delle immissioni laterali (accessi privati, parcheggi ecc. ecc.). Infine il problema delle condizioni di degrado strade: class-action? Un lampeggio. lg
  • Utente_3268126430
    Innegabile che i motociclisti hanno le loro colpe, però vorrei vedere delle campagne serie per la rimessa in sicurezza di strade da terzo mondo, per sanzioni serie verso chi guarda più il telefono che la strada, ed una presa di posizione contro la moda corrente di fare auto con schermi enormi che tifano guardare più dentro che fuori! E per ultimo vorrei vedere le FF.OO sanzionare i motociclisti davvero pericolosi anzichè fare solo trappole ad Hoc dove poi indiscriminatamente sanzionano per marmitte e specchietti in nome di un’inesistente pericolosità