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Ducati: la MotoGP 2019 sarà cruciale per il rapporto con Audi

Marco Gentili
di Marco Gentili il 22/01/2019 in Attualità
Ducati: la MotoGP 2019 sarà cruciale per il rapporto con Audi
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I risultati sportivi che non arrivano e i sempre crescenti dubbi sull'utilità di avere in portafoglio un marchio motociclistico. Se quest'ano non arrivasse il Mondiale, il gruppo Volkswagen potrebbe disimpegnarsi da Ducati?

La presentazione della Ducati che correrà in MotoGP nel 2019 avvenuta venerdì scorso, a ben vedere, ha lasciato molti punti interrogativi tra gli osservatori più attenti. In primis, la scelta del luogo. Come da tradizione, l’unveiling della rossa di Borgo Panigale avveniva sempre “in casa”, ovvero nello storico stabilimento dove nascono i gioielli del Reparto Corse Ducati e, prima ancora, al Vrooom di Madonna di Campiglio. E invece stavolta ha avuto luogo a Neuchatel, in Svizzera.

 

Il marchio che scompare

In secondo luogo, stupisce come sulla livrea della moto la scritta Ducati sia di fatto scomparsa o quasi. Vedere le immagini per credere: eccetto uno strapuntino sul serbatoio, la scritta Ducati è meno visibile di quella “Audi Sport”, il che è tutto dire.

In terza battuta, ha stupito il clima di generale freddezza che si respirava nel corso dell’evento. Insomma, tutti carichi nel team, tutto fiduciosi che questo sia l’anno buono. Ma è più la carica nervosa di chi si trova di fronte all’anno del redde rationem. Anche perché, sulla stagione sportiva che sta per iniziare, aleggia il fantasma di una cessione del brand da parte dei tedeschi

Audi infatti aveva rilevato Ducati nell’aprile 2012 per 860 milioni di euro (debiti inclusi), contando di avere in cambio un ritorno anche in termini di risultati sportivi. Che purtroppo – a essere onesti – non sono mai arrivati in questi anni. Certo, nel 2017 e 2018 il vicecampione del mondo è stato Andrea Dovizioso, ma nel mondo dello sport ai secondi spetta solo l’oblio. Per trovare un titolo piloti e costruttori che porta il marchio di fabbrica della Ducati bisogna risalire al 2007.

 

I dubbi dei tedeschi

In Germania, dalle parti di Ingolstadt, non gradiscono molto spendere e investire senza avere un ritorno. Inoltre Audi, così come la capogruppo Volkswagen, è impegnata in un gioco ben più grande e importante del Motomondiale. Stiamo parlando del riallineamento del colosso dell’automotive agli scenari del futuro, e alla necessità di investire forte sull’elettrificazione per rifarsi una verginità in seguito allo scandalo Dieselgate.

Per cui, nonostante le recenti dichiarazioni ufficiali in cui Volkswagen dichiarava che Ducati non è in vendita, le mosse più o meno sottotraccia compiute negli ultimi due anni dal management tedesco indicano esattamente che la volontà sarebbe proprio quella. Del resto, per Volkswagen il mondo delle due ruote a motore non è centrale rispetto al proprio business. E il giro d’affari che le garantisce Ducati (per quanto in continua crescita – lo scorso anno ha fatturato 736 milioni) è risibile rispetto al suo bilancio di gruppo

Difficile crescere di più

Inoltre la crescita commerciale di Ducati – come appare chiaro anche dall’ultimo bilancio di Audi, facilmente consultabile online - è ormai arrivata a un punto di saturazione, in cui sfondare ulteriormente verso l’alto pare quasi impossibile. Insomma, il tetto delle 55mila moto all’anno potrà essere superato, ma con percentuali di crescita dello zero virgola. Anche perché una delle tendenze più forti del mercato motociclistico globale è proprio la frenata nelle vendite dei modelli di grossa cilindrata.

Servirebbe un successo sportivo di primo livello per convincere i tedeschi ad andare avanti nell’avventura nelle due ruote con maggiore convinzione. Per far sì che Ducati sia nuovamente un fiore all’occhiello, e non più un costoso gioiello di cui (per valore e redditività) è difficile disfarsi per mancanza di compratori.

Ducati Panigale V4 R
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