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Usi un mezzo non tuo? La legge c'è ma non si vede

di Riccardo Matesic aggiornato il 22/01/2013 in Attualità

Sulla carta di circolazione dovrebbero essere annotati i reali utilizzatori dei veicoli e non solo i proprietari. Ma la normativa non è applicata. Vediamo di capire perché

Vi ricordate dell'obbligo di registrare il comodato d'uso dei veicoli? Ne avevamo parlato lo scorso anno, quando la disposizione sembrava prossima all'entrata in vigore. E infatti la legge ormai è in essere sebbene per il momento non sia applicata.
Ufficialmente per un aggiornamento del software negli archivi della Motorizzazione che dovrebbe gestire la pratica.

Usi un mezzo non tuo? La legge c'è ma non si vede
L'obiettivo del Parlamento, e in particolare della Commissione Trasporti che l'aveva ispirata (legge 120 del 2010), era quello di arginare il fenomeno delle intestazioni fittizie dei veicoli, cioé dei falsi proprietari di comodo. E, allo stesso tempo, si voleva creare una tracciabilità dei guidatori abituali. Un intento non del tutto negativo, visto che in campo assicurativo poteva aiutare coloro che utilizzano abitualmente un veicolo a ottenere una polizza RC con una classe di merito favorevole.
Bisogna precisare che la legge non prende in esame l'utilizzo comune di auto e moto da parte di membri della stessa famiglia ma solo i casi di uso abituale di un veicolo per oltre 30 giorni purché sancito da un atto scritto.
Tipico il caso del noleggio a lungo termine ma anche l'accordo tra due persone che stabiliscono che un veicolo sia di proprietà del primo ma vada in uso al secondo.
In questi contesti si dovrà annotare il nominativo dell'usufruttuario sulla carta di circolazione, pena una multa da 653 euro e il ritiro del libretto stesso. Il tutto quando, ovviamente, la macchina burocratica sarà pronta a partire.

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