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Paolo Magri: come sarà la nuova ANCMA

Marco Gentili
di Marco Gentili il 12/11/2019 in Attualità
Paolo Magri: come sarà la nuova ANCMA
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Il presidente eletto dai soci: “L’assemblea ha dimostrato la forza e l’unità dell’associazione dei costruttori. Adesso servono ordine e correttezza”

“Abbiamo tante cose da rimettere a posto”. C’è da ristabilire una governance, “perché dopo maggio 2018 in associazione si è pensato troppo poco all’attività di ANCMA”. Paolo Magri è stato eletto presidente lo scorso 29 ottobre nel corso di un’assemblea convocata – su richiesta dei soci – dal presidente del Tribunale di Milano. Un’assise che Confindustria però non ritiene valida, così come la sua elezione.

Magri, oggi esistono due ANCMA?

“Ne esiste una sola, ed è quella dei soci, moltissimi, che mi hanno eletto. Tutto si è svolto nella massima regolarità. E la grandissima partecipazione e compattezza dei costruttori di moto, bici e parti è sintomo del fatto che ANCMA è viva e vegeta”.

E' stata l’assemblea più partecipata degli ultimi 20 anni. Perché?

“Perché c’era voglia di associazione, di eleggere un presidente che godesse della fiducia degli associati”.

Non hanno pesato le assenze di Piaggio, Ducati e Honda Italia?

“A mio avviso i tre big sono stati tutti prudentemente neutrali, ognuno per ragioni diverse”.

Il commissario di Confindustria sostiene che i soci di ANCMA abbiano agito al di fuori delle regole.

“I fatti parlano per noi. Loro hanno commissariato ANCMA a luglio  a fronte di una richiesta di poco più dell’ 1% dei soci, solo perché l’associazione aveva deciso democraticamente di cambiare il proprio presidente per mancanza di fiducia. Andrea Dell’Orto è stato messo in discussione all’unanimità dal consiglio di presidenza, a 12 mesi dalla sua elezione. E questo a Confindustria non andava a genio”.

"piaggio ducati e honda si sono tenute prudentemente neutrali, ognuno per ragioni diverse"

Paolo Magri sui tre costruttori

Perché l’associazione è stata commissariata?

“I probiviri di Confindustria si sono inventati dei cavilli burocratici per mettere le mani in ANCMA. In primo luogo il nostro statuto, che per inciso è tra i più rigidi dell’intera Confindustria, non avrebbe avuto l’approvazione ufficiale. Abbiamo chiesto in cosa dovesse essere cambiato, ma non ci è mai stata data risposta. Ovviamente si sono accorti di questa mancanza quando faceva loro comodo. E poi il commissariamento è avvenuto dietro la richiesta di 4 associati su 168, in barba a ogni norma di rappresentanza”.

Avete chiesto al commissario di poter celebrare la vostra assemblea?

“Sì, e ci è sempre stata negata. Così abbiamo fatto valere i nostri diritti in tribunale e abbiamo potuto votare il presidente. Peccato che ci sia chi ignora le leggi dello stato e le ritenga inferiori alle proprie regole”.

Magri, dei due chi ha ragione?

“Temo che dovrà essere un tribunale a stabilirlo, ma noi crediamo di avere ragione da vendere, solo muovendoci nell’alveo della legalità. Mi stupisce che dall’altra parte non si siano resi conto della risposta unita e compatta uscita dall’assemblea”.

Come vi muoverete adesso?

“Abbiamo diffidato il commissario a operare per conto dell’associazione e abbiamo chiesto la convocazione dell’assemblea di EICMA”.

Credo che difficilmente avrete una risposta.

“Anche in quel caso faremo valere i nostri diritti in tribunale. Noi ci muoviamo nella legalità più assoluta, non siamo di quelli che vanno a cambiare nottetempo le serrature delle porte, per non fare entrare le persone sgradite o epurate”.

"Non è moralmente accettabile che il cda di eicma elargisca a se stesso compensi. quei soldi devono essere reinvestiti nell'associazione"

Paolo Magri sul CDA di EICMA

Lei parla tanto di riformare la governance di ANCMA ed EICMA. Perché?

“Non dimentichiamo che Antonello Montante, ex presidente di EICMA e vicepresidente di ANCMA, è stato arrestato e poi condannato a 14 anni in primo grado (per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo a sistema informatico; ndr). Già dopo l’arresto, ed era il maggio 2018, chiesi a gran voce al consiglio di amministrazione di EICMA di dimettersi per far sì che una società di revisione esterna potesse controllare i conti di Eicma”.

E la risposta quale fu?

“Sdegnata. La mia richiesta è stata considerata un segnale di sfiducia personale. Credo che, quando emerge chiaramente, come in occasione dell’arresto di Montante, che una parte malata ha permeato un'associazione, la priorità debba essere quello di fare piazza pulita da ogni eventuale ombra o dubbio”.

E poi c’è la questione dei compensi al cda di EICMA.

“Giusto per chiarire il quadro, EICMA è una società per azioni il cui socio unico è ANCMA. EICMA è una società in salute, che fa utili importanti. Nessuno vieta a questa spa di comportarsi così. Ma è moralmente sbagliato che ciò avvenga, soprattutto all’insaputa del socio unico. Non è un caso che la decisione di assegnare questi copiosi gettoni di presenza ai consiglieri sia stata presa sotto la gestione Montante. Sotto la mia presidenza quei compensi al CDA spariranno”.

Gli utili di EICMA quindi a cosa devono servire?

“A innescare un circolo virtuoso. Abbiamo un Salone della moto che il mondo ci invidia: investiamo per farlo funzionare ancora meglio e usiamo gli utili per finanziare l’attività dell’associazione, le sfide della mobilità del futuro, fare marketing associativo, crescere numericamente per pesare di più sui tavoli politici che contano. EICMA deve essere saldamente nelle mani di ANCMA”.

ANCMA resterà in Confindustria?

“Noi non siamo contro Confindustria. La società che rappresento, ovvero Brembo, è uno dei  protagonisti del mondo confindustriale a livello nazionale e il nostro presidente Alberto Bombassei ne è stato anche vicepresidente. Difendo l’associazionismo, ma non accetto il comportamento di alcune parti malate di essa. Proverò a convincere i soci che rimanere in Confindustria è un bene. Certo, questa è la mia posizione, ma se il consiglio generale dovesse fare a maggioranza mozioni diverse, le starò a sentire”.

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