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Norvegia

Da Mandello a Caponord con le Moto Guzzi

di Tiziana Crimella il 04/08/2011 in Norvegia

Ungruppo di giornalisti della stampa internazionale sulle orme del lungo viaggio intrapreso nel 1928 da Giuseppe "Naco" Guzzi, fratello di Carlo, fino a Capo Nord

Da Mandello a Caponord con le Moto Guzzi
I protagonisti di questo viaggio sotto il globo a Capo Nord
Capo Nord in dieci giorni? Si può fare.
La meta del raid è una sorta di chiodo fisso, di scommessa- come lo fu per Giuseppe "Naco" Guzzi - che bisogna vincere.
Quindi si corre, si viaggia non per fermarsi qua e là, ma per arrivare.
Primo giorno: lo Spluga. È lì che avviene il battesimo del viaggio.
Uno dei passi più impegnativi di tutta la catena alpina che le Guzzi in dotazione, le nuove Norge e Stelvio 1200 8V, sembrano gradire, nonostante la marcia lentissima in gruppo che certo non è la condizione ideale per affrontare i tornanti stretti e selettivi.
Poi l'andatura cresce ed è già come in MotoGP: davanti gli italiani, subito dopo gli spagnoli, poi tutti gli altri!

Mandello del Lario - Stoccarda: km. 511.

Secondo giorno: la tiratona.
In Germania la mancanza di limiti di velocità sull'autostrada azzera i freni e scatena le velleità.
Fa caldissimo; tuttavia, nella parte più a nord si riesce persino ad apprezzare il paesaggio, morbido, con tondi curvoni che si susseguono in un tratto tutto salite e discese.
La velocità elevata mi costringe ad abbandonare il comodo sellone della Norge, perchè un problema di turbolenze, non eliminabile con la regolazione del parabrezza, mi obbliga a una posizione innaturale del capo e delle spalle (ma solo alle velocità inavvicinabili su strade italiane): la Stelvio NTX sfodera una eccellente protezione aerodinamica.

Stoccarda - Hannover: km. 522.
Terzo giorno: la pioggia.
Era ora; perchè non ci può essere viaggio in Norvegia senza pioggia.
Ma siamo ancora in Danimarca e la pioggia, che smette solo quando siamo al traghetto, non sembra intaccare nè l'umore dei partecipanti, nè la coreografia del viaggio.
Gran sfoggio di tute antiacqua che nel corredo degli italiani saltano fuori più come un capo cult modaiolo che non una necessità!
Sorrido per come siamo, soprattutto appena mi rendo conto che i compagni di viaggio d'oltralpe sono quasi totalmente sprovvisti di attrezzatura adeguata.

Hannover - Kristiansand: km 806.
Quarto giorno: la Norvegia.
Ci siamo e c'è anche il sole.
Gli occhi cominciano a riempirsi di immagini della Norvegia come tutti la conosciamo: i fiordi, costellati di calette su cui si specchiano le coloratissime case in legno; i ponti, lanciati tra una sponda e l'altra per accorciare quelle che, altrimenti, sarebbero traiettorie infinitamente lunghe e attorcigliate.
E una luce incredibilmente "nordica", che proietta ombre lunghe e crea contrasti e colori che a casa possiamo vedere solo dopo un temporale estivo.
Fa anche caldo. Un caldo inaspettato, che ancora non ci impone di aggiungere strati al nostro abbigliamento e ci consente di pranzare sui tavoli all'aperto.
A sera raggiungiamo Oslo, l'ultima vera città del nostro lungo tour: è forse l'unica volta che il serpentone di moto passa quasi inosservato...
Abbiamo tempo solo per una passeggiata tardo pomeridiana e ci prendiamo volentieri un assaggio dell'atmosfera metropolitana.

Kristiansand - Oslo: km 322.

Da Mandello a Caponord con le Moto Guzzi
Trondheim, le vecchie case tipiche
Quinto giorno: l'interno.
Dobbiamo raggiungere Trondheim, sulla sponda del fiordo omonimo, sul Mare del Nord. Ci aspetta un lungo tratto interno, ma non per questo privo di fascino.
Percorriamo poca autostrada - che, peraltro, è bellissima - mentre optiamo per un passaggio su un altopiano esteso, coperto di licheni.
L'acqua è una costante del paesaggio: quando manca il mare, a impressionare per la vastità sono i laghi, anch'essi, come i fiordi, dai profili frastagliati.
Torrenti e cascatelle spezzano distese di prati su cui spiccano i colori vivaci delle fattorie; quando non si viaggia inghiottiti dalla foresta il cielo che si apre davanti alla corsa è così sorprendentemente bello da costituire, da solo, la quasi totalità dello spettacolo.
Il naso in aria, siamo spesso fermi a fare foto.
E c'è il sole e fa caldo! Sarà per questo che l'umore sale alle stelle e quella che all'inizio ci sembrava un'avventura da condurre in maniera più sofferta, ci appare come una meravigliosa scampagnata.
Corriamo un po' troppo, però: a un'area di sosta, un poliziotto fuori servizio ci avverte che "In Norvegia non si fa così". Meglio rientrare nella norma....

Oslo - Trondheim: km 497.

Sesto giorno: il nord.
Oltrepassiamo il confine geografico della Norvegia del Nord.
Mo I Rana è la nostra destinazione; per raggiungerla passiamo da Nasmos e Grong; niente traghetti, niente strada costiera.
La Norvegia si allunga: si diradano le cittadine, che diventano minuscoli villaggi, l'orizzonte si riempie di piccole cime tonde dove cominciamo a vedere la neve.
Il traffico siamo quasi solo noi.
Allora si inizia a percepire davvero quanto sia infinitamente lunga questa terra-non-terra e quanto sia ancora lontana la nostra meta finale.
Pranziamo allegramente al sole - ma fa talmente caldo che qualcuno cerca l'ombra! - in un parco dedicato alla pesca del salmone, altra icona della Norvegia, seconda solo alla renna.
Ci viene servito salmone in tutte le salse, naturale e affumicato, in tranci marinati o crudo a fette.
Una pacchia che ci fa dimenticare, per una volta, quanto gustosa e varia sia la nostra cucina!

Trondheim - Mo I Rana: km 557.

Settimo giorno: le Vesteralen.
Visto che il tempo meteo è dalla nostra parte, anche ora che abbiamo raggiunto il Circolo Polare Artico, sembra un peccato perderci le isole più famose della Norvegia, le Lofoten.
Tuttavia, una deviazione non programmata per un gruppo così numeroso necessita di un minimo di organizzazione.
Non ce le possiamo permettere; ma riusciamo comunque a saltare sulle Vesteralen, trattando direttamente con il Capitano del traghetto: ci accorda impassibile il pagamento della differenza di un biglietto cumulativo di cui siamo già in possesso e dirige lesto le operazioni di imbarco della nostra vivace combriccola.
Più aspre delle Lofoten, le Vesteralen ci affascinano, in una traiettoria che ci confonde e in cui ognuno sceglie liberamente di perdersi.
Con la corsa finale all'ultimo traghetto per raggiungere Harstad.
In hotel strappiamo la cena alle ore 21, orario quasi inammissibile da queste parti e, infatti, ci costringono a servirci dal buffet tutto in un'unica passata, poichè la cucina chiude e lo staff se ne va.
Buona notte!

Mo I Rana - Harstad: km 439.
Da Mandello a Caponord con le Moto Guzzi
Incontro ravvicinato con una renna...
Ottavo giorno: la porta per il Polo Nord.
Tromso, settima città norvegese, detiene alcuni primati: è la città con più di 50.000 abitanti più a nord del mondo, ha il parco botanico e la distilleria più a nord del mondo.
È considerata la porta di accesso per il Polo Nord, da quando Amundsen intraprese la spedizione nel tentativo di trarre in salvo Umberto Nobile, intrappolato tra i ghiacci dopo lo schianto del dirigibile Italia. Per raggiungerla deviamo dalla E6 e puntiamo su Finnsnes: le strade, i luoghi sono sempre più vuoti, viaggiamo sempre più soli, la Norvegia sembra allungarsi ancora e ancora.
Da qualche notte il cielo non si spegne più: il sole di mezzanotte è l'unica cosa che si avvicina davvero!

Narvik - Tromsø: km 301.

Nono giorno: i Sami e le renne.
Ecco, a furia di invocarla, la pioggia è arrivata.
Ci attendono 400 chilometri di guida, con i tempi spezzati dai collegamenti in traghetto.
Ora il Grande Nord ha un aspetto più simile all'idea collettiva di questo paese dei contrasti: enormi nuvoloni densi e grigi fanno si che, per una volta, il cielo sembri avere un inizio e anche una fine.
La pioggia rende diversi pure gli odori, così riusciamo a percepire maggiormente quelli di terra. La pioggia, infine, ci da il benvenuto nella terra dei Sami.
I piccoli villaggi ora hanno nomi che derivano dalla presenza di questa comunità indigena e che sono stati mutati in toponimi "pronunciabili".
Skaidi, per esempio, dove ci fermeremo la sera, significa "luogo d'incontro sui fiumi", mentre Kvalsund, il villaggio principale, significa "costa di insediamento dei Sami" e ha, nella loro lingua, un nome impronunciabile e intraducibile.
Insieme ai Sami compaiono le renne.
A mandrie intere, mentre si spostano lente nelle praterie in cui scorre la E6 - ormai l'unica strada percorribile - oppure solitarie al lato della strada, spesso pronte a balzare davanti alla moto.
A questo proposito, qualcuno ci insegna che, nel caso di incontri ravvicinati, bisogna sempre puntare al posteriore delle renne, poichè la loro predisposizione è andare sempre avanti, in un moto, quindi, prevedibile.

Tromsø - Kvalsund: km 394.

Decimo giorno: Capo Nord!
Ormai siamo praticamente soli in viaggio: nel tratto di costa spettacolare che unisce Tromso ad Alta, incrociamo molte moto che viaggiano in senso opposto e superiamo qualche camper norvegese (sembra che tutti ne abbiano uno e che tutti siano in vacanza in questo periodo).
Tutti verso la stessa meta: la falesia dell'isola di Magerøya.
Dopo Alta, la città dal clima relativamente mite e che ospita l'aeroporto più a Nord, la strada lascia la costa per addentrarsi attraverso un altipiano spazzato da un vento fortissimo.
Alcuni tunnel - necessari per rendere le strade percorribili anche durante i rigidi inverni - servono da riparo alle renne: impariamo a percepirne la presenza dal fortissimo odore che lasciano!
Poi ci divertiamo con loro: così abituate alla presenza umana, ci corrono davanti, scappano e tornano verso di noi, più e più volte, come vanitose protagoniste dei nostri scatti e dei nostri filmati.
L'arrivo all'imbocco di un lungo tunnel a pagamento ci fa capire che ci siamo quasi.
L'emozione sale: il mio pensiero corre a Giuseppe "Naco" Guzzi, al suo viaggio - allora senza tunnel e senza asfalto! - e a tutti quanti nello stesso momento stanno correndo per raggiungere il più a nord, il più a sud, il più a est e il più a ovest di qualche parte nel mondo.
Capo Nord ci accoglie con un sole stupendo e con una temperatura che, ancora, ci lascia liberi dagli indumenti termici.
Ci regala un curioso fenomeno climatico: una nuvolona bianca, che ha la forma perfetta di una lunga galleria, sembra appoggiata sul mare.
Rovescia la sua pioggia e in pochi minuti si dissolve per riprodursi in un arcobaleno.
Io guardo oltre: siamo proprio alla fine della terra, alla fine del viaggio e di una fatica relativa.
Siamo al momento di tirare le somme, di esprimere le nostre considerazioni, di pesare il bello e il brutto.
Ho sentito sempre gente, me compresa, dire che a Capo Nord si va una volta sola nella vita: niente di più sbagliato!
Domani torno a casa e comincio a mettere le monetine nel salvadanaio per il mio prossimo Capo Nord!

Kvalsund - Nordkapp: 142 km.
Un raid non ammette che poche soste, in cui si cerca di ottimizzare tutto: benzina, caffè o pranzo, necessità impellenti.
Foto al volo quando il paesaggio merita - molto spesso in Norvegia - e in questo caso sono fortunata, perché viaggiando sul sellino posteriore posso scattare senza bisogno di fermarmi.
Le tappe sono lunghe, le visite alle città si riducono a una passeggiata serale, niente musei, niente attrazioni o amenità turistiche.
Tuttavia, per chi si spinge fino a Capo Nord senza l'ansia della meta, ecco sette luoghi - ma ce ne sarebbero molti altri - cui vale la pena di dedicare un po' di tempo.

Kristiansand.
Se Kristiansand è la porta d'ingresso della Norvegia, il suo mercato del pesce rappresenta il più vivace benvenuto.
Con il traffico di barche, i negozietti, i ristoranti uno attaccato all'altro, la banchina vociante è molto più di un semplice mercato: quasi un ritrovo, una "vasca" per gli abitanti che incuriosisce e attira molti turisti.

Oslo.
È strano parlare di Oslo, all'indomani della strage che l'ha colpita e che noi abbiamo quasi sfiorato. In un viaggio a Capo Nord, o più in generale, in Norvegia, nessuno pensa di soffermarsi in una grande città, perchè la Norvegia è natura, foreste, fiordi.
Oslo invece è una capitale bellissima, dove la natura, che abbraccia la città con folti boschi, si fonde con le architetture moderne, dove si respira la cultura, dove l'arte spesso esce dai musei e ti circonda in strada, nei parchi, nei locali pubblici.
Da vedere assolutamente: il Museo delle Navi Vichinghe, seppellite più di 1100 anni or sono per trasportare i reali nel regno dei morti (estate tutti i giorni 9-18).
Il Parco Vigeland, con oltre 200 opere in bronzo, granito e ferro, dello scultore cui è dedicato (ingresso libero).
Il Museo Munch, con il lascito testamentario del pittore alla città e le sue opere più famose (estate lu-ve 10-21, sa e dom orario ridotto).
Almeno uno dei grandi festival di musica, dal jazz al metal, dalla musica sacra a quella contemporanea (disponibili pacchetti festival in agenzia o in internet).

Il lago di Mjøsa.
Un immenso bacino irregolare, il cui profilo rispetta quello frastagliato dei fiordi, su cui scivolano foreste di conifere, con un'unica graziosa cittadina a nord: Gjøvik.
Alla E6, che scorre sulla sponda destra, meglio preferire la statale sulla sponda opposta, deserta di traffico e tutta curve in un contesto naturale suggestivo.
Molti angolini per una sosta; per pranzare o dormire, invece, Gjøvik presenta una buona scelta di possibilità, economiche e di qualità.
In città si trova anche la Caverna Olimpica, una enorme infrastruttura costruita all'interno della montagna per ospitare le gare di hockey delle Olimpiadi Invernali di Lillehammer del 1994 (ingresso a pagamento).

Trondheim.
Storica città universitaria, ha il vantaggio di offrire una vita notturna quasi "latina", molti pub e ristoranti etnici, quasi tutti concentrati nel centro storico o nella zona di Solsiden.
Pertanto vale la pena di non perdersi questo piacevolissimo bagno di folla, per lo più giovane, prima di tuffarsi nella solitudine del Grande Nord.

Le Isole Lofoten.
Per vederle mentre si punta su Capo Nord, meglio traghettare da Bodo: si possono così percorrere in tutta la loro lunghezza per poi passare alle Vesteralen.
Piccoli, vivaci villaggi di pescatori, scogliere abitate da centinaia di chiassosi uccelli marini, fiordi e insenature con un mare cristallino e fondali che farebbero invidia alla nostra Sardegna, sono le immagini che scorrono negli occhi di chi passa di qui.
La E10, molti ponti e tunnel consentono di spostarsi senza l'ausilio dei traghetti, anche se il fascino di queste isole sta anche lì: osservarle dal mare, per un più attraente punto di vista.

Il sole di mezzanotte.
Naturalmente! Si può ammirare nel periodo tra l'11 maggio e il 31 luglio: il sole non scende mai sotto l'orizzonte e osservato da Capo Nord sfiora appena la linea del mare, per poi rialzarsi.
Bisogna quindi prevedere di restare nel centro visitatori dal pomeriggio e fino dopo la mezzanotte.
La NordKapphallen (aperta dalle 15 all'una di notte) comprende, oltre ai negozi di souvenir, un ristorante, un museo e una sala vetrata da cui è possibile ammirare il fenomeno seduti in poltrona.

Kirkenes.
Fuori dal giro, la si raggiunge dopo Capo Nord, spostandosi all'estremo est della Norvegia, magari per rientrare attraverso la Finlandia, passando per Rovaniemi.
Gli abitanti di Kirkeness, poche migliaia di minatori, parlano sami, norvegese, russo e finlandese. Per raggiunere la città si attraversa una delle zone più selvagge della Norvegia con la più vasta foresta vergine.
Qualche chilometro oltre, si giunge a Grense Jakobselv, minuscola città abbandonata e punto più orientale d'Europa, dove, in estate, è facile avvistare le balene che si spostano dalla spiaggia verso il mare di Barents.
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Da sapere.

Documenti
: la Norvegia non fa parte dell'Unione Europea ma rientra nella cosiddetta "Area Schengen", pertanto si può entrare sul suo territorio liberamente (non servono visti) ma è necessario un documento di identità quale il passaporto o la carta d'identità.
Nel caso di quest'ultima, la proroga della validità, posta con il timbro sul retro della stessa, non è accettata. Chi ne fosse in possesso, deve richiedere al proprio Comune il rilascio di una nuova carta d'identità, come stabilito dalla circolare MAE n. 23 del 28.7.2010.
Per guidare è sufficente la patente italiana, conseguita da almeno un anno.
Moneta: la valuta corrente è la Corona Norvegese (NOK); al cambio del 25 luglio 1 Nok è pari a 0,13 euro; 1 euro è pari a 7,77 Nok.
Tunnel e traghetti: il tunnel per arrivare a Capo Nord, che passa sotto il mare, si paga sia all'andata che al ritorno (70 Nok la moto); anche l'ingresso al centro visitatori, dove c'è il famoso monumento del globo e la struttura di accoglienza, si paga l'equivalente di circa 25 euro a persona, ma vale due giorni.
I traghetti non sono così cari, se rapportati al costo della benzina per spostarsi su strada e a quello di eventuali tunnel.
Soggiorno: dormire e mangiare costa molto più caro che in Italia; un modo per risparmiare è dormire nei campeggi o nei bungalow dei pescatori, ben attrezzati e che si possono condividere con amici di viaggio.
Per mangiare si possono scegliere le kro, con scelta di piatti unici a base di renna, salmone o pollo; nelle stazioni di servizio un hamburger con patatine può costare anche 20 euro. L'acqua costa come la birra, cioè tantissimo, mentre il vino è inavvicinabile...
Budget: bisogna disporre almeno di tre settimane, per avere il tempo di vedere qualcosa e di stare fermi se piove tanto.
Nel portafoglio occorrono circa 6000 euro: con 250 euro al giorno si sta tirati, con 300 va un po' meglio.
La benzina costa mediamente 1,85 euro al litro: basta fare i conti.

I nostri numeri:

Km percorsi da Mandello a Capo Nord: 4491 + 236 km per tornare ad Alta, dove abbiamo lasciato le moto. Rifornimenti totali di benzina: per le Norge 266 litri; per le Stelvio 313 litri.
Consumi: le Norge hanno tenuto la media di 18,4 km/l, le Stelvio 15,6 km/l.

Altre storie.

Se andate in Norvegia con una Guzzi, mettetevi prima in contatto con un Moto Guzzi Club norvegese: vi aiuteranno nella ricerca degli hotel, vi suggeriranno strade e luoghi e, magari, vi scorteranno per un pezzo di strada.
Tom Eitran, un fan Guzzi, ha seguito il nostro viaggio sui siti; quando gli siamo arrivati a tiro, si è messo in strada a cercarci.
Ci trova nella tappa piovosa, quella tra Tromsø e Kvalsund e si spara un bel pezzo di strada con noi, davanti persino alla guida: insomma, fa lui la velocità!
Lui ha 56 anni, sfoggia un casco AGV modello Ago, è vestito in pelle; è un omaccione talmente grande che la sua V7 Eldorado, appena acquistata negli States (e ancora senza documenti...) sotto di lui sembra una motoretta.
Ci avrebbe volentieri scortato con il suo Club fino a Capo Nord, ma il fatto di conquistare la meta in giornata feriale ha impedito l'operazione (www.motoguzzi.no).

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  • mostronovecento
    Tempi di viaggio per Nordkapp... - A chi ci vuole andare (e a Franna che non si fida!): nel '91 (22 anni fa!!!) impiegammo 28 giorni tra andata e ritorno, con stop di 2gg. a Stoccolma, Alta, Oslo e Copenhavn, quindi 20 di viaggio effettivo, 8600km, rigorosamente su strade statali (niente autostrade perche'...nel 1928 non c'erano). Le moto: la Norge di 65 anni di eta', un LM2, un paio di SP 1000, un Cali2, una IdroConvert e una NTX650
  • titti0506
    18 giorni da Roma - Dipende dallo spirito con cui fai il viaggio: tutto d'un fiato a manetta o con la giusta calma! La pioggia puo' essere l'unica variabile che ti rallenta o ti blocca Da vedere c'e' molta natura, che e' li' in mostra mentre ci passi dentro. Guarda il capitolo di qs servizio "Tutto quello che avremmo voluto vedere" e ti fai un'idea di dove passare e dove fare le soste. Buon CapoNord! titti (l'autrice)
  • Motoriccio
    Capo Nord - Io vorrei andarci tra un mesetto, fine giugno-meta' luglio. Che dite in 18 giorni si riesce a fare andata e ritorno da Roma e magari riuscire anche a vedere qualcosa durante il tragitto?
  • michele.pasciuta@alice.it
    forse l'anno che verra'! - spero di compiere questo viaggio (mecca dei motociclisti d'Europa), l'anno prossimo in 14 - 15 giorni partendo dalla Sicilia. Forse il mio sara' un viaggio "in solitaria".
  • ranocchio1948
    Non mi pare un'impresa! - Partito da Solo il 4 Luglio 2005 alle 7 del mattino da Savona, con un Kimco Venox, alle 12 del 9 luglio spegnevo il motore a Capo Nord. . Documentato. Vedi libro Il Mio Viaggio a Capo Nord. Lo trovate sul sito: Il mio libro.it Buona lettura
  • ocramarco
    non al jazz non al country non al pop - il guzzista lo sa ! gli altri non lo sapranno mai..............anima guzzista e' ROCKnBLUES
  • titti0506
    budget - Se fai 9000 km con una moto che fa 17 km/l, ti servono 530 litri che, a 1,85/l fa 980 euro. i traghetti il tunnel e l'ingresso a CapoNord (10 euro la moto, 25 euro a persona). Questo e' solo il viaggio. 3 settimane sono 20 giorni; la differenza la fa l'albergo piuttosto che il bungalow, quello che mangi e quanto mangi e quello che bevi. Non siamo tutti uguali! Ognuno faccia i suoi conti!! Ciao!
  • scamese
    Come?? - Premetto che non ho letto tutto, solo un po' qua e la... A Capo Nord ci sono andato nel 2008, da casa mia a... casa mia, tutta moto, niente aerei, treni o cose del genere! Ma come avete fatto a preventivare 6.000 euro?? Noi non ci siamo fatti mancare niente, abbiamo dormito semprer in albergo, ristorante alla sera e abbianmo speso circa 2.700 euro! Buon viaggio a tutti!
  • titti0506
    x cvigotti - Rientro in aereo: e la moto? Per il volo personale guarda su volagratis.com la tratta Alta Oslo poi Oslo e la destinazione in Italia. Per la moto e' piu' conveniente un corriere, da incastrare con la partenza da Alta e l'arrivo in Italia! Senno' c'e' il treno moto ma devi essere anche tu sullo stesso treno, quindi diventa lunga! Tutto molto caro! Info nelle agenzie specializzate nel Grande Nord.
  • cvigotti
    Rientro - Vorrei fare anch'io il ritorno in aereo, avete consigli da darmi ? Ciao
  • mawil
    rispota al sig. franna - io ci sono stato nel 2010 con un norge 1200 e vorrei dire a FRANNA che andare a capo nord con una guzzi e' un doppio godimento....primo x la storia e secondo xche' a differenza della 1200rt che era con noi non si accende nessuna spia di anomalia ....... molto probabilmente il signore non conosce il piacere di guidare un pezzo di storia ITALIANA....... poi naturalmente....de gustibus...
  • timpi
    Non solo da bar. - Alla faccia di quanti considerano la V7 un mezzo da utilizzare solo in citta' o al massimo nelle gitarelle fuori porta, per la serie: "ma dove vai con una moto che non ha nemmeno cento cv?".
  • titti0506
    La V7 - La V7 ha agganciato il gruppo di Norge e Stelvio solo gli ultimi giorni; e' stata assegnata a una giornalista di bassa statura che non sarebbe stata in grado di guidare i modelli scelti per il raid. Lei e la V7 hanno retto le medie estenuanti senza segni di cedimento. La brava pilota italiana, ha mantenuto fede allo spirito competitivo che ha distinto gli italiani: sempre davanti!
  • timpi
    Perche' non si parla della v7 rossa? - Nella fotografia davanti al globo si nota sul lato sinistro una V7 dal bel color amaranto a fianco delle piu' grosse Norge e Stelvio, protagoniste del viaggio. Mi pare di aver letto nel report di una sola rivista che la "piccola" ha raggiunto la meta condotta da una ragazza: come si e' comportata la coppia?
  • bm66
    il raid - Ciao titti e grazie:-) Diciamo che posso o - capire in quanto pure io ci andai in 15 gg A/R, sai il presentimento, ora o mai piu'? Mai detto e' stato azzeccato. E' vero, al ritorno hai come il senso della vittoria tra le tue mani, il raid io lo intendo come una sfida con se stessi, ma ora come ora non lo rifarei senza avere a disposizione almeno 21 gg. Un lampeggio e alle prossime imprese! :-)
  • titti0506
    i pistaioli e il raid - Ciao bm66! In effetti, a dirla tutta, il viaggio l'avrei fatto nel triplo del tempo! Ma lo spirito era ripetere il raid di Naco Guzzi, partito con un chiodo fisso: arrivare alla meta. Punto. Noi anche, senza distrazioni. Il raid e', come dallo Zingarelli, un "viaggio lungo e difficoltoso compiuto come impresa sportiva". La pista-mania e' uscita per forza! Se vai a CapoNord prenditi tutto il tempo!!
  • bm66
    bello ma sti pruriti pistaioli........ - Ciao Tiziana, bell'articolo, mi ricorda il viaggio fatto anni fa' con 1 transalp in solitaria, A/R in 15 gg bagnatissimi e freddissimi. Pero' non si poteva evidenziare meno sta smania corsaiola tra "piloti" latini? Viste le moto non doveva essere una cosa turistica? per il resto bella esperienza che rifarei se solo potessi avere un 25 gg di ferie di fila. Ciao, Mauro
  • bm66
    Bello! ma sti pruriti corsaioli....... - Complimenti x il viaggio, che mi ricorda quello fatto anni fa' con 1 transalp, in solitaria, A/R in 15 gg bagnatissimi e freddissimi. Bell'articolo anche se mette un po' troppa enfasi sulle performances dei "piloti" italiani e spagnoli. Scusami ma non doveva essere un viaggio turistico, visto anche il tipo di moto? Sti pruriti sportivi proprio non si riescono a tenere a bada?? ciao, Mauro
  • betto0501
    Complimenti!!! - FATTO!!! ANCH'IO STESSE TOCCANTI EMOZIONI.......CONTAGGIATO DAL" MAL DI NORVEGIA" PROMESSO.... CI RITORNERO'. GUARDA QUI... http://beschemtour08.blogspot.com
  • pikachu-motoRn
    Spero il prox anno... - Capo Nord e' il sogno nel cassetto di ogni mototurista,compreso il mio.Spero vivamente di avverare questo mio sogno il prox anno,magari in compagnia dei fidati "colleghi di ruota"...intanto mi tengo informato e cerco informazioni riguardanti tragitti piu' o meno spettacolari (leggesi Lofoten,Atlantic Road,Trollstigen...Nordkapp,ovviamente).Se avete consigli a dare al riguardo,sono ben accetti.
  • mostronovecento
    @Franna: Guzzi usate... - Alla presentazione della prima Norge 1200, la Guzzi organizzo' una cosa simile...una dozzina di moto guidate da giornalisti di varie testate, con pernottamenti in albergo e ritorno in aereo... Le stesse moto, una volta rientrate a Mandello, vennero tranquillamente rivendute come "usato aziendale"...e ti garantisco che sono ancora in giro come se niente fosse (un paio qui a Mandello)...
  • suzuki10000212
    fermoni e viziatelli :-) - io a capo nord ci sono stato con una suzuki 750 gsxr nel 1993 con donna e bagagli al seguito e ho impiegato meno d 10gg, passando x la svezia e partendo da roma :-) eeeeh bei ricordi
  • titti0506
    Il rientro in aereo - Cosi' ha voluto l'organizzazione, per ovvie ragioni di tempo: un viaggio di lavoro che ci ha impegnati 12 giorni, davvero tanti. L'ultima sera qualcuno di noi aveva quasi la lacrimuccia a veder caricare le "nostre" moto sul container. Moto che sono arrivate in fondo in perfette condizioni e che qualcuno, me compresa, avrebbe volentieri riportato a Mandello su strada. Coccole? Con tutti quei km????
  • titti0506
    A proposito di budget - I 6000 euro sono una stima che tiene conto di spese irrinunciabili, quali: benzina (si fa presto a fare i conti, moltiplicando per i km), pernottamento (certo in tenda si risparmia, ma non e' la condizione che ho considerato per stilare il budget), pasti (come detto un hamburgher con patatine in una stazione di servizio costa l'equivalente di 20 euro). Poi ognuno e' libero di "limare" dove vuole!!!
  • piz0402
    Ma come siete coccolati! - mi sembra abbiate speso troppo! Nel portafoglio 6000 euro e avevate la moto gia' bella pronta alla partenza. Direi che di avventura c'e' ben poco nel vostro viaggio, solo i chilometri ma siete pure tornati in aereo! Insomma!
  • flocker0303
    Vecchi ricordi - Ci son stato nel maggio del '92 con una California in solitaria. A causa del budget limitato ho sempre dormito in tenda tranne due notti proprio a Nordkapp in quanto a seguito di una nevicata "orizzontale" a causa del vento fortissimo che spazzo' via tutte le tende fui ospitato da un fotofrafo austriaco nel suo station wagon; 8 gradi sottozero costanti dalle 12.00 alle 24.00, auto in moto per
  • nlanciano
    Chieti/Capo Nord in solitaria.Km. 13.200 in 12 gg. - A proposito del viaggio da Mandello a Capo Nord con delle Guzzi e con rientro in aereo: forse le avevano spremute troppo!!! Voglio dire del mio viaggio a Capo Nord fatto a luglio 2011. Sono partito da Chieti in solitaria con una GS 1200. Sono passato da Austria, Germania (traghetto), Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia (Capo Nord). Ritorno lungo la E6 in Norvegia, Danimarca e giu' fino a casa.
  • franna
    Io la penso cosi' - Solo i giornalisti,con tutte le spese pagate possono fare questo viaggio,con delle Moto Guzzi. Perche' non invitate persone che sognono da una vita Capo Nord, io presempio non lo farei MAI con una GUZZI,pero' se e' gratuito,giuro ci proverei con questo cateneccio..........scusate gloriosa Moto Guzzi.... ciao alla prossima.
  • JoeBar-2
    Mi spiace andare contro - Ma nel luglio 2010 sono andato alle Lofoten, credo a 500km circa da Capo Nord, e il viaggio non mi e' piaciuto per niente. A parte la Germania dove ci sono veramente belle strade, e anche grandi foreste belle da attraversare, le strade Norvegesi da Trondhaim in poi e' una e basta, molto trafficata tra l'altro. Noi avevamo poco tempo, 15gg, chi ha piu' tempo la strada dei fiordi e' senz'altro meglio
  • mostronovecento
    Raid Mandello-Nordkapp 1991...2a parte - Nel '91 seguimmo il piu' possibile il percorso orginale raccontato da Naco in un suo diario di viaggio...per cui Svizzera-Liechtenstein-Austria-Germania (anche un pezzo della appena crollata Germania Est...impressionante la differenza con l'ovest)-traghetto fino in Svezia-Finlandia-Norvegia-Svezia-Danimarca-Germania (via traghetto, non c'era il lunghissimo ponte di adesso)-Svizzera...fantastico!!!
  • mostronovecento
    Raid Mandello-Nordkapp 1991...1a parte - Io ho la fortuna di aver fatto parte del gruppo di soci del MC Carlo Guzzi di Mandello del Lario (dove abito) che nell'estate '91 (dal 28/o7 al 26/08) ha portato REALMENTE a Capo Nord la Norge che fu di Naco Guzzi...infatti nel viaggio del '28 non era arrivato la', perche' non esisteva l'attuale tunnel ne' un servizio di traghetti (come nel '91), ma solo sulla costa piu' settentrionale della Norvegia
  • gdn1963
    Stupendo - Il mio viaggio di nozze nel 2007 con mia moglie, ormai non piu' con noi, stroncata da un tumore due anni fa all'eta' di 40 anni. Volevo ricordarla, citandola in questo mio post. Il viaggio piu' bello e affascinante della mia vita, e credetemi ne ho fatti molti. Una esperienza che solo chi ha avuto la fortuna di provare puo' comprendere. La consiglio caldamente a tutti. Ciao Diego
  • zecca0504
    La spesa... - Complimenti per il bel viaggio,anch'io ho in mente di ritornarci al piu' presto.Ma l'unica osservazione che vorrei fare e' sulla spesa.Io ho fatto anche il ritorno (Rimini-Nordkapp-Rimini) ma ho speso esattamente la meta' e quasi con il doppio dei chilometri....Ho ho sempre dormito nelle hytte e mangiato in semlici ristorantini.Ciao