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Parità uomo-donna anche nelle assicurazioni

di Riccardo Matesic aggiornato il 20/07/2011 in Attualità

La Corte di Giustizia europea ha stabilito equivalenza assoluta tra i sessi nelle polizze. La domanda ora è: come si adegueranno le Compagnie? Comunque c'è tempo fino a fine 2012

Parità uomo-donna anche nelle assicurazioni
Una sentenza della Corte di Giustizia europea (causa C-236/09), pubblicata il 1° marzo 2011, rischia di complicare ulteriormente il settore assicurativo. Il Tribunale europeo ha infatti stabilito che i premi assicurativi debbono essere equiparati fra uomini e donne. Bisogna dunque eliminare il sesso dai parametri di personalizzazione delle polizze.
Questa prassi sarebbe infatti "contraria alla realizzazione dell'obiettivo della parità di trattamento tra donne e uomini"; e, sebbene fosse stata prevista come deroga dallo stesso ordinamento (2004/113/CE), non può essere mantenuta dopo un primo periodo transitorio.
Si tratta di un bel sasso nello stagno. Nel nostro Paese infatti, nel settore motociclistico vi è una forte differenziazione dei premi proprio in virtù del sesso dell'assicurato, con le donne costrette a pagare cifre più elevate. Al contrario di quanto succede nelle auto. Uno stato di fatto che da anni documentiamo con la nostra indagine periodica sulle assicurazioni (http://www.motonline.com/libretto_rosso/index.cfm).
A questo punto, a meno di ulteriori pronunciamenti, si tratta di capire se le compagnie sceglieranno di ridurre il costo delle polizze per le donne, se aumenteranno quello degli uomini o se –cosa più probabile- fisseranno la quotazione unica su una via di mezzo.
Per ora comunque c'è tempo, visto che il termine ultimo per l'adeguamento nei singoli stati membri è fissato al 21 dicembre 2012. E fino ad allora, potete giurarci, nel mondo assicurativo della RCAuto e Moto succederanno molte cose.

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