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Sicilia

Sulle orme della Targa Florio

di Flavio Gilardoni il 10/12/2008 in Sicilia

Abbiamo ripercorso la mitica Targa Florio con l'occhio del... turista. Tanti bei paesini medievali in cui si respirano i tempi andati della Sicilia motoristica

Sulle orme della Targa Florio
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L'Italia è un paese sorprendente. È incredibile come la nostra piccola nazione sia riuscita a farsi conoscere nel mondo per lo stile, l'eleganza e l'estro di creare eventi d'importanza internazionale capaci richiamare personaggi da tutto il mondo.
Tra le numerose manifestazioni organizzate in Italia di rilevanza mondiale, spicca la Targa Florio, tra le più antiche corse su strade aperte, famosa tanto quanto la 1000 Miglia.
La voglia di assaporare i vecchi tempi è forte, così organizziamo un giro proprio sulle strade percorse dagli equipaggi della Targa Florio, per rivivere le gesta dei piloti e visitare i luoghi di transito della gara storica.
Inaugurata nel 1906 dall'industriale palermitano Vincenzo Florio, appassionato di gare automobilistiche e già concorrente in numerose altre manifestazioni sportive in Italia, nel corso degli anni la gara assunse sempre maggiore prestigio, tanto che le più importanti case automobilistiche puntarono molto sui risultati ottenuti dai loro piloti per pubblicizzare i loro modelli.

Piloti d'importanza internazionale come Varzi, Nuvolari, Moss ed Enzo Ferrari, solo per citarne alcuni, diedero lustro alle sessantuno edizioni della gara sui tre circuiti di diversa lunghezza della Targa Florio, fino alla cancellazione definitiva nel 1977 a seguito di un grave incidente che coinvolse alcuni spettatori. Nei giorni della competizione motoristica, la Sicilia balzava alle cronache mondane che riferivano nel dettaglio le iniziative dell'alta borghesia italiana che identificava la manifestazione come un'occasione per farsi notare, sfoggiando un abbigliamento, realizzato da importanti sartorie, al quale era dedicato un concorso speciale che premiava il "look" migliore.
Nel corso degli anni, a causa di avvenimenti di diversa natura, la competizione subì numerose modifiche nella formula e nel tracciato originale, il "Grande circuito delle Madonie", affiancandone altri due di lunghezze differenti da ripercorrere più volte: il "piccolo" e il "medio". È su quest'ultimo che si corsero le edizioni motociclistiche dal 1920 al 1929, con la partecipazione delle più importanti case dell'epoca quali BMW, Moto Guzzi e Harley-Davidson a darsi battaglia sulle impervie strade della catena montuosa delle Madonie.
A questo punto non ci rimane altro che ripercorrere il tracciato per rivivere le imprese dei piloti nella storica competizione, unendo i tre circuiti con una piccola modifica al tracciato originale, per creare un giro unico di due giorni che raggruppa tutte le località di transito della Targa Florio.
Sulle orme della Targa Florio
Il nostro giro inizia dalla partenza della gara, a Campofelice di Roccella, sulla costa settentrionale della Sicilia in provincia di Palermo, poco distante dallo svincolo Buonfornello dell'A20. Prosegue poi sulla SS113, in direzione Palermo fino al bivio con la SS120 che ci porterà nel cuore delle Madonie passando da Cerda per raggiungere Caltavuturo , Castellana Sicula e le due Petralie: Sottana e Soprana. Sono una settantina di chilometri circa sulla SS120 che si fanno quasi tutti di un fiato, in quanto, purtroppo, i paesi che si attraversano non offrono spunti particolari che giustifichino una sosta prolungata.
Il tratto di strada in questione potrebbe essere tra i più divertenti in assoluto se non fosse che, il fondo irregolare, scompone molto spesso la moto provocando continui cambi di direzione, obbligando chi guida a ripetute correzioni.
Petralia Sottana, paese medievale ricco di opere d'arte che costringono a una sosta prolungata per osservare a fondo la loro pregevole fattura. È straordinario passeggiare tra i vicoli del paese, stretti tra le abitazioni con le facciate di pietra, per andare a conoscere i tesori nascosti e scoprire le numerose opere d'arte racchiuse nelle chiese, in particolare quella barocca di San Francesco. È una chiesa discreta, di piccole dimensioni costruita nel 1400 in una delle vie principali del paese, con pregevoli affreschi realizzati da importanti autori locali per decorare l'interno essenziale e non opulento come le altre chiese della zona.
Lasciata Petralia Sottana, è la volta di Petralia Soprana. Di presunta origine sicana, è la località più alta della provincia di Palermo e sorge sull'altipiano del versante meridionale del Monte Catarineci, poco distante da Piano Battaglia, famosa località sciistica della Sicilia occidentale. Fu tra le più importanti città madonite dell'impero romano e la maggiore fornitrice di grano della zona nel periodo dell'occupazione dei Romani. Come tutte le città siciliane, fu invasa da numerosi popoli provenienti da civiltà diverse che lasciarono tracce del loro passaggio, con monumenti che testimoniano ancora oggi le culture differenti che caratterizzavano i popoli invasori.
Tra le numerose testimonianze, a nostro parere, quella più originale è la chiesa di SS Salvatore, poco distante dalla piazza principale del paese, con la splendida cupola bianca decorata con pregevoli fregi scuri, sorretta da otto pilastri e consacrata ai riti cristiani nel 1600, molto tempo dopo la sua probabile origine islamica.
Sulle orme della Targa Florio
Terminata la visita dei due affascinanti borghi medievali, il giro prosegue in direzione di Geraci, distante una decina di chilometri circa, per una visita al castello diroccato edificato su uno sperone roccioso da dove si domina la valle ai piedi del Pizzo Cosimo di 898 m. Si raggiunge il castello dal parcheggio delle moto, attraverso una breve salita pedonale acciottolata con la scarsa vegetazione che non offre un valido riparo dal sole estivo. Giunti in cima, però, la vista del panorama sottostante ripaga del modesto sforzo richiesto per la lunghezza ridotta del tratturo.
Nelle vicinanze del castello c'è un piccolo parco contornato da piante che alla bisogna funzionano bene per riprendersi dalla calura.
Terminata la sosta necessaria per riprendere le forze, il giro prosegue in direzione di Castelbuono, prima tappa del giro, dopo una ventina di chilometri divertenti su un fondo in buone condizioni, immersi nella natura selvaggia del Parco Regionale delle Madonie. Arrivando alla fine della giornata, nel borgo illuminato dalla luce calda del crepuscolo, si respira l'atmosfera elegante dei secoli passati quando era amministrato dai Ventimiglia, nobile famiglia d'origine ligure giunta in Sicilia nel 1242.
Arrivata da Geraci, nel 1300 fece costruire sul colle San Pietro di Ypsigro un imponente castello che ancora adesso domina la piazza principale, trasformandolo nel centro più vivace del regno dei Ventimiglia, tanto che nel corso dei decenni ne divenne "capitale". Molto sensibile alle bellezze artistiche, la famiglia Ventimiglia ospitò a Castelbuono numerose personalità del mondo della cultura e della politica, trasformandolo nel centro nevralgico delle strategie politiche dell'intero "regno". Molto vivace anche l'attività culturale tramite il teatro realizzato per le rappresentazioni e con Torquato Tasso come artista di corte dell'accademia letteraria. Ancora oggi in agosto si organizza, nella piazza principale ai piedi del castello, il festival jazz per mantenere viva la tradizione dell'intensa attività culturale che ha sempre contraddistinto Castelbuono da tutti gli altri paesi dei Ventimiglia.
Oltre alla lunga tradizione artistica, Castebuono è conosciuta oltre i confini regionali anche per la sua gastronomia, per i dolci in particolare. Oltre al rinomato torrone morbido, particolari sono i bucellati, quadrati di pasta fresca ripieni di fichi secchi, mandorle, noci, uva sultanina e cannella, ricoperti da zucchero a velo o da uno strato di glassa. Senza dimenticarsi dello sfoglio, una pasta sfoglia ripiena di Tuma (formaggio d'alpeggio) albumi d'uovo, zucchero e scorza di limone, cotta al forno e servita fredda. Ma quella più singolare è sicuramente la Manna di biblica memoria. Castelbuono è l'unico paese del Mediterraneo, assieme a Pollina, ad aver mantenuto viva la tradizione della produzione del dolcificante estratto dai frassini, presenti in abbondanza nelle vicinanze delle due cittadine. Conosciuta già dai medici greci e romani, è stata largamente usata nelle terapie mediche per le sue caratteristiche terapeutiche adatte anche ai diabetici, oltre ad essere utilizzato come ottimo sostituto dello zucchero. Sono molte altre le specialità locali che si potrebbero gustare alla fine della giornata al ristorante Palazzaccio, magari con la musica di sottofondo del Castelbuono Jazz Festival di metà agosto.
Sulle orme della Targa Florio
Il giorno successivo completiamo il giro passando dalle rimanenti località della Targa Florio. Dopo i primi sedici chilometri, su una carreggiata di dimensioni generose e dal fondo in buone condizioni, si arriva a Isnello, antico paese arroccato su uno sperone roccioso. Come tutti i paesi siciliani, ha subito profonde mutazioni nel corso dei secoli a causa di numerose invasioni da popolazioni con culture molto diverse tra loro. Si riprende il giro per giungere a Polizzi Generosa (paese di nascita dei nonni del regista Martin Scorsese) passando per Piano Zucchi, una trentina di chilometri circa con il paesaggio che passa dai fitti boschi di alberi secolari, alla quasi totale mancanza di vegetazione man mano che ci si avvicina alla vetta. Come tutti i paesi lungo la Targa Florio, anche Polizzi Generosa risale ai tempi del medioevo, ha quattromila abitanti ed è situata nel cuore del Parco regionale delle Madonie, la cui importanza commerciale avuta nell'antichità, è testimoniata dai palazzi Gagliardo e Campinello nel centro storico del paese.
Passeggiando tra gli stretti vicoli acciottolati all'ombra degli eleganti palazzi, si scoprono numerosi altri monumenti molto interessanti, ma quello che affascina maggiormente è la bellezza essenziale della Chiesa della Commenda. L'edificio fu costruito nel XI secolo all'ingresso occidentale del paese e fu sede del Sovrano Ordine di Malta. Oggi purtroppo è ridotto a pittoreschi ruderi. È rimasto invece inalterato il belvedere che gira attorno alla chiesa da dove, nelle giornate terse dei mesi estivi siciliani, si può vedere per intero la vale dell'Imera, con ampie aree popolate da animali al pascolo e i versanti delle colline decorati con sfumature di colori che cambiano a seconda della coltivazione dei campi.
Sono gli stessi versanti che percorreremo per giungere a Collesano. Sono venticinque chilometri circa percorsi su una strada in ottime condizioni con ampie curve al termine di brevi rettilinei, tra fichi d'india, ulivi e cespugli di fiori dai colori vivaci a ingentilire la natura della valle dell'Imera, inclemente nei mesi estivi.
A Collesano è quasi obbligatoria una sosta al Museo della Targa Florio che raccoglie cimeli, fotografie e documenti della competizione.
Terminata la visita al museo, il paese purtroppo non offre molto altro, quindi si riprendono le moto per percorrere l'ultimo tratto che ci riporta a Campofelice di Roccella, traguardo e partenza della storica competizione automobilistica.
È un itinerario di duecento chilometri che fa rivivere le gesta eroiche dei piloti impegnati sulle strade sterrate d'inizio secolo, e al tempo stesso ci permette di conoscere la bellezza della natura selvaggia nel Parco Regionale delle Madonie, alla scoperta di tradizioni e ambienti straordinari, offrendo a chi ci segue un nuovo motivo per utilizzare il loro mezzo a due ruote preferito.
A questo punto auguriamo a tutti voi buon viaggio.
Sulle orme della Targa Florio
Petralia Soprana
- Chiesa Madre: consacrata ai Santi Pietro e Paolo, fu fatta edificare dai Ventimiglia, nobile famiglia d'origine ligure arrivata in Sicilia a metà del 1200. A lato sorge il campanile con le statue dei due Santi all'interno delle rispettive bifore.

- Chiesa S. Salvatore: di probabili origini islamiche, sembra che sia stata costruita come moschea durante l'occupazione araba dell'isola, e solo nel 1600 destinata ai rituali religiosi cristiani. In ogni caso di pregevole fattura la cupola bianca sorretta da otto colonne, decorata con fregi scuri.

- Piazze e vicoli: passeggiare nelle stradine lastricate strette tra le facciate delle abitazioni, sembra di essere proiettati indietro nel tempo.

Petralia Sottana
- Chiesa S. Francesco: piccola chiesa barocca nel centro del paese, impreziosita da numerosi affreschi realizzati da importanti autori locali. Di dimensioni ridotte, colpisce per la sua discrezione che la rende difficilmente visibile.

- Chiesa Madre: consacrata all'Assunta, è un imponente edificio religioso che spicca con tutta la sua mole nelle viste panoramiche della cittadina. Costruita nel XVII, il suo interno è arricchito da preziose opere d'arte del 1600.

Castelbuono
- Castello Ventimiglia: edificio del 1300 fatto costruire dai Ventimiglia, nobile famiglia d'origine ligure molto importante del territorio madonita. Sono numerose, infatti, le chiese e i monumenti fatti edificare su loro incarico. Dopo numerose trasformazioni nel corso dei secoli che hanno modificato in parte la fisionomia del fabbricato, il castello ora è visitabile al suo interno, dove si possono ammirare le opere d'arte di pregevole fattura, realizzate dai più famosi artisti locali. In particolare c'è da segnalare la cappella di corte o Cappella Palatina dov'è custodita la reliquia di Sant'Anna, la patrona del paese.

- Matrice Vecchia: costruita nel XIV secolo sui resti di un tempio pagano come dimostrano alcuni reperti presenti all'interno della Chiesa. Nella cripta sottostante il presbiterio, splendidi gli affreschi d'epoca medievale che riproducono vita e resurrezione di Cristo.

Polizzi Generosa
- Museo Ambientalistico Madonita: all'interno del Palazzo Notarbartolo, ricostruisce l'habitat dalle caratteristiche profondamente diverse a causa della conformazione del territorio sviluppato sulle diverse altitudini, da zero metri del livello del mare fino a superare i 1500 metri delle cime più alte.

- Chiesa della Commenda: edificio sacro del XI secolo fu la sede del Sovrano Ordine di Malta. Di piccole dimensioni è stato edificato su uno sperone roccioso a dominare la valle sottostante.

Collesano
- Museo Targa Florio: museo a tema dedicato alla prestigiosa corsa su strade aperte conosciuta in tutto il mondo assieme alle 1000 miglia. Il museo raccoglie fotografie e documenti a testimoniare le gesta dei piloti impegnati nella dura gara sul circuito delle Madonie.

- Basilica di San Pietro o Chiesa Matrice: oltre ai consueti affreschi di pregevole fattura, è il crocefisso presente nella navata centrale, sostenuto da un affascinante apparato ligneo del 1500, l'opera d'arte più importante della chiesa.

Sulle orme della Targa Florio
Nonostante ci si trovi lontani dai circuiti classici del turismo tradizionale sono numerose le strutture in grado di soddisfare le esigenze dei viaggiatori. In particolare ne segnaliamo due che, provati personalmente, possiamo confermare la qualità del servizio in rapporto alla spesa.

Ristorante Palazzaccio: nella piazza sottostante il Castello Ventimiglia, il locale offre un menù curato nei particolari senza concedere spazio al superfluo. Nelle sere di metà agosto si può cenare all'esterno del locale con la musica del Castelnuovo Jazz Festival di sottofondo.
Indirizzo: Via Umberto I 23
Castelbuono
Tel. 0921-676289
Fax: 0921-676289
info@ristorantepalazzaccio.it
www.ristorantepalazzaccio.it

B&b Villa Letizia: simpatico bed and breakfast fuori dal centro storico del paese, offre il necessario al turista in transito con un buon rapporto tra qualità e spesa.
Bed & Breakfast - Villa Letizia
Via Isnello s.n.
Castelbuono
0921-673247 cell.333-9083896

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Km. Località Istruzioni
0,0 Campofelice di Roccella Il giro inizia sulla SS113 in direzione Palermo
12,00 Bivio con SS120 Girare sinistra SS120 delle Madonie, seguire indicazioni Cerda
20,2 Cerda Proseguire dritto
41,7 Caltavuturo Proseguire su SS120 in direzione Castellana Sicula
65,0 Castellana Sicula Proseguire in direzione di Petralia Sottana
73,0 Petralia Sottana Seguire indicazioni Petralia Soprana
77,3 Petralia Soprana Proseguire su SS120 fino al bivio SS286
83,8 Bivio SS286 Alla rotonda, girare a destra per Auron
88,9 Geraci Siculo Seguire indicazioni Castelbuono
111,3 Castelbuono Percorrere SS286 fino al bivio con Sp9
113,0 Bivio Girare sinistra su Sp54 direzione Polizzi Generosa
126,9 Isnello Proseguire su Strada Provinciale Madonie fino bivio Sp54
131,8 Bivio Sp54 Girare sinistra su Sp54 direzione Polizzi Generosa
157,6 Polizzi Generosa Seguire indicazioni Collesano
183,0 Collesano Immettersi su SS113, girare sinistra direzione Palermo
194,0 Campofelice di Roccella Termine del giro della Targa Florio

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  • monomille2419
    tracciato targa florio - con un gruppo di amici abbiamo fatto questa bellissima , ed entusiasmante tratta , vi garantisco che e' una magica esperienza, da ripetere almeno 1 volta ogni anno, perche' e' bellissimaaaaa,
  • storm974@libero.it
    targa florio - Bellissimo giro, l'ho fatto anch'io con il mio PX125 da Palermo, piu' di 300km tutti d'un fiato, da panico!!! certo quei piloti dovevano averle quadrate!
  • antonino riggio
    "Fuga" in moto nelle Madonie - Ho partecipato ad una riedizione storica motoclistica della vecchia targa Florio. Esperienza interessante ; in particolare i luoghi i paesaggi l'ambiente......esaltanti! Ci torno spesso con gli amici, per delle "fughe" in moto di cui conserviamo il ricordo per lungo tempo!!
  • puccy0511
    Bel giretto! - Complimenti a Flavio Gilardoni per il bel resoconto di questo tour alla riscoperta della mitica Targa Florio. Conosco il percorso, con molti saliscendi e tornanti, purtroppo l'asfalto non è dei migliori. Consiglio anche una variante al percorso con tappa a Cefalù e dintorni per un bagnetto rinfrescante. Buon viaggio.