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Triumph Tiger Sport 1050: test my 2013 1

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La prima cosa che salta all’occhio è il design, evoluzione quasi “naturale” del precedente modello Tiger 1050: la nuova carenatura dona alla Sport un aspetto più snello, sportivo e dinamico, mentre il nuovo gruppo ottico a quattro fari contribuisce a determinare una immagine rinnovamento.
La sella è ora più bassa (- 5 mm la porzione del pilota) ed è scomparso il caratteristico codino che puntava verso l’alto in funzione di una più razionale sistemazione del passeggero
Il propulsore a tre cilindri in linea rimane sostanzialmente l’unità del modello precedente, anche se i numerosi interventi apportati hanno consentito di ottenere, oltre all’incremento di potenza massima, anche 104 Nm di coppia a 4.400 giri/min
Altri interventi di affinamento hanno interessato l’iniezione e il cambio, con l’adozione di un nuovo selettore più robusto e di una sesta marcia più corta
La Tiger Sport vanta alcuni particolari di pregio, a cominciare dalle pedane poggiapiedi e dal manubrio “griffati” o ancora lo splendido monobraccio posteriore
In alcune finezze però la cura non è altrettanto maniacale, come nell’accoppiamento delle plastiche interne al cupolino, realizzate in materiale poroso e poco ricercato, o ancora nell’aspetto posticcio del tasto di comando delle manopole riscaldabili presenti sulla moto in prova
Anche la strumentazione, piccola ma pratica nella consultazione, meriterebbe un indicatore della marcia inserita
Dal blocchetto sinistro si comandano le varie funzioni della strumentazione e si visualizzano le informazioni di bordo. Prevista la possibilità di scegliere il disinserimento automatico oppure manuale degli indicatori di direzione
Grazie al nuovo telaietto posteriore in tubi di alluminio, sulla Tiger Sport è stato possibile montare borse laterali più spaziose, disponibili come optional, con una capienza di 31 lt (Sx) e 24,5 lt (dx) e capaci di contenere un casco integrale
Una volta in sella, la Tiger Sport conferma le sensazioni di leggerezza e dinamicità che il nuovo design lascia intendere
La ciclistica appare solida sul veloce e pronta a prodursi in angoli di inclinazione davvero notevoli in curva: il merito è di sospensioni dall’assetto eccellente che trasmettono nell’immediatezza quel che succede sotto le ruote
La posizione di guida è stata modificata grazie al manubrio più basso e ravvicinato al piano seduta. La sella è più bassa di 5 mm
Le sospensioni lavorano in modo coerente, tanto sulle buche quanto nelle situazioni in cui si “osa” un po’ di più. Le tarature ci sono parse perfette, cedevoli sulle buche pronunciate quanto calibrate nell’affondamento quando si spinge l’andatura, difficile chiedere di meglio
Anche sul veloce la Tiger Sport vanta numerose frecce al suo arco: se non fosse per una leggera vibrazione al manubrio e un riparo aerodinamico appena sufficiente, il comfort sarebbe esemplare, sotto forma di una posizione corretta e poco affaticante del busto
Disponibile tra gli accessori un ampio bauletto posteriore (55 lt) e diversi altri optional, come il cavalletto centrale, le manopole riscaldabili, il cupolino maggiorato, diverse tipologie di borse da serbatoio, lo scarico marchiato Arrow omologato e molto altro ancora

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