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In Tunisia con le ruote tassellate

di Gianni Giorgi* il 12/06/2001 in Tunisia

Da Tunisi a Matmata e poi Ksar Ghilane, Tozeur e ritorno: dieci giorni e 1500 chilometri tra asfalto e piste sterrate, in un itinerario pieno di fascino. E poi da scaricare i file per il GPS per inoltrarsi con sicurezza nel deserto del Sahara

In Tunisia con le ruote tassellate
La grande moschea di Kairouan, al centro della Medina
Dieci giorni di Tunisia lungo un percorso di poco più di 1500 km di strade asfaltate e anche di molte piste, ma adatte a tutti, basta un minimo di preparazione sportiva e motociclistica: un po' di allenamento (con i bagagli) sulle strade bianche nostrane sono sufficienti per acquistare la padronanza che permetterà di sentirsi il Meoni della situazione.
Attenzione ad eccedere però, la Tunisia è un paese organizzato e moderno, ma è Africa, il che significa che non tutti i problemi trovano facile soluzione: guidate sempre al di sotto delle vostre possibilità e controllate spesso l'efficienza del mezzo.


Per raggiungere Tunisi ci si affida ai traghetti diretti che partono da Genova, La Spezia e Napoli: orari e cadenze variano molto con le stagioni. In ogni caso una volta a La Goulette, il porto di Tunisi, ed esaurite le noiose pratiche doganali sul traghetto e poi a terra, si è pronti per l'avventura.

Dalla caotica capitale ci si allontana subito alla volta del Sud rassegnandosi a percorrere i 300 Km di asfalto che separano dall'inizio delle piste, la strada si snocciola caotica, sconnessa e decisamente confusa, il che costringe a medie bassissime.

Il pernotto è quindi obbligatorio a Kairouan (159 km. - 1° pernotto), la cui Medina, merita la visita con l'importante Grande Moschea, terzo luogo santo nel mondo dell'Islam: è bene andarci alle prime luci per evitare di essere coinvolti nei trupponi di turisti.

Poi via a scaldare i motori per scendere ancora a Sud: qualche chilometro prima di Skhira si incontra finalmente il tracciato della Pipeline al cui fianco scorre una pista veloce che senza esitazioni indirizza verso il Sud tunisino: si può dare fondo al gas facendo attenzione alle traverse (anche asfaltate) che si vedono all'ultimo momento.

Nei tratti sabbiosi: peso un po' arretrato e rallentare quanto basta per entrare decisi ed in accelerazione, col manubrio ben saldo tra le mani! Così si avanza veloci fino all'incrocio con la ss104 che a sinistra collega con Matmata, inizia sterrata ma poi finisce asfaltata: ma per essere il primo giorno di tasselli non c'è certo da lamentarsi! Sosta a Matmata (276 km. - 2° pernotto) in uno degli hotel ricavati nelle abitazioni troglodite sotterranee che hanno reso famoso il luogo.

*Motociclista, giornalista specializzato in reportages di viaggio, autore di Curve & Tornanti, la collana di guide per motociclisti.
La nuova meta è Chenini, mimetizzata sulle montagne del Dahar; attraverso Techine, dove l'asfalto sta avanzando,si imbocca una pista di montagna che tra brulli e panoramici altopiani contribuisce in modo determinante a farci sentire in gara alla Parigi Dakar: attenzione alla pressione delle gomme, per non fare pizzicature sul fondo molto duro, senza esagerare per non perdere totalmente il grip.
A Beni Kheddache si incontra di nuovo l'asfalto (che noia) di una strada che sa farsi perdonare per il bel paesaggio fino a Ghomrassen e quindi Guermessa, con la chicca finale di Chenini (135 km. - 3° pernotto), incastonata sui crinali sassosi. La sera tutti a letto presto per affrontare il giorno seguente una delle piste più divertenti del viaggio.

Dopo essere rientrati a Guermessa ed aver quindi deviato per l'oasi Kasr Ghilane, ci si gusta prima la brevissima e ripida deviazione che conduce alla città vecchia abbandonata, lassù in alto, e poi giù di gas su di un tracciato entusiasmante, che finisce nella pista della pipeline: veloce e a tratti insabbiata per essere goduta a pieno richiede un po' di polso, ma è comunque percorribile da tutti quanti fino alle porte di Ksar Ghilane dove è il monumento alla Colonna Leclerc. Nei tratti sabbiosi ricordate di guidare con decisione!!

Alla bella Ksar Ghilane ci arriva anche una strada asfaltata che fa capire quanto la gita giornaliera all'oasi sia gradita ai turisti-tutto-compreso che in 4x4 climatizzate arrivano qui dalla costa: il bel palmeto, con polla d'acqua calda al centro, stempera la sua suggestione tra i baracchini di souvenir e i turisti in giro, ma è bello lo stesso. Un campeggio con le tende beduine (123 km. 4°- pernotto) ospita per la notte: fa comodo il sacco a pelo.
La tappa successiva porta a Douz: si torna alla pista della pipeline e si punta a Nord: qualche tratto di tôle ondulé (fondo ondulato dal passaggio di mezzi pesanti) obbliga o a rallentare o viceversa a spingere ad almeno 80 km/h per galleggiare sulle creste delle piccole onde. Così si supera il café di Bir Soltane, ancora una ventina di Km e poi a sinistra si prende una ottima pista (che purtroppo stanno asfaltando), fino al café isolato dove il padrone di casa ha tappezzato le pareti con i biglietti da visita dei visitatori: vale la sosta.

Presto è asfalto fino a Douz (135 km. - 5° pernotto), famosa come la porta del deserto e graditissima sosta per la sua atmosfera: è l'incrocio di tutti i sahariani in viaggio in Tunisia. In Piazza centrale ha la sua bottega la guida tunisina Hedi, che ha collaborato con Cyril Neveu per disegnare i tracciati dei Rally di Tunisia. E' fonte preziosa di informazioni su piste e rotte, anche le più improbabili; basta sedere con molta calma, chiacchierare, bere qualche tè insieme e sperare di conquistarne simpatia e fiducia (sulle vostre possibilità di non cacciarvi nei guai con le sue indicazioni).

I più arditi ed esperti possono ben impiegare una giornata intera gettandosi di nuovo verso Ksar Ghilane per una delle più fantastiche piste della Tunisia: si fanno circa 100 km di vero Sahara, con la pista che a tratti è coperta dalle dune e va cercata con il GPS: non è una pista da sottovalutare ed è consigliata solo ai piloti smaliziati ed abituati nell'uso del GPS. Mai percorrerla da soli ed anzi in gruppo è bene che i GPS siano almeno due per evitare guasti ed errori che porterebbero a trovarsi subito isolati. Nei file allegati nella pagina GPS è indicata con i punti D-K000/ D-K0026, sono 26 waypoints da inserire nel proprio terminale: attenzione, in caso di guasti alla moto sarà difficile recuperarla in questo tratto.

Altrimenti l'itinerario prosegue da Douz per spostarsi via asfalto verso Kebili e quindi Tozeur: in questo modo si taglia l'impressionante depressione del lago salato Chott El Jerid: quando il fondo è secco e possibile scendervi e divertirsi sulla sua superficie liscia. Quasi a Kebili un relitto di un autobus indica l'inizio di una pista che lo attraversa i cui primi chilometri sono sempre percorribili, quando si inizia ad affondare tornare indietro immediatamente per evitare scene tragiche per recuperare il mezzo. In ogni caso è obbligatoria una profonda lavata per evitare che il sale raccolto corroda in modo drammatico la moto. Si fa tappa per la notte a Tozeur.
Dopo la sosta notturna a Tozeur (124 km. - 6° pernotto) e non prima di essersi addentrati a piedi nell'enorme palmizio, ci si mette in rotta per l'area delle Oasi di Montagna, dove purtroppo è difficile trovare piste per l'asfalto che è molto avanzato negli ultimi anni.

Si inizia con Chbika: subito prima del palmeto una traccia sulla destra indica una pista; non resta che attivare il GPS e seguire le indicazioni C-M01/CM06. Nel punto GPS C-M02 si trova il bivio per risalire la gola rocciosa verso il paese minerario di Redeyef da cui si raggiunge Mides e quindi la fantastica oasi di Tamerza (108 km. - 7° pernotto): in ambedue i casi vale la pena di parcheggiare la moto e fare due passi nelle gole rocciose.

Il giorno successivo si rientra a Redeyef e quindi sulla pista a valle al punto GPS CM02 per seguirla verso Est, fino alla fine cioè a Metlaoui. Da qui per rientrare nella tabella di marcia dei dieci giorni si è costretti a risalire verso Tunisi, concedendosi una deviazione per far tappa a Sbeitla (220 km. - 8° pernotto) e le sue rovine della romana Sufetula.

Si è ormai sulla via del ritorno verso Kairouan, da cui si conosce già la strada per la capitale (266 km. - 9° pernotto), dove c'è giusto il tempo l'indomani di vistare la Medina, perdendosi nei Souk o di fare un salto alle vicine rovine di Cartagine. Poi tutti a La Goulette per salire sul traghetto, in fila con altri motociclisti giunti qui dalle direzioni più disparate, tutti quanti malati d'un unico fantastico male, il Mal d'Africa.
Ksar
Granai fortificati di origine berbera: sono formati da camere ad arco sovrapposte anche in tre ordini. Si trovano nella regione del Dahar: tra i più interessanti Ksar Haddada.

Museo del Bardo a Tunisi
Vale la visita per la sua bella collezione di mosaici romani, interessante anche l'edificio con il grande giardino. La cultura islamica impone di non mostrare sfarzo all'esterno, quindi molte case apparentemente insignificanti, all'interno custodiscono cortili con fontane e decori in maioliche meravigliose: per verificare visitare anche la casa-museo Dar Ben Abdallah, che ospita una collezione di costumi tradizionali.

Gorges du Seldja
Spettacolari gole sulla pista per Metlaoui da Chebika, le raggiunge (da Metlaoui) il Lizard Rouge, il vecchio trenino del Bey (il governatore ottomano) di Tunisi, oppure ci si va a piedi lungo i binari: suggestivo il Coup de Sabre, fenditura alta fino a 150 m. e larga 30m. massimo. Luogo di conchiglie fossili.

Mercato di Douz
Ogni giovedì: ci si vende di tutto: soffermarsi ad osservare le compra-vendite nella parte dedicata agli animali. E' un po' viziato dal turismo, ma ancora "vero" in tanti suoi aspetti. Per ogni acquisto vale la regola di contrattare anche più di quanto sembra lecito.

Tappeti di Kairouan
Classico dell'artigianato nazionale: i più rinomati sono quelli di Kairouan, certificati da un etichetta ONAT (Ufficio Nazionale dell'Artigianato): il loro prezzo dipende dal numero dei nodi per metro, in caso si contratta molto il prezzo. I maggiori negozi possono incaricarsi di spedire in Italia: proibito caricare il tappeto sul portapacchi (c'è chi ci ha provato).

Il Fortino Romano di Ksar Ghilane
Dista solo tre chilometri dal palmeto, ma c'è anche chi ci messo un bel po' di tempo e diverse cadute: è come un esame di guida sulle dune di sabbia. Raggiungerlo significa isolarsi dal flusso turistico e godersi nel silenzio la vista mozza fiato sul Grande Erg Orientale sahariano.
Località o Riferimento GPS Istruzioni Dist. (km) Direzione GPS
Tunisi seguire su SS3 indicazioni per Kairouan
159  
Kairouan proseguire su SS2 in direzione Gabes 157  
Skhira Poco prima di Skhira, inizio pista El Hamma 48 H-M 001
El Hamma Proseguire verso Sud sulla pista Pipeline 40 H-M002;H-M003
H-M003 Deviazione verso Matmata 31 H-M004;H-M005
Matmata Si prosegue verso Techine e poi Bir Zoui, pista/asfalto 56 M-G001;M-G002
Bir Zoui Deviazione a sinsitra per Beni Kheddache:pista di sassi 18 M-G003
Beni Kheddach Direzione Ghomrassen:pista 27 M-G004
Ghomrassen Direzione Guermessa:pista, per il paese si tralascia il bivio per K.Ghilane 14 M-G005
Guermessa Su asfalto direzione Chenini 20  
Chenini Rientro a Guermessa 20  
Guermessa Su pista rientro al bivio per K.Ghilane 3 G-K001
G-K001 Seguire pista Guermessa-Ksar Ghilane 80 K.Ghilane
Ksar Ghilane Seguire pista per Douz: rientro pipeline 21 G-K006
Pipeline Proseguire verso Nord fino bivio per Douz a sinsitra 49 Pipel
Direzione Douz      
La rete di hotel della Tunisia è piuttosto ben presente nel paese, anche se a volte gli standard non sono proprio quelli occidentali; oltre ai piccoli ed economici hotel in cui serve una buona dose di spirito di adattamento, si trovano anche hotel su standard internazionali.
Per pranzare si incontrano numerosi piccoli ristoranti lungo la strada; la monotonia dei piatti è un po' deludente (briq a l'œuf, verdure, montone o pollo, insieme al cous-cous ed eventualmente la pasta piccante harissa su tutto): ricordarsi di bere solo acqua confezionata e verdure cotte. A sera di solito vale la pena cenare in hotel, anche perché spesso sono possibili ben poche alternative: a Douz invece è una simpatica e buona alternativa il piccolo locale Restaurant La Rosa, vicino al Souk.
Un indirizzo per una splendida cena finale a Tunisi per capire di cosa è capace la cucina magrebina: Dar El Jerid, Rue Dar el Jerid, la Casbah, Tunisi Medina, consigliato prenotare tel: 01/560 916: conto a partire da £.60.000 a testa.

Kairouan
Hotel Continental, Av. de la Republique, 07/221135
Hotel Splendid, Av.Farhart Hached, tel 07/227522-230 041
Matmata
Sidi Driss, tel 05/230005 (ci hanno girato molte scene di Guerre Stellari)
Les Berberes, tel 05/230024
Chenini
Chela Club, tel :05/227442
Ksar Ghilane

Camping Ksar Ghilane con tende beduine Douz
Roses des Sables, Zone Touristique, tel 05/470 597
Nefta
Bel Horizon, Av. 7 Novembre, tel 06/430 328-430 088
Tamerza
Les Cascades, 06/453732 con bungalow molto spartani
Sbeitla
Sufeitula, tel 07/465074
Tunisi
Maison Doree, Rue Hollande 6 bis, 01/240.631-2
vicino parcheggio a pagamento con forfait per la notte
Lungo tutto l'itinerario proposto, a parte a Tunisi e a Kairouan, sarà impossibile trovare un vero meccanico di moto, piuttosto meccanici di motorini e gommisti abituati a gestire enormi pneumatici di camion: per questo sarà buona cosa pensare bene alla preparazione della moto ed a una serie di ricambi da portare dietro.

L'unico vero meccanico di moto enduro nel Sud si trova a Douz
Taufik Majnoun
Rue Thaieb Mhiri tel 05.472642
A volte ha anche copertoni (ma solo usati) adatti al fuoristrada.

Trasmissione
Partite con corona + pignone + catena (con o-ring) nuovi o quasi. Evitate le leghe e usate quelle in ferro.
Ruote
Tirare bene i raggi e magari meglio irrobustirne l'incrocio legandoli con filo di rame. Se i cuscinetti delle ruote hanno gioco, sostituirli, meglio se con tipo sigillato. Gomme
Decidere il tipo di disegno secondo il tracciato previsto (per il percorso proposto, scegliere un disegno ben scolpito); più adatti i modelli a mescola dura e con carcassa piuttosto rigida: montare le camere d'aria doppie, da fuoristrada. Sospensioni
Regolare forche ed ammortizzatore su posizioni piuttosto rigide. Se le forche non hanno regolazione spessorare le molle (o meglio cambiarle con un tipo più rigido) e sostituire l'olio con uno di media densità. Assicurarsi dell'assenza di trafilagli e del buono stato dei paraoli altrimenti sostituire: l'intenso uso e la temperatura porterebbe ad immediati trafilaggi. Telaio
Controllare tutto: telaio e sovrastrutture, stringere la bulloneria cercando di cambiarla con tipo autobloccante. Attenzione al portapacchi, sceglierne uno in ferro facilmente saldabile da chiunque in caso di rottura: meglio lasciar perdere quello anteriore, renderebbe difficoltoso il galleggiamento della ruota sulla sabbia. Un serbatoio di 25 lt è sufficiente per la Tunisia. Motore
Check up generale: pulizia dei carburatori con aggiunta di filtri benzina in ingresso, eventuale frizione nuova. Se il vostro motore non è spinto o se consuma un po' d'olio, fate un cambio olio con un tipo minerale, l'unico facilmente reperibile sul posto. Controllare i cavi e se la scorrevolezza è sospetta, sostituire. Filtri
Curate molto la presa d'aria dell'aspirazione per proteggerla dalla polvere: se il filtro aria è vacchio, cambiatelo: i frequenti lavaggi cui lo dovrete sottoporre lo sfibreranno. Trattatelo con oli specifici per filtri ed ingrassate l'interno della scatola filtro. Aggiungere un filtro automobilistico sul tubo tra serbatoio e carburatore. GPS
Se si monta un GPS, bloccarlo al manubrio con una staffa montata elasticamente (buone anche quelle previste dal costruttore, meravigliose quelle tedesche Touratech), facendo attenzione a lasciare l'antenna in grado di "vedere" il cielo, altrimenti montare un antenna esterna: assicurare l'alimentazione con cavo specifico: se la moto non ha batteria, inserire un regolatore di tensione.

Camera d'aria ant+post, raggi, leva frizione+freno ant., falsamaglia di ricambio, cavi generici con morsetti, lampadine di ricambio e, se è un punto debole della moto, anche la centralina dell'accensione.
Oltre agli arnesi in dotazione prendere anche brugole e chiavi necessarie, pinze autobloccanti, cacciaviti, pompa a mano (BMW o da mountain-bike in metallo), kit forature + leva-copertoni, filo di ferro, bulloni+dadi vari, nastro isolante/americano, collanti metallici, fascette e fettuccia traino. Farà comodo anche una catena lunga con lucchetto.
Perché proprio in Tunisia? Perché è un Paese a misura di ogni amante del fuoristrada, l'endurista alle prime armi come il motociclista già esperto di piste africane; ciascuno troverà piste adatte, e poi perché la Tunisia è facile da raggiungersi, per sfruttare anche solo una decina di giorni di vacanza, troppo pochi per godersi come meritano le altre classiche del deserto come Libia, Algeria o Marocco. E poi perché è un paese dall'approccio facile, senza seri problemi di sicurezza (sono sufficienti le regole di ogni grande città occidentale e mai la moto a lungo da sola con i bagagli), con una buona offerta per chi fa turismo e ben disposto verso lo straniero.

Basta? No? Allora ancora: il paesaggio tunisino (come il fondo delle piste) non annoia mai, perché varia continuamente in pochi chilometri: dal mare alle colline coltivate e dalle montagne brulle alle dune del Sahara, il tutto in una natura spettacolare che si esprime nelle gole delle Oasi di Montagna, nelle piatte depressioni dei laghi salati o nei rigogliosi palmizi delle oasi. Per convincersi definitivamente basta parlare un po' con chi c'è già stato (ma non solo a Jerba, con i viaggi tutto-compreso!) per notare nello sguardo un lampo che rimanda verso Sud, oltre il Mediterraneo: è il mal d'Africa, la variante Tunisina è un po' più leggera, ma il virus è lo stesso.

Con quale moto? Un enduro 4 tempi monocilindrico con tendenze fuoristradistiche, come purtroppo ne esistono sempre meno: le vecchie Yamaha XT o Honda XL erano perfette; va bene anche un bicilindrico a patto di non caricarlo troppo.

Se si viaggia col passeggero, è il caso di diminuire le percorrenze su pista a meno di avere una tecnica di guida con i fiocchi ed un passeggero incosciente! La mappa migliore per orientarsi è quella in scala 1:800.000 di Freytag & Berndt.

Una guida da comprare è certamente la Guide Edt, cioè la versione italiana delle australiane Lonley Planet. Le stagioni migliori per il Nord Africa sono quelle intermedie; primavera e autunno: temperature massime (a Douz) tra 25° e 35° e notturne tra 5° e15°. I mesi meno piovosi sono giugno, luglio ed agosto, quando si raggiunge il massimo del caldo che raramente supera i 40°. Uno strumento per l'orientamento GPS non è indispensabile per seguire il percorso consigliato: se se ne dispone si avranno però minori esitazioni nell'orientamento, una volta inseriti i file GPS.
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