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I viaggi dei lettori

Siamo stati al GS Namibia Adventure

il 15/06/2006 in I viaggi dei lettori

Tre giorni nel deserto della Namibia. Per mettere alla prova se stessi ed un mezzo che pare inarrestabile, a patto di avere il cuore e il coraggio di strapazzarlo così…

Siamo stati al GS Namibia Adventure

di Daniele Massari


Ci si può sentire dei folli a tenere il gas aperto su una pista di sabbione ad oltre 120 all’ora. Ma a volte gesti apparentemente contro natura sono ciò che può salvarci la pelle.

Così, innaturalmente, per uscire interi da un posto insidioso come il deserto nel sud della Namibia, in sella ad un bestione da oltre 250 kg in ordine di marcia, ci si scopre, cervello scollegato e chiappe strette, a tenere l’acceleratore spalancato sperando di raggiungere presto un suolo più compatto.


Questo è più o meno ciò che è successo nel corso del GS Namibia Adventure, il tour in fuoristrada a cui abbiamo partecipato, ospiti di BMW, per saggiare le doti della nuova R 1200 GS Adventure.
Doti che, è evidente, si sono rivelate notevoli, per il solo fatto che chi scrive è di nuovo, intero, al suo PC.


Tre giorni di viaggio su un percorso di circa 800 km di cui solo 100 su strade asfaltate: dal 3 al 6 giugno abbiamo preso parte all’evento volando fino in Sudafrica e di lì, a bordo di un traballante bimotore a noleggio (che si è reso protagonista di un improbabile atterraggio in derapata nei pressi di Springbok), abbiamo raggiunto il confine.



Preso possesso delle moto e fatte le dovute presentazioni tra i giornalisti invitati, i tecnici e le guide, ci siamo ritrovati di colpo proiettati nel paesaggio desertico del Sudafrica settentrionale, a ridosso dell’Orange River, il fiume che costituisce il confine fisico e politico con la Namibia.
Un territorio sterminato, dai colori drammatici di terra arsa da sole e vento, che si è lasciato attraversare dalla opulenta colonna marcata BMW, rivelando degli scorci inaspettati ed emozionanti, come le distese fitte di fiori gialli, regalo portato da un acquazzone violento risalente a tre settimane prima del nostro arrivo.


Dal pernottamento in tenda nel profondo del Fish River Canyon (il secondo al mondo, per estensione e profondità, dopo il Gran Canyon) ad un’emozionante escursione sulle dune, l’avventura ha costituito un campo di prova notevole per piloti e mezzi: a bordo della R 1200 GS Adventure, non certo la moto più leggera per il fuoristrada estremo, il gruppo ha coperto un itinerario in cui si sono susseguiti asfalto, piste di terra battuta e sabbia, in un susseguirsi di situazioni sempre più impegnative.


E se è vero che una cavalcatura così imponente può, sulle prime, non mettere tutti a proprio agio, è pur vero che l’Adventure si è rivelata una moto affidabile e solida, in grado di riportare a casa l’intero gruppo di giornalisti nonostante scivolate e cadute. Ma che colpo al cuore vedere, di volta in volta, chi aveva anche solo adagiato a terra il mezzo nella sabbia, rimetterlo in piedi e fermarsi a raccogliere un prezioso fanale ausiliario! Chè le cadute sono un evento abituale per gli enduristi, ma con questa moto possono rivelarsi esperienze in grado di prosciugare anche la più solida delle carte di credito

Siamo stati al GS Namibia Adventure
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