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Là dove nasce il Reno

testo e foto di Stefano Bianchi il 08/10/2008 in Svizzera

Lo sapete dove sono le sue sorgenti? Anche se avete risposto "sì" non perdete il nostro itinerario in Svizzera lungo i primi chilometri di uno dei fiumi più importanti d'Europa. Gallery fotografica e roadbook da scaricare

Là dove nasce il Reno
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Il Reno è quel fiume che per lungo tratto segna il confine tra la Francia e la Germania per poi sfociare in Olanda nel mare del Nord. Quello che sanno in pochi è che le sorgenti del Reno si trovano a meno di cento chilometri da Milano, nel cuore delle Alpi svizzere e in particolare nel cantone dei Grigioni. Sono certo che questa informazione di carattere prettamente geografico non vi avrà stimolato a salire in sella, ma fidatevi di noi: quest'itinerario è da segnalare per le belle strade tutte da guidare in scioltezza, con due passi alpini da superare, splendidi panorami, caratteristici villaggi e magari qualche extra come una discesa in canoa di un facile e spettacolare fiume o un emozionante passeggiata su passerelle attrezzate in una profonda gola.

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La partenza del nostro itinerario è Bellinzona, una bella cittadina vivace, di spirito italiano ed infatti è stata italiana (apparteneva al ducato di Milano) fino ai primi anni del 1500, poi gli svizzeri si sono presi il canton Ticino e c'è mancato poco che si allargassero anche di più.
La città elvetica merita una sosta e una passeggiata per le vie del centro storico (piazza Nasetto, piazza Collegiata, il palazzo del Comune), anche se si parla italiano (con caratteristico accento) ci si sente all'estero perché tutto è diverso, dalle pubblicità alle vetrine, dal colore delle strisce stradali al cibo. In città ci sono tre castelli medievali da visitare, con annessi musei; se capitate di sabato non perdetevi il mercato dove troverete ottimi prodotti della gastronomia locale, mentre il primo mercoledì del mese c'è il mercatino dei libri usato. Lasciata Bellinzona percorriamo la strada che risale la valle del Ticino attraversando alpeggi, boschi e paesi; qui il traffico è scarso e si viaggia bene. A Biasca si lascia la valle del Ticino per salire verso il passo del Lucomagno che dall'epoca romana era uno dei valichi più frequentati per andare in Elvezia in ragione della facilità del transito.
Si sale tra boschi per una strada abbastanza rettilinea fino ad Olivone, poi si percorre una bella strada a curve, uno dei punti più divertenti da guidare dell'intero percorso. In breve si giunge al Passo (m 1916), un altopiano di pascoli solcato da due torrenti, uno che scende verso la valle del Ticino mentre l'altro, che nel Seicento era considerato il Reno vero e proprio, nella spettacolare gola di Medel che sbocca a Disentis nel cantone dei Grigioni. Disentis era un centro importante nel medioevo per la secolare abbazia che possedeva gran parte delle terre circostanti e che svolgeva alla fine anche un importante ruolo politico. Ancora oggi spicca la mole della grande abbazia che venne rifatta in forme barocche nel Seicento; per il resto sono splendidi gli alpeggi intorno al borgo.
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Torniamo alla meta del nostro itinerario: il Reno, o meglio il ramo del Reno che qui viene detto Anteriore (Vorderrhein) mentre la diramazione che scende dal passo del San Bernardino è detta Posteriore (Hinterrhein). 
Comunque sia questo torrente chiaro e impetuoso è già il Reno, la cui fonte è il lago Tuma presso il passo dell'Oberalp, poco sopra Disentis, e da qui in avanti il fiume percorrerà ottocento chilometri prima di raggiungere, opportunamente inquinato, il mare del Nord..
Prendiamo la strada che percorre la valle del Reno, qui assai ampia e rivestita di verdissimi alpeggi: dopo Trun la strada attraversa il fiume ed è uno dei pochi punti dove si raggiunge il corso d'acqua che da ora in poi scorrerà nel fondovalle mentre la strada correrà alta sul fianco della montagna. Questo tratto del Reno si può percorrere in gommone o in canoa (noi l'abbiamo fatto). Un'esperienza unica che vi consigliamo per il fascino di percorrere sul fiume i boschi che attraversa, lontano dai centri abitati: ci sono organizzazioni che vi fanno fare la discesa col gommone e vi riportano poi alla partenza a Ilanz.
Circa due chilometri dopo il ponte lasciate la strada principale e prendete a destra per Meierhof/Obersaxen, su una stradina secondaria che attraversa fitti boschi di abeti offrendo splendidi panorami sul fiume in basso e le montagne intorno, un vero tuffo nella natura (attenzione al ciglio della strada altrimenti il tuffo lo farete nel fiume 400 metri più in basso). Si attraversano anche una serie di piccoli villaggi costituiti da poche case. Si giunge quindi a Ilanz e si continua a percorrere la strada secondaria alla destra del fiume: ora la strada sale ancora inerpicandosi sul fianco della montagna e offrendo viste vertiginose sul fiume che scorre molto più in basso. È questo il tratto più spettacolare dell'intero percorso: il fiume, ogni tanto interrotto dalle rapide bianchissime, appare come un nastro celeste che si snoda tra boschi verdissimi e gli alpeggi disseminate di baite: inutile dire che non bisogna correre su questa strada, il panorama e gli strapiombi saranno motivi sufficienti per andar piano.
Si giunge quindi a Bonaduz e senza andare a Reichenau (a meno di non voler vedere il punto in cui i due rami del Reno si uniscono) si tiene la destra e ci si dirige verso Thusis, un borgo di origine medievale di cui si è conservato il castello. A Thusis inizia la Via Mala che è una gola strettissima scavata dall'Hinterrhein: è così chiamata perché la via che la percorreva nel passato non era certo delle più rassicuranti. Ma la Via Mala era un transito obbligatorio sia proveniendo dal passo dello Spluga, collegato al lago di Como, che sia il passo di S.Bernardino, collegato a Bellinzona e quindi non si poteva evitare. Ancora oggi restano tracce della via romana e un ponte medievale che si possono vedere percorrendo il sentiero pedonale attrezzato. Due sono le strade moderne che la percorrono, una antica, stretta e tortuosa ma sicuramente più suggestiva e una moderna, più scorrevole. Da Thusis centro ci si immette sulla vecchia strada che percorre la stretta gola offrendo begli scorci sulle ripide pareti che in alcuni punti lasciano passaggi di pochi metri nei quali si riversano le acque del Reno, uno spettacolo impressionante oggi e tanto più nel passato quando ci si affidava, carri compresi, a scricchiolanti passerelle in legno. Usciti dalla Via Mala ci si ritrova in una amena valle alpina percorsa da una strada rettilinea sino all'inizio dei tornanti per il passo di San Bernardino: anche qui si deve scegliere tra l'autostrada o il tunnel. Ovviamente più rapidi e con bei curvoni veloci dopo il tunnel, o la strada tortuosa che sale al passo, piuttosto stretta e non divertente ma con i soliti maestosi panorami e un laghetto vicino al passo.
Si entra quindi nella valle Mesolcina che prende il nome da Mesocco e si giunge con un bel percorso variato per la strada normale sino a Bellinzona.
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Un consiglio fate benzina in Svizzera, costa un po' meno che in Italia; attenti ai limiti di velocità, gli svizzeri sono severi, se vi danno una multa e non avete da pagare sequestrano la moto. Cambiate i soldi in una banca italiana o pagate con carta di credito.

Bellinzona
Per saperne sulla città: http://www.bellinzonaturismo.ch un sito ben fatto ed esauriente.
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A Disentis si parla il romancio, una lingua romanica introdotta in epoca romana, diffusa in epoca medievale ma decaduta progressivamente di fronte alla pressione del tedesco: oggi in tutto il cantone dei Grigioni (che arriva sino a S.Moritz e alla val Venosta) meno di 30.000 persone parlano il romancio e quindi se avete la fortuna di sentirlo parlare avrete qualcosa da raccontare ai vostri nipoti. A Disentis si parla il romancio nella variante sursilvana che suona così:
"L'uolp era puspei inagada fomentada. Cheu ha ella viu sin in pegn in tgaper che teneva in toc caschiel en siu bec".
Vuol dire più o meno: "La volpe era molto affamata, a un certo punto vede su un albero il corvo che teneva nel becco un pezzo di formaggio". Non è facile da capire, ma sempre meglio del Tedesco.
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Alberghi

Hotel Krutzli, via Alpsu 79, Sedrun, Un albergo moderno in stile montano, ben tenuto , camera doppia 130 CHF

Hotel Bellevue, strada cantonale, San Bernardino; un albergo ottocentesco modernamente ristrutturato all'interno, camera doppia 130 CHF

Mövenpick Albergo Benjaminn, Autostrada A2, Monte Carasso / Bellinzona: un po' kitsch con le forme ispirate a un castello medievale ma impeccabile, silenzioso, camera doppia 208 CHF

Al Giardinetto, via A. Pini 21, Biasca, un albergo tranquillo, buona base anche per l'itinerario "quattro mitici passi". camera doppia 130 CHF

Ristoranti

Grotto Angela, Iragna, tel. 0918 622 956, Tipico grotto ai margini del paese in zona verdeggiante , si mangia all'aperto sotto la pergola. Salumi e vino di produzione propria. Cucina tradizionale, Menu a prezzo fisso 30CHF/57CHF

Osteria Sasso Corbaro, via Sasso Corbaro 44, Bellinzona
tel. 0918 255 532, all'interno del castello di Sasso Corbaro, in estate si mangia nel cortile interno, cucina regionale, Menu a prezzo fisso 45CHF (pranzo)/79CHF.

Groven, Lostallo, tel. 0918 301 642, Piccola locanda con cucina tradizionale, ogni giorno un menù diverso, ispirato ai prodotti di stagione, con terrazza all'aperto.

Weiss Kreuz, Neudorfstr. 50, Thusis, tel. 0816 500 850, cucina tradizionale tedesca, pranzo da 25 a 65 CHF.
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Località Istruzioni Km
Bellinzona Seguire le indicazioni per il passo del S.Gottardo 0
Biasca Seguire in direzione passo del Lucomagno/Lukmanier pass e Disentis/Munstér 22
Disentis/Mustèr Tenere la destra e proseguire in direzione Coira/Chur 84
Trun Circa 2 km dopo il ponte sul Reno prendete la strada a destra per Obersaxen 96
Meierhof Proseguire dritto per Ilanz 108
Ilanz Non attraversare il Reno ma restare sulla sponda destra e proseguire per Bonaduz 120
Bonaduz Tenere la destra e dirigersi a Thusis 141
Thusis Proseguire sulla strada vecchia della Via Mala 158
Splugen Proseguire dritto per il passo di S.Bernardino 184
Passo del S.Bernardino Proseguire verso Bellinzona 205
Bellinzona 261

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  • Suellen_er
    indicibile da tanto che e' bella! - io questo viaggio l'ho fatto questa'estate.. e' una cosa meravigliosa, indicibile e indescrivibile... qunado poi siamo trovati a fare 2 passi, tra cui il San Bernardino a 2000 m.. ragazzi, 470 km (andata e ritorno) da fare, magari non come noi tutti in un giorno!! ho ancora la pelle d'oca e sono ancora estasiata a distanza di mesi..
  • bikernonnno
    DA PROVARE !!! - Conosco la Svizzera ( in moto, naturalmente ) e vi assicuro che se avete un po' di come si dice ... fortuna col tempo, e' bellissima. Strade lisce, curve continue. Mi sembra un intinerario affascinante. Lo provero'
  • leopw
    l'ha risposta l'ho data sbagliata - bhè,io la risposta l'avevo data,e dal canto mia era giusta! prima di vedere la cartina!! io credevo il "nostro" reno! quello di bologna!!! hehehe!