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Carrello moto: tutto quel che c'è da sapere

Christian Cavaciuti
di Christian Cavaciuti il 13/03/2023 in Manutenzione
Carrello moto: tutto quel che c'è da sapere
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L’abitudine a trasportare una moto è sempre più diffusa, ma Il mondo dei carrelli ha regole articolate e non sempre intuitive. Vediamo in pochi punti tutte le cose importanti da sapere, a partire dalla fondamentale distinzione tra "appendici" e "rimorchi"

Un track day nel circuito dove corre la MotoGP, un’endurata con gli amici, una vacanza “multimodale”, con la moto al traino del camper o dell’auto. O ancora un viaggio per andare a recuperare quella 125 2T degli Anni 80 o 90 che avevi sempre sognato da ragazzo, e hai scovato ancora seminuova in un fondo di magazzino a qualche centinaio di chilometri di distanza.

Fosse per lui, il motociclista si muoverebbe sempre e soltanto su due ruote; ma sono numerose le occasioni in cui un carrello diventa un alleato prezioso. Perché la moto da muovere non è targata o non è targabile, perché non è assicurata, perché non è marciante… insomma, sono molti i casi in cui la faccenda si risolve con un carrello, la rampa per far salire la (o le) moto e gli occhielli per il fissaggio.

I carrelli moto hanno un costo ragionevole (si parte da circa 500 euro per uno usato, e anche quelli nuovi più grandi e completi non superano di solito i 2-3.000 euro) e si fissano al gancio traino. Va tenuto a mente che il montaggio del gancio traino è soggetto a collaudo e va di norma fatto da un’officina, il che porta il costo dell’operazione a circa 4-500 euro.

Una volta che il gancio traino è disponibile, si può pensare a quale carrello è più adatto alle proprie esigenze. Il Codice della Strada (art. 56) divide di fatto i carrelli in due grandi famiglie: i “carrelli appendice”, più semplici nella gestione ma anche più limitati nelle possibilità di carico, e i più grandi e complessi “carrelli rimorchio”.

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Il carrello appendice

I carrelli appendice possono avere al massimo due ruote (un asse) e dimensioni massime di 2,5 metri (lunghezza), 1,5 metri (larghezza) e 2,5 metri (altezza), con massa a pieno carico di 600 kg. Sono per definizione destinati esclusivamente al trasporto di “bagagli, attrezzi e simili” e sono a tutti gli effetti considerati parte integrante del veicolo a cui sono agganciati (per intenderci, come i classici portabici a sbalzo, che non hanno le ruote ma sono fissati al gancio traino).

Questo fatto comporta una serie di semplificazioni fondamentali:

  • Non richiedono targa propria, ma basta la targa ripetitrice gialla (identica alla targa del veicolo di riferimento)
  • La loro presenza è annotata unicamente sul libretto di circolazione del veicolo di riferimento
  • Non richiedono assicurazione (se non una piccola integrazione di quella del veicolo di riferimento ed eventualmente quella per “rischio statico”)
  • Non devono avere impianto frenante proprio
  • Non sono soggetti a revisione separata, ma seguono quella del veicolo di riferimento
  • Non richiedono una patente di guida diversa da quella richiesta per il veicolo di riferimento
  • Non mutano i limiti di velocità del veicolo (90 km/h sulle strade extraurbane, 130 km/h in autostrada).

Ci sono però pochi ma importanti vincoli:

  • Essendo parte integrante del veicolo, non possono circolare con veicoli diversi da quello di riferimento. Non possono cioè essere “prestati” se non unitamente al veicolo di riferimento
  • Il loro uso può essere solo privato e non professionale (no trasporto conto terzi)
  • I vincoli di dimensioni e massa a pieno carico li rendono adatti a trasportare al massimo un paio di moto off-road o una grande tourer o cruiser.

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Il carrello rimorchio

I carrelli rimorchio, invece, sono a tutti gli effetti veicoli indipendenti. Possono essere più grandi, avere due assi e portare carichi maggiori: sono insomma più versatili, ma anche più complessi a livello sia meccanico che gestionale, perché quando sono agganciati l’insieme veicolo + carrello diventa un autotreno. A due o quattro ruote, hanno come unico limite dimensionale quello che la lunghezza massima dell’insieme veicolo+carrello non deve eccedere i 12 metri. Ecco i punti salienti riguardo i carrelli rimorchio:

  • Hanno una propria carta di circolazione e una propria targa (per quelli immatricolati prima del 20 febbraio 2013 è necessario apporre sulla parte posteriore anche la targa ripetitrice della vettura a cui è agganciato)
  • Hanno un impianto frenante proprio
  • Sono soggetti a revisione indipendentemente dal veicolo di riferimento (dopo 4 anni dalla immatricolazione e poi ogni 2 anni)
  • Devono pagare un bollo annuale (generalmente di 25 euro ma stabilito su base regionale); i carrelli immatricolati per “trasporto di cose” ne sono esenti, ma il trasporto di moto rientra generalmente in altre categorie (di solito la “T.A.T.S.”, Trasporto Attrezzature Turistiche Sportive) che non sono esentate
  • Devono avere una assicurazione specifica
  • La loro massa totale deve essere compatibile con la massa rimorchiabile dal veicolo a cui sono agganciati (riportata nel libretto di circolazione); in ogni caso, con la patente B si possono trainare solo rimorchi leggeri (fino a 750 kg di massa totale a pieno carico), mentre i rimorchi pesanti richiedono la patente BE (valida fino a massa complessiva veicolo+rimorchio inferiore a 3.500 kg); per andare ancora oltre serve la patente B96
  • I limiti di velocità sono quelli previsti per gli autotreni: 70 km/h sulle strade statali e 80 km/h in autostrada
  • È possibile utilizzarli su veicoli diversi, non necessariamente agganciandoli a una sola auto.

Carrello moto: tutto quel che c'è da sapere

In sintesi

Le moto sono generalmente assimilabili a “bagagli, attrezzi o simili”, il che rende possibile trasportarle con carrelli classificati come "appendice". Se le esigenze di trasporto sono limitate a una o due moto, un carrello appendice è senz’altro la scelta più pratica ed economica. È anche la più “veloce” visto che consente di muoversi alle medie normalmente tenute in auto.

I rimorchi possono trasportare più moto, hanno la sicurezza fornita dall'impianto frenante indipendente ed essendo targati e assicurati per conto proprio possono essere usati da più veicoli diversi, al limite anche prestandoli a terzi. Attenzione però in questo caso, perché vista la presenza ormai diffusissima dei tutor, un viaggio in autostrada a 130 km/h con il carrello prestato da un amico si tradurrà con quasi assoluta certezza in sanzioni per migliaia di euro e decurtazione di moltissimi punti dalla patente.

Lo stesso accadrebbe del resto facendosi prestare un carrello appendice, che non può circolare con veicoli diversi da quello di riferimento (sul cui libretto è annotata la sua presenza); in ogni caso, la targa sarà diversa da quella dell’auto e i sistemi automatizzati come il tutor utilizzeranno come limiti di velocità quelli degli autotreni: in ogni caso, quindi il risultato non cambia.

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