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Suzuki: nel futuro meno modelli. Ma sportivi

di Christian Cavaciuti il 09/12/2015 in Attualità

Eiji Mochizuki, Board Member e Senior Managing officer di Suzuki nonché Executive General Manager per la divisione moto, ci racconta in che direzione si muoverà la Casa di Hamamatsu nei prossimi anni

Suzuki: nel futuro meno modelli. Ma sportivi
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Sul biglietto da visita, Eiji Mochizuki ha una descrizione lunga così. Forse è più semplice dire che è il numero 2 di Suzuki moto, il che dà immediatamente l’idea della sua anzianità di servizio (in Giappone cambiare azienda è raro, e la carriera si fa dall’interno) e della conoscenza della Casa di Hamamatsu. Lo incontriamo ad Eicma e non possiamo non partire dalle due grosse novità presenti sullo stand, la nuova SV 650 e la GSX1000R “concept”, che in realtà prefigura molto da vicino la moto MY2017.

La SV 650, al suo apparire nel 1999, è stata una delle prime naked moderne, e soprattutto la prima giapponese se si esclude un’altra Suzuki, la pionieristica GSF 400 Bandit. Cosa significa riportarla in vita ora, dopo che era stata sostituita dalla poco fortunata Gladius?

Abbiamo voluto recuperare la semplicità della SV 650 originale, che si era un po’ persa nel tempo. Per questo è tornato il faro tondo, che sottolinea il carattere puro, sportivo ma anche la snellezza di questa moto.

Se 15 anni fa la SV aveva pochi concorrenti, oggi il panorama delle naked è ben più affollato. Cosa la distingue dalla concorrenza secondo voi?

Il suo fattore di unicità è il motore a V di 90°, infatti ci siamo concentrati su quello e sul suo carattere, con un’erogazione diversa da qualunque motore in linea, a prescindere dal numero dei cilindri. Ma il motore a V permette anche di avere un telaio molto stretto, un altro elemento chiave e per il quale siamo tornati alla forma a traliccio in tubi tondi, questa volta però in acciaio.

Questo tipo di telaio e il look generale fanno pensare a un vostro interesse al filone rétro.

Sì, capiamo che c’è una parte crescente del mercato interessata al vintage. Per questo è possibile trasformare la SV ‘standard’, grazie alla linea di accessori ‘café racer’ del nostro catalogo, in una versione vintage. Ma il look rétro da solo ci interessa poco: nel caso volessimo veramente entrare in questo filone, svilupperemo una piattaforma ad hoc.

Veniamo alla GSX-R MY17, o quello che si può presumere di lei a partire dalla concept che esponete. È sempre la vostra ammiraglia, ma in un segmento di mercato che sembra sempre più piccolo. Questo fatto ha avuto impatto sui vostri investimenti e sulle strategie per questo modello?

Le sportive sono sempre strategiche per Suzuki, anche in un mercato in crisi come quello che abbiamo vissuto negli scorsi anni. E comunque è quello che i clienti si aspettano da noi, in particolare nel caso della GSX-R che è davvero fondamentale per la nostra reputazione: riuscireste a pensare a Suzuki senza la GSX-R? E poi ora c’è il travaso della MotoGP, che adotta una configurazione analoga e che sarà sempre maggiore.

E che ne sarà delle concept sovralimentate che avete mostrato recentemente?

Ci stiamo lavorando e continuiamo lo sviluppo. Il turbo è una tecnologia molto nota in campo auto, ma tutto sommato inesplorata tra le moto: vogliamo capire cosa ci può dare in più questa tecnologia a livello di carattere, visto che le strade che si possono seguire sono diverse: si può scegliere di irrobustire gli alti oppure di spingere sul fronte dei consumi. C’è davvero un mondo da esplorare.

Vista da fuori, la strategia Suzuki non è comunque del tutto chiara. Altri costruttori sono riusciti a comunicare meglio le loro intenzioni: voi cosa potete dirci delle vostre?

Rispetto ad altri costruttori, noi abbiamo una divisione auto che è ora largamente predominante dal punto di vista economico. Ma siamo nati come costruttori di moto, e rimarremo prima di tutto costruttori di moto. Quello che posso dire è che nei prossimi anni definiremo con più chiarezza la gamma, non faremo più sforzi in tutte le direzioni ma ci concentreremo piuttosto in alcuni segmenti, quelli nei quali pensiamo di poter esprimere al meglio le nostre peculiarità, il nostro carattere.

Se dovesse descrivere Suzuki in poche parole, in una frase?

(lungo silenzio) In una frase è difficile. Diciamo che ci piace usare due parole per definirci. Una è “Suzukiness”, che intende l’unicità di Suzuki, il suo carattere distintivo. L’altro è Sportiness, la sportività. Abbiamo cominciato a far moto nel 1952 e dieci anni dopo eravamo già campioni del mondo (nella classe 50 con Ernst Denger, ndr), le corse sono nel nostro cuore. Le Suzuki sono, e resteranno, non solo moto sportive, ma moto con un feeling sportivo.

E così, alla fine, abbiamo anche trovato la frase: moto con un feeling sportivo.

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