Attualità
Ordinanze antismog: che caos!
Pagina principale
Battuta d'arresto alla guerra contro l'inquinamento. L'Italia non ha ancora il piano per la qualità dell'aria richiesto dall'Europa e gli enti locali si muovono senza coordinamento
Anche se in pochi ne parlano, quella dello smog nella Pianura Padana è una grossa grana per l'Italia. Il 28 settembre scorso la Commissione Europea ha rigettato la richiesta di rinvio dei termini avanzata dal nostro Ministero dell'Ambiente e la procedura d'infrazione per ora sta andando avanti. C'è ancora tempo per muoversi, ma la situazione sembra di sostanziale immobilismo.
Lo ha denunciato pochi giorni fa con un comunicato l'assessore all'ambiente della Regione Piemonte, Nicola De Ruggiero, che senza mezzi termini ha detto che il Governo non ha un piano su questo tema. De Ruggiero spera che entro la fine di novembre il Ministero dell'Ambiente vari il Piano Nazionale per la Qualità dell'Aria, che dovrebbe puntare a migliorare il trasporto pubblico (anche dal punto di vista delle emissioni) e prendere in esame soluzioni alternative, come la riduzione dei limiti di velocità nelle autostrade nei pressi delle città.
Contro il Governo si era già pronunciato a inizio ottobre il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, il quale, vista la scarsa sollecitudine del ministero dell'Ambiente nel rispondere alla Commissione UE, ha chiesto che le competenze sulla lotta allo smog passino integralmente alle regioni.
Il Governo nel frattempo resta in silenzio, mentre regioni, provincie e città vanno avanti in ordine sparso, con provvedimenti eterogenei fra loro.
Dopo oltre un decennio passato a parlare di questi temi, spulciando le ordinanze, si trovano ancora molte scritture imprecise. Passi la confusione fra catalizzazione e Euro 1 (non è detto che un mezzo Euro 1 sia catalizzato…), ma si trovano errori ben più gravi. Chi ha redatto questa ordinanza ad esempio, sembra non sapere che l'omologazione Euro 1 è indicata come conformità alla direttiva 97/24/CE. Nel testo si legge infatti che sono soggetti alle limitazioni della circolazione anche i "ciclomotori a 2 tempi EURO 1 non conformi alla direttiva 97/24/CE e successive".
Chi paga è il cittadino, che non sa come muoversi, soprattutto quando va in un'altra città. Difficilmente si riesce a essere informati anche sul proprio comune, figurarsi sugli altri. Il rischio di multe dunque è sempre dietro l'angolo.
Ci vorrebbe – appunto - un piano nazionale omogeneo.
Lo ha denunciato pochi giorni fa con un comunicato l'assessore all'ambiente della Regione Piemonte, Nicola De Ruggiero, che senza mezzi termini ha detto che il Governo non ha un piano su questo tema. De Ruggiero spera che entro la fine di novembre il Ministero dell'Ambiente vari il Piano Nazionale per la Qualità dell'Aria, che dovrebbe puntare a migliorare il trasporto pubblico (anche dal punto di vista delle emissioni) e prendere in esame soluzioni alternative, come la riduzione dei limiti di velocità nelle autostrade nei pressi delle città.
Contro il Governo si era già pronunciato a inizio ottobre il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, il quale, vista la scarsa sollecitudine del ministero dell'Ambiente nel rispondere alla Commissione UE, ha chiesto che le competenze sulla lotta allo smog passino integralmente alle regioni.
Il Governo nel frattempo resta in silenzio, mentre regioni, provincie e città vanno avanti in ordine sparso, con provvedimenti eterogenei fra loro.
Dopo oltre un decennio passato a parlare di questi temi, spulciando le ordinanze, si trovano ancora molte scritture imprecise. Passi la confusione fra catalizzazione e Euro 1 (non è detto che un mezzo Euro 1 sia catalizzato…), ma si trovano errori ben più gravi. Chi ha redatto questa ordinanza ad esempio, sembra non sapere che l'omologazione Euro 1 è indicata come conformità alla direttiva 97/24/CE. Nel testo si legge infatti che sono soggetti alle limitazioni della circolazione anche i "ciclomotori a 2 tempi EURO 1 non conformi alla direttiva 97/24/CE e successive".
Chi paga è il cittadino, che non sa come muoversi, soprattutto quando va in un'altra città. Difficilmente si riesce a essere informati anche sul proprio comune, figurarsi sugli altri. Il rischio di multe dunque è sempre dietro l'angolo.
Ci vorrebbe – appunto - un piano nazionale omogeneo.
Le limitazioni in vigore
Riuscire a tracciare una mappa dei blocchi in vigore è praticamente impossibile. In alcuni casi, come in Lombardia o in Emilia Romagna, la regione ha dato precise direttive ai comuni che rientrano in un determinato elenco. In altre però, come in Piemonte o in Toscana, la regione dà delle disposizioni di massima, che poi sta ai comuni recepire in maniera più o meno integrale.
Aggiungiamo che la materia è probabilmente assai impopolare a livello di giunte, visto che abbiamo scritto a moltissimi uffici stampa e assessori, ottenendo però pochissime risposte. E quando abbiamo alzato il telefono, abbiamo ascoltato persone disorientate, gente che a volte non sapeva neanche di cosa stessimo parlando. "Un momento, mi informo e ti richiamo…".
Eppure la procedura d'infrazione europea cammina. E in alcuni casi i divieti ci sono. Eccome.
Piemonte
La Regione ha dato solo un indirizzo (D.G.R. 57-4131 del 23/6/06) ai principali capoluoghi, che poi possono adottare il piano di limitazioni proposto più o meno integralmente.
La limitazione consigliata si estende dunque dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 19, per tutti gli Euro 0 2T immatricolati da oltre 10 anni. Al momento è in vigore a Torino e nei principali centri della provincia, oltre che in linea generale nelle città con almeno 20.000 abitanti.
Dal prossimo gennaio arriverà anche il blocco dei diesel Euro 2, vera fonte d'inquinamento da micropolveri.
Lombardia
Dal 15 ottobre al prossimo 15 aprile sono in vigore i divieti per ciclomotori e moto a due tempi Euro 0 nei 209 comuni della zona A1. Il blocco va dalle 7.30 alle 19.30 di tutti i giorni feriali, escluse le festività infrasettimanali. La guerra ai vecchi 2T però proseguirà in futuro, fino al blocco totale in tutta la Regione, dal 15 ottobre 2011. Nel frattempo sono già stati inclusi nelle limitazioni attuali i diesel Euro 2.
Veneto
Venezia ha iniziato la campagna di limitazione della circolazione il 12 ottobre scorso. Si protrarrà fino al 31 marzo, con una pausa dal 18 dicembre al 7 gennaio. Per le due ruote il blocco, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18, riguarderà i 2T Euro 0 o immatricolati prima del 1°/7/99.
Restano esclusi dal divieto i residenti, ma solo nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì, dalle 10 alle 16.
Per info si può chiamare il numero 041.27.49.891.
Verona ha iniziato la campagna di limitazione della circolazione il 19 ottobre scorso. La protrarrà fino al 15 maggio, con esclusione del periodo dal 19 dicembre al 10 gennaio. Nel caso dei mezzi a due ruote, il blocco, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 19, riguarderà i 2 tempi Euro 0.
Padova ha iniziato la campagna di limitazione della circolazione il 3 novembre scorso e la protrarrà fino al 15 aprile, con esclusione del periodo dal 19 dicembre al 6 gennaio. Nel caso dei mezzi a due ruote il blocco, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12 e dalle 16 alle 19, riguarda i 2T Euro 0 o immatricolati prima del 1/1/00.
Aderiscono anche i seguenti comuni della provincia: Abano Terme, Albignasego, Cadoneghe, Legnaro, Mestrino, Noventa Padovana, Ponte San Nicolo', Rubano, Saccolongo, Saonara, Selvazzano Dentro, Veggiano, Vigodarzere, Vigonza.
Trentino - Alto Adige
Provincia di Bolzano
Dal 1° novembre al 31 marzo sono ferme tutte le moto (e i ciclomotori) a 2 tempi, dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 19. In caso di sforamento dei limiti in una stazione di rilevamento per più di 5 giorni consecutivi, i limiti passano alla fascia 7-19.
Aderiscono i seguenti comuni: Bolzano, Laives, Appiano, Bronzolo, Vadena, Merano, Lagundo, Tirolo, Marlengo, Cermes, Lana, Postal, Bressanone, Varna, Brunico, San Lorenzo.
Emilia Romagna
Il nuovo Accordo sulla Qualità dell'Aria, firmato da Regione, province e comuni con oltre 50.000 abitanti, prevede blocchi programmati dal 1° novembre al 31 marzo. Ma i comuni possono aderire con modalità leggermente differenziate. Informazioni dettagliate, comune per comune, si possono reperire sul sito liberiamolaria.it.
In linea di massima l'accordo prevede il blocco dei veicoli inquinanti dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30. Dal 7 gennaio partiranno anche i giovedì di blocco totale del traffico, dalle 8.30 alle 18.30. Sempre a partire dal 7 gennaio, le limitazioni settimanali riguarderanno anche i diesel Euro 2.
Nel caso dei mezzi a due ruote, il programma prevede lo stop dei due tempi Euro 0. Nei giovedì di blocco totale potranno invece circolare esclusivamente i ciclomotori Euro 2 e i motocicli Euro 3.
Toscana
L'accordo di programma fra la Regione e una trentina di comuni, ha portato al blocco definitivo (7 giorni su 7, dalle 0 alle 24) dei ciclomotori Euro 0 e 2T Euro 1; oltre a quello delle moto 2T Euro 0.
All'accordo hanno aderito i seguenti comuni: Arezzo, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Capannori, Carrara, Cascina, Firenze, Empoli, Grosseto, Lastra a Signa, Livorno, Lucca, Massa, Montale, Montecatini Terme, Montelupo Fiorentino, Pisa, Pistoia, Poggio a Caiano, Poggibonsi, Pontedera, Porcari, Prato, S. Croce sull'Arno, Scandicci, Sesto Fiorentino, Siena, Signa e Viareggio.
Limitazioni differenti possono essere stabilite dai singoli comuni, per cui il consiglio è di informarsi sempre attraverso i siti Internet delle municipalità o telefonando alla Polizia Locale.
Lazio
La situazione di Roma è atipica. La Giunta ha abolito dal 2008 le targhe alterne e le domeniche ecologiche, lasciando però il divieto di circolazione nell'ambito dell'anello ferroviario (una zona molto vasta) per i 2T Euro 0. Tale limitazione dal 1° gennaio 2010 si estenderà a tutti i motocicli 4T Euro 0, senza che le numerose e ripetute proteste dei motociclisti abbiano sortito alcun effetto.
Il Sindaco, Gianni Alemanno, ha recentemente dichiarato che si potrebbe tornare a breve anche ai precedenti provvedimenti di targhe alterne.
Altri provvedimenti sono in vigore nelle città del Meridione. Non appena ne avremo notizia ve ne daremo comunicazione.
Aggiungiamo che la materia è probabilmente assai impopolare a livello di giunte, visto che abbiamo scritto a moltissimi uffici stampa e assessori, ottenendo però pochissime risposte. E quando abbiamo alzato il telefono, abbiamo ascoltato persone disorientate, gente che a volte non sapeva neanche di cosa stessimo parlando. "Un momento, mi informo e ti richiamo…".
Eppure la procedura d'infrazione europea cammina. E in alcuni casi i divieti ci sono. Eccome.
Piemonte
La Regione ha dato solo un indirizzo (D.G.R. 57-4131 del 23/6/06) ai principali capoluoghi, che poi possono adottare il piano di limitazioni proposto più o meno integralmente.
La limitazione consigliata si estende dunque dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 19, per tutti gli Euro 0 2T immatricolati da oltre 10 anni. Al momento è in vigore a Torino e nei principali centri della provincia, oltre che in linea generale nelle città con almeno 20.000 abitanti.
Dal prossimo gennaio arriverà anche il blocco dei diesel Euro 2, vera fonte d'inquinamento da micropolveri.
Lombardia
Dal 15 ottobre al prossimo 15 aprile sono in vigore i divieti per ciclomotori e moto a due tempi Euro 0 nei 209 comuni della zona A1. Il blocco va dalle 7.30 alle 19.30 di tutti i giorni feriali, escluse le festività infrasettimanali. La guerra ai vecchi 2T però proseguirà in futuro, fino al blocco totale in tutta la Regione, dal 15 ottobre 2011. Nel frattempo sono già stati inclusi nelle limitazioni attuali i diesel Euro 2.
Veneto
Venezia ha iniziato la campagna di limitazione della circolazione il 12 ottobre scorso. Si protrarrà fino al 31 marzo, con una pausa dal 18 dicembre al 7 gennaio. Per le due ruote il blocco, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18, riguarderà i 2T Euro 0 o immatricolati prima del 1°/7/99.
Restano esclusi dal divieto i residenti, ma solo nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì, dalle 10 alle 16.
Per info si può chiamare il numero 041.27.49.891.
Verona ha iniziato la campagna di limitazione della circolazione il 19 ottobre scorso. La protrarrà fino al 15 maggio, con esclusione del periodo dal 19 dicembre al 10 gennaio. Nel caso dei mezzi a due ruote, il blocco, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 19, riguarderà i 2 tempi Euro 0.
Padova ha iniziato la campagna di limitazione della circolazione il 3 novembre scorso e la protrarrà fino al 15 aprile, con esclusione del periodo dal 19 dicembre al 6 gennaio. Nel caso dei mezzi a due ruote il blocco, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12 e dalle 16 alle 19, riguarda i 2T Euro 0 o immatricolati prima del 1/1/00.
Aderiscono anche i seguenti comuni della provincia: Abano Terme, Albignasego, Cadoneghe, Legnaro, Mestrino, Noventa Padovana, Ponte San Nicolo', Rubano, Saccolongo, Saonara, Selvazzano Dentro, Veggiano, Vigodarzere, Vigonza.
Trentino - Alto Adige
Provincia di Bolzano
Dal 1° novembre al 31 marzo sono ferme tutte le moto (e i ciclomotori) a 2 tempi, dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 19. In caso di sforamento dei limiti in una stazione di rilevamento per più di 5 giorni consecutivi, i limiti passano alla fascia 7-19.
Aderiscono i seguenti comuni: Bolzano, Laives, Appiano, Bronzolo, Vadena, Merano, Lagundo, Tirolo, Marlengo, Cermes, Lana, Postal, Bressanone, Varna, Brunico, San Lorenzo.
Emilia Romagna
Il nuovo Accordo sulla Qualità dell'Aria, firmato da Regione, province e comuni con oltre 50.000 abitanti, prevede blocchi programmati dal 1° novembre al 31 marzo. Ma i comuni possono aderire con modalità leggermente differenziate. Informazioni dettagliate, comune per comune, si possono reperire sul sito liberiamolaria.it.
In linea di massima l'accordo prevede il blocco dei veicoli inquinanti dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30. Dal 7 gennaio partiranno anche i giovedì di blocco totale del traffico, dalle 8.30 alle 18.30. Sempre a partire dal 7 gennaio, le limitazioni settimanali riguarderanno anche i diesel Euro 2.
Nel caso dei mezzi a due ruote, il programma prevede lo stop dei due tempi Euro 0. Nei giovedì di blocco totale potranno invece circolare esclusivamente i ciclomotori Euro 2 e i motocicli Euro 3.
Toscana
L'accordo di programma fra la Regione e una trentina di comuni, ha portato al blocco definitivo (7 giorni su 7, dalle 0 alle 24) dei ciclomotori Euro 0 e 2T Euro 1; oltre a quello delle moto 2T Euro 0.
All'accordo hanno aderito i seguenti comuni: Arezzo, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Capannori, Carrara, Cascina, Firenze, Empoli, Grosseto, Lastra a Signa, Livorno, Lucca, Massa, Montale, Montecatini Terme, Montelupo Fiorentino, Pisa, Pistoia, Poggio a Caiano, Poggibonsi, Pontedera, Porcari, Prato, S. Croce sull'Arno, Scandicci, Sesto Fiorentino, Siena, Signa e Viareggio.
Limitazioni differenti possono essere stabilite dai singoli comuni, per cui il consiglio è di informarsi sempre attraverso i siti Internet delle municipalità o telefonando alla Polizia Locale.
Lazio
La situazione di Roma è atipica. La Giunta ha abolito dal 2008 le targhe alterne e le domeniche ecologiche, lasciando però il divieto di circolazione nell'ambito dell'anello ferroviario (una zona molto vasta) per i 2T Euro 0. Tale limitazione dal 1° gennaio 2010 si estenderà a tutti i motocicli 4T Euro 0, senza che le numerose e ripetute proteste dei motociclisti abbiano sortito alcun effetto.
Il Sindaco, Gianni Alemanno, ha recentemente dichiarato che si potrebbe tornare a breve anche ai precedenti provvedimenti di targhe alterne.
Altri provvedimenti sono in vigore nelle città del Meridione. Non appena ne avremo notizia ve ne daremo comunicazione.