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Costantino Sambuy (Peugeot): "La rinascita del Leone parla italiano"

Marco Gentili
di Marco Gentili foto Massimiliano Serra© il 02/01/2020 in Attualità
Costantino Sambuy (Peugeot): "La rinascita del Leone parla italiano"
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Parla il manager italiano: il ritorno alle moto, una inedita gamma di scooter, la mobilità elettrica sono le nuove sfide. Che si affrontano con uno staff di tecnici e manager made in Italy

Il leone ruggisce in italiano. A Mandeure, nella sede storica di Peugeot Motocycles, si rafforza la presenza di manager e tecnici provenienti dal Belpaese. A condurre l’azienda in un mercato che è profondamente cambiato è infatti stato chiamato Costantino Sambuy, da luglio 2017 presidente di Peugeot Motocycles. Il manager piemontese, studi internazionali e una lunghissima esperienza nel Gruppo Piaggio (in cui ha creato mercati e filiali in tutto l’Estremo Oriente), ha fatto una campagna acquisti per cercare quei talenti che in azienda mancavano. Sono così arrivati un nuovo responsabile della ricerca e sviluppo (Paolo Brovedani, ex Aprilia e Husqvarna) e un nuovo capo del prodotto (Andrea Ruggeri, proveniente da Honda). A loro si affianca il direttore vendite mondo Enrico Pellegrino, già in azienda da qualche anno. Obiettivo: affrontare le nuove sfide, senza dimenticare i fasti degli Anni 90, quando il leone dominava la scena mondiale degli scooter.

 

Sambuy, una scelta nazionalista quella di portare a Mandeure i colleghi italiani?

“Negli ultimi anni l’azienda si è defrancesizzata, e questo è un bene. Abbiamo cercato talenti delle due ruote in giro per il mondo, senza guardare al passaporto. Qui in Francia ci sono ottimi tecnici, ma manca da anni una vera industria nazionale delle due ruote. E per essere competitivi bisogna assumere persone di valore. Prima purtroppo Peugeot Motocycles era vista solo come un punto di passaggio per manager che transitavano dalla divisione auto, dove tornavano dopo pochi anni. Adesso invece, dopo il passaggio a Mahindra, le due ruote hanno ripreso una centralità di gruppo che prima non avevano”.

Che azienda ha trovato?

“Peugeot è un’azienda che ha avuto difficoltà dall’inizio degli anni 2000, con l’evoluzione del mercato del cinquantino. Ed è entrata in un tunnel da cui non è ancora riuscita a uscire. Inoltre ho trovato un’azienda ossessionata dal gruppo Piaggio: non è un caso che nella nostra gamma ci sono molti ‘me too’, modelli molto simili rispetto a quelli fatti a Pontedera. Infine, questa era un’azienda che aveva bisogno di innovazione, di trovare un suo ruolo nel mercato. La grande domanda che ci siamo posti è: perché esistiamo?”.

Costantino Sambuy (Peugeot): "La rinascita del Leone parla italiano"

CON L’ E-LUDIX SBARCHIAMO NEL MERCATO DELL’ELETTRICO: SI TRATTA DI UN VEICOLO DAI GRANDI CONTENUTI TECNOLOGICI

Costantino Sambuy (Peugeot)

Ha trovato questa risposta?

“Mi sono chiesto: qual è la nostra priorità? Senza dubbio deve essere il mercato francese, dove fino a poco tempo fa eravamo leader e dove vogliamo tornare a esserlo. Dobbiamo poi essere più orientati all’innovazione del prodotto, senza inseguire la concorrenza, ed essere ossessionati dall’essere fortemente Peugeot. Abbiamo un marchio forte, con grossi contenuti. Abbiamo l’opportunità di tradurli in mezzi a due e tre ruote. Dobbiamo ricalcare il lavoro fatto da Peugeot auto: posizionamento nuovo, aggressivo e giovane, con una grande qualità e tocchi di carattere molto forti”.

A livello di prodotto, invece, quali sono i settori di sviluppo?

“Anche su questo fronte abbiamo dovuto darci delle priorità. La prima è essere presente nei segmenti che contano nel mercato scooter. Se guardiamo l’Europa, quello dei GT è il più consistente. E col nuovo Pulsion 125 abbiamo creato un prodotto di qualità, con contenuti elevati e premium. Certo, non abbiamo inventato nulla, ma rappresenta il primo passo in quella che sarà una gamma più articolata a livello di cilindrate. Oltre a questo, c’è molta carne al fuoco. I segmenti cambiano, bisogna essere bravi non tanto a copiare, quanto a inserirsi nei buchi che il mercato offre”.

Costantino Sambuy (Peugeot): "La rinascita del Leone parla italiano"

IL PULSION 125 È IL PRIMO TASSELLO DEL NOSTRO ATTACCO AL SEGMENTO DEI GT, IL PIÙ IMPORTANTE D’EUROPA

Costantino Sambuy (Peugeot)

Partiamo dall’elettrico.

“La novità per noi è l’e-Ludix. Si tratta di un ciclomotore elettrico di grandissimi contenuti, realizzato con un sistema Bosch. Poi più avanti vedremo il Metropolis elettrico: qui a Mandeure abbiamo due prototipi che stanno circolando. Sono incredibili da guidare, è come andare su un tappeto volante, senza vibrazioni. È un’esperienza di guida diversa rispetto a tutto quello che esiste. Ma di questo ne parliamo nel 2020. In questo settore la strategia per vincere è il lungo termine. Oggi il mondo dell’elettrico è come il web nel 1994: enormi investimenti, idee, stimoli. Ci saranno tanti dei competitor che sbatteranno contro il muro. Ma ricordiamo che, sebbene sia un mercato che raddoppia ogni anno, vale ancora oggi 30mila pezzi a fronte di mostruosità di investimenti”.

Sul fronte moto, invece?

“Peugeot Motocycles ha 121 anni di storia, è il marchio più antico delle due ruote. Nel suo passato remoto c’è anche un piccolo motore bicilindrico a V antesignano del lavoro fatto da William Harley e Arthur Davidson negli Stati Uniti. L’innovazione è quindi da sempre nel nostro Dna. Oggi per noi la mobilità è più orientata verso il commuting, il breve-medio raggio. A EICMA abbiamo ripresentato il progetto P2X, con un’evoluzione di ciò che abbiamo visto lo scorso anno. Si tratta di una piattaforma di moto con motore 300 cc, declinabile da 125 a 500 cc, ottima per conquistare non solo il mercato europeo ma anche quelli asiatici”.

Costantino Sambuy (Peugeot): "La rinascita del Leone parla italiano"

LA NOSTRA PIATTAFORMA MOTO POTRÀ ESSERE DECLINABILE DAI 125 AI 500 CC, PER CONQUISTARE EUROPA E ASIA

Costantino Sambuy (Peugeot)

La fortuna di Peugeot negli Anni 90 è stata assicurata dai ciclomotori. Come vede quel mercato?

“Il mercato dei cinquantini sta scomparendo da tanti anni. In Paesi come l’Italia, in particolare, è ormai inesistente. Però è anche vero che ha raggiunto uno zoccolo duro non proprio trascurabile, che in Europa vale 400mila pezzi l’anno. È un mercato che avrà un’altra botta con l’Euro5, perché i costi saliranno, ma che continuerà ad esistere. Per noi vale la pena esserci e continuare a investire. Forse lei non sa che il quarto veicolo più venduto in Europa è il nostro Kisbee, un ciclomotore che vale 25mila pezzi, sui circa 60mila complessivi che produciamo”.

Non è un mistero che uno dei Paesi in cui il marchio soffre di più è l’Italia.

“Il mercato italiano è diversissimo da tutti gli altri mercati europei e ha principi diversi rispetto al nostro Dna. Tanto per fare un esempio, lo scooter a ruota alta lo si vende solo in Italia. E noi non siamo presenti nel segmento con un prodotto all’altezza. In Italia siamo piccoli ma cercheremo sicuramente di fare meglio. Ma, ripeto, dobbiamo prima guadagnare di nuovo credibilità in casa, e poi guardare fuori”.

A proposito di guardare fuori, quali sono le strategie internazionali?

“Abbiamo come socio di maggioranza Mahindra, azienda in grande spolvero che di recente ha rimesso in produzione in India il marchio Jawa e ha in portafoglio anche BSA. Ha un impianto produttivo in cui noi sbarchiamo col Ludix elettrico. L’India è un bacino di opportunità enorme, considerando che è un mercato da 20 milioni di pezzi all’anno. Poi non dimentichiamoci del Sudest asiatico, dove a fine anno Peugeot Motocycles ripartirà con forti investimenti”.

 

Costantino Sambuy (Peugeot): "La rinascita del Leone parla italiano"
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