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Lombardia (in moto) lungo l'Adda

Redazione
dalla Redazione foto Testo e foto di Valerio Boni© il 14/02/2019 in Lombardia
Lombardia (in moto) lungo l'Adda
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Dalla Valtellina alla Pianura il fiume cambia pelle più volte, trasformandosi in lago, infilandosi nei canyon e tornando tranquillo. Seguirne il corso sulle vecchie strade dimenticate dai turisti è un'occasione da non perdere, tenuti per mano dal Manzoni e da Leonardo da vinci

Questo itinerario è stato pubblicato sul numero 145 di Dueruote di Maggio 2017

L’acqua è da sempre elemento indispensabile per lo sviluppo di una popolazione, e non è necessario che sia l'acqua di un grande fiume come il Nilo, il Tigri o l'Eufrate. Restando all'interno dei nostri confini, e più precisamente nel cuore delle Lombardia, un corso d'acqua di circa 300 km (considerando il tratto condiviso con il Lario) come l'Adda riesce a sorprendere per il contributo che ha saputo dare allo sviluppo della regione, pur risultando navigabile solo per brevi tratti.

Dalla fine degli anni Cinquanta le strade che lo costeggiano sono tra le direttrici più battute nei fine settimana estivi e invernali dai milanesi che si recano nelle località di villeggiature della Valtellina e della Valchiavenna, e questa prerogativa ha imposto a più riprese la costruzione di strade a scorrimento veloce, indispensabili per scongiurare il rischio di lunghe colonne in fase di rientro, che tuttavia non sempre riescono ad assolvere il loro compito.

Proprio la nascita di queste vie ha favorito il quasi totale oblio delle vecchie statali e provinciali, che assumono così di fatto il ruolo di corsie preferenziali per chi invece di sfrecciare verso il capoluogo preferisce seguire il lento corso del fiume che dalla sorgente nel cuore delle Orobie scivola verso valle, e gustarsi dalla sella di una moto il panorama che cambia più volte.

Attraverso sei province

Il nostro itinerario costeggia la parte centrale del letto del fiume, quella che da Tirano scende fino a Gombito , attraversando sei delle dodici province lombarde. Si parte quindi dalla cittadina posta a una manciata di chilometri dal confine svizzero, nel punto in cui la strada che scende dall'Engadina, e più precisamente da Poschiavo e dal Passo del Bernina , confluisce nella SS 38. A Tirano l'Adda comincia ad assumere un temperamento da fiume più tranquillo, che corre verso sud senza particolari dislivelli, dopo avere attraversato il centro abitato fortificato a partire dal 16° secolo da Ludovico il Moro . Al termine del primo lungo rettilineo si raggiunge il bivio per Teglio , dove vale la pena di concedersi una deviazione, se si è in zona all'ora di pranzo: qui si cucinano i caratteristici pizzoccheri con la ricetta originale. La strada da seguire è unica fino a Poggiridenti , e da qui si può abbandonare la statale per seguire la panoramica tracciata a mezza costa sul lato destro della valle, attraverso i caratteristici vigneti terrazzati valtellinesi, che apre una vista privilegiata sulla vallata, e scende nuovamente sulle rive del fiume in prossimità di Sondrio . Questo è il più piccolo tra i capoluoghi lombardi, a lungo conteso da signorie e repubbliche per la sua posizione strategica dal Medioevo fino al 1800, e il suo centro storico costellato di botteghe non richiede molto tempo per essere visitato.

Il lago dei Promessi Sposi

Invece di imboccare nuovamente la SS 38 , si prosegue in direzione Albosaggia quindi, appena passati sulla sponda sinistra del fiume si inizia a seguire la Pedemontana , che transita attraverso i piccoli borghi fatti di case in pietra con i tetti in ardesia, dove il sole è quasi del tutto assente durante i mesi invernali. Si rientra sulla strada principale all'altezza del bivio che porta in Val Tartano , da dove già si vede in lontananza Morbegno e anche in questo caso si può decidere se proseguire sul percorso più veloce o spostarsi sulla Pedemontana . Siamo ormai vicini all'uscita dalla Valtellina , che qui si allarga agevolando l'ingresso nel fiume nel lago e a questo punto è importante evitare la superstrada che in una quarantina di km porta a Lecco e seguire la vecchia strada SS 38, transitando da Colico e procedendo verso Bellano e Varenna , piccole perle affacciate sul lago, e poi Mandello del Lario che non ha certo bisogno di presentazioni per i motociclisti. Tuttavia ci sono altre due località nella parte iniziale di questa tratta che meritano una sosta: sono Piona e Corenno Plinio . La prima si trova su uno sperone che genera un'insenatura dominata da un'abbazia cluniacense, mentre il secondo è un borgo costruito attorno alla ripida scala in pietra che dalla piazza della chiesa scende verso il lago. Sono chilometri da percorrere in assoluto relax, senza farsi prendere dalla fobia dei collaudatori Moto Guzzi che su queste curve hanno tra l'altro messo a punto le mitiche V7 Sport con il telaio rosso e le prime Le Mans . Poi, una volta superato il promontorio di Bellagio che divide i due rami del Lario, si iniziano a distinguere i dettagli che Alessandro Manzoni ci ha tramandato con "I Promessi Sposi ": riferimenti tutti ancora perfettamente riconoscibili anche a distanza di quasi due secoli, partendo dai panorami intorno a Lecco fino all'abitato di Pescarenico , dove il lago si trasforma nuovamente in Adda.

La pianura tra nebbie e lumache

Si prosegue per un tratto verso Bergamo , e poco più in là il Manzoni passa il testimone a un altro grande italiano: Leonardo da Vinci , che in questa zona ha lasciato visibili tracce del suo ingegno. Il più evidente è il caratteristico traghetto che mette in comunicazione Villa d'Adda e Imbersago , una chiatta priva di motore che si muove da una riva all'altra semplicemente sfruttando la corrente del fiume. In pochi minuti e con una spesa di un solo euro si continua costeggiando la cosiddetta Isola Bergamasca , la lingua di terra delimitata dalle prealpi Orobiche nel lato settentrionale, dal Brembo a est e dall'Adda a ovest, attraversando uno dopo l'altro paesi che con i loro nomi ci confermano di essere sulla strada giusta: Trezzo, Vaprio, Canonica, Cassano, Gropello e Rivolta, tutti accompagnati dal "cognome" Adda. Abbandonati i panorami alpini, quelli lacustri e delle Prealpi siamo ormai nella parte bassa del corso, e la strada non segue più fedelmente il letto del fiume. Si passa da Lodi e si continua tra i filari di pioppi dove la nebbia regna sovrana in inverno fino a raggiungere Gombito, il piccolo centro abitato in provincia di Cremona che deve il suo nome all'ampia curva che l'Adda segue in quel punto (un gumbet in dialetto, gomito in italiano), reso celebre da una curiosa gara di lumache in calendario ogni anno i primi giorni di settembre.

Lombardia: in viaggio lungo il fiume Adda
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Lombardia (in moto) lungo l'Adda

CASSANO D'ADDA
Cantarana
Via Cantarana
tel. 0363 60059
Costruito proprio sulle rive dell'Adda: dal parcheggio riservato si apre uno spettacolare panorama sulle fortificazioni di Cassano. Le specialità sono praticamente a km zero, come le alborelle fritte e il tipico risotto con il pesce persico. Alla fine il conto è nella norma, circa 30 euro a persona.

TEGLIO
Ristorante Belandin
Via Scranzi, 28
tel. 0342 780492

Tra i molti ristoranti che propongono piatti valtellinesi, dagli sciatt (frittelle di grano saraceno con formaggio fuso) alla polenta taragna, questo locale offre uno tra i migliori rapporti tra qualità e prezzo. Si mangia in media con 24 euro in un ambiente familiare, e i pizzoccheri sono fatti a mano ogni giorno.

SPINO D'ADDA
Il Carnivoro
Strada Provinciale ex Strada Statale
415 Paullese, 5
tel. 0373 966516

Non si mangia solo carne alla griglia: costate e filetti sono i piatti forti, tuttavia il menu è più ricco e comprende anche piatti come i tagliolini neri con gamberi, porcini, pomodorini e spada o la tagliata di orata. Le porzioni sono abbondanti e i prezzi leggermente sopra la media, sui 40 euro a persona.

Lombardia (in moto) lungo l'Adda

MANTELLO

La Fiorida
Via Lungo Adda, 12
tel. 0342 680846
www.lafiorida.com

Il grande agriturismo sorge in una piana, appena oltre l'argine dell'Adda. La struttura comprende una vera fattoria dove è allevato il bestiame che permette di ottenere i prodotti venduti direttamente nello spaccio ricavato a pochi passi dalla reception. L'ambiente è quello tipico alpino e sono presenti due ristoranti, uno dei quali gestito da uno chef stellato, e una spa. La doppia, con uso dell'area relax, parte da 99 euro.

MANDELLO DEL LARIO

Albergo Al Verde
Via Privata Frazione Rongio
tel 0341 735104
www.hotelalverde.com

Si raggiunge percorrendo una ripida strada in discesa che porta in un piccolo angolo di paradiso a metà strada tra l'acqua del lago e le rocce della Grigna e delle montagne lecchesi più amate da escursionisti e freeclimber. Le camere sono in stile rustico e tutte assicurano una vista sui boschi che hanno suggerito il nome della struttura. Le tariffe partono da 55 euro per il pernottamento in camera doppia con colazione, e si passa a 45 euro a testa per la mezza pensione.

TREZZO D'ADDA

Hotel Villa Appiani
Via A. Sala, 17
tel 02 92002401
www.villappiani.it
Una villa del 1600 ospita questo hotel posto in posizione panoramica all'imbocco del ponte che collega le alte sponde dell'Adda tra le province di Milano e Bergamo e a pochi passi dal castello e dalla storica centrale elettrica Taccani. Lo stile delle camere è raffinato, con arredamenti personalizzati per ognuna delle 38 stanze divise tra Superior, Executive e Suite. La doppia parte da 96 euro.

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MANDELLO DEL LARIO

Museo Moto Guzzi

Davanti a un museo autorevole come quello che a Mandello Lario ripercorre la storia della Moto Guzzi dal 1921 non c'è fedeltà al marchio che tenga, anche un ducatista o un irriducibile appassionato di moto giapponesi deve regalarsi una visita. Qui sono esposti più di 150 esemplari che partono addirittura dal primissimo prototipo Guzzi-Parodi del 1917 alle sportive campioni d'Europa e del Mondo negli anni del motociclismo dei pionieri. Il museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 16, e l'orario è esteso dalle 14.30 alle 16.30 nel mese di luglio.
Ingresso gratuito.

www.motoguzzi.com

LECCO

Itinerari manzoniani

Lecco offre molto più di una semplice passeggiata sul lungolago, permette di seguire i vari itinerari ampiamente segnalati che ripercorrono i luoghi che Alessandro Manzoni ha scelto per ambientare i vari episodi de I Promessi Sposi. Tutto è concentrato nella parte meridionale della città, a cominciare da Pescarenico dove si trovano i resti del convento di fra' Cristoforo e quella che è identificata come la casa di Lucia. Si possono quindi raggiungere tra l'altro il punto in cui è ambientato l'incontro tra i bravi e Don Abbondio e il palazzotto di Don Rodrigo. Da non perdere è una visita alla casa della famiglia dello scrittore, che oggi ospita il Museo Manzoniano . Per informazioni www.museilecco.org/ museomanzoniano.html

TREZZO SULL'ADDA

Ecomuseo Adda di Leonardo

Un museo diverso da quelli classici, non concentrato in un unico edificio ma diffuso lungo il corso dell'Adda, lungo i 21 km del percorso ciclopedonale da Imbersago a Cassano d'Adda, è quello che immerge il visitatore direttamente nei luoghi che per quasi 20 anni hanno ospitato e ispirato Leonardo da Vinci durante la sua permanenza a Vaprio d'Adda. Si transita, per esempio, dal tratto disseminato di rapide e rocce che ha ispirato le due versioni del dipinto “La vergine delle rocce", ma anche l'ingegnoso sistema di chiuse che per anni ha regolato le acque sul canale parallelo, oltre a numerosi edifici legati al grande genio.

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  • erressesteq
    Io risiedo a Cassano d'Adda, e ho riconosciuto le foto del comune dove risiedo si vede il castello perfettamente integro e restaurato (foto 24), ho anche riconosciuto Trezzo sull'Adda, con la torre diroccata (foto 28), vale la pena visitare i suoi sotterranei. Groppello d'adda con il suo "Rudun" di legno (foto 1 e 26). Imbersago dove si vede il barcone di Leonardo da Vinci che attraversa il fiume (foto 15 e 17). Bellissime zone vale la pena visitarle
  • tranquilcool
    "Lombardia: in viaggio lungo il fiume Adda" bella didascalia per le foto!?
  • dasca88
    itinerario stupendo, dimostrazione che non serve andare chissà dove per fare bei viaggi. Ve ne consiglio un´altro: da Bobbio val Tidone a Chiavari, seguendo prima il Trebbia e poi la val d´Aveto, itinerario con strade piccole e tortuose e un panorama stupendo, incassato tra le montagne. Io l´ho fatto varie volte, prima con Husqvarna sms 125 poi smr 510, poi Ducati 848 e nel mezzo (quasi per errore) BMW R100RS (´82), a breve lo ripercorrerò con un CB350 Four. Secondo me si adatta al meglio a moto come la piccola four o l´husky 510, con stradali o moto troppo cresciute diventa stancante (per questo questa estate preferirò il cb 350 all´attuale mia alternativa RSV4). Scena esilarante quando io tranquillo da turista sul BMW sento uno scoppiettio in lontananza e dopo poco vengo superato da una gilera monocilindrica anni 50/60 (sui 250/300, non era un saturno ma nemmeno un 125) guidata da un motociclista di età simile che faceva pieghe da paura!

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