Yamaha T Max ABS, BMW C 650 Sport


di Stefano Borzacchiello Da Dueruote di Maggio 2016
Yamaha T Max ABS Dall'archivio Prove
  1. Yamaha T Max ABS
  2. 530,0 cc
  3. 46,5
  4. 2 cilindri in linea
  5. Euro3
  6. € 12.050 c.i.m.
  1. BMW C 650 Sport
  2. 647,0 cc
  3. 60,0
  4. 2 cilindri in linea
  5. Euro4
  6. € 11.450 c.i.m.

Design sportivo, prestazioni elevate, ma anche tanta praticità e comfort. BMW e Yamaha hanno gli scooter giusti per soddisfare chi non si accontenta e vuole avere un mezzo premium.

Chi sceglie lo scooter per i propri spostamenti quotidiani spesso bada al sodo, cerca l'essenziale. Punta a mettersi in garage un buon compromesso. Ma ci sono anche scooteristi che non si accontentano: vogliono un mezzo lussuoso, con soluzioni uniche, che si faccia notare; e soprattutto in grado di offrire prestazioni che non facciano rimpiangere una moto. Insomma: cercano sensazioni forti. Questi scooteristi, nonostante altre Case abbiano provato a ingolosirli, per 15 anni non hanno avuto dubbi: il mezzo capace di rispondere alle loro esigenze era solo il TMAX. Il maxi Yamaha, nato nel 2001 e giunto alla quinta generazione lo scorso anno, è rimasto in tutti questi anni il leader dei maxi bicilindrici. Ora però il bestseller di Iwata si trova a fare i conti con un avversario tosto come il BMW C 650 Sport, evoluto e migliorato rispetto alla prima serie proposta nel 2012 e con le carte in regola per far breccia nel cuore degli scooteristi più sportivi...che a prescindere dalla scelta sanno di dover staccare un assegno superiore agli 11 mila euro per portarsi a casa il nuovo mezzo.

Evoluzione della specie

Il TMAX è ormai un classico. Ha introdotto soluzioni come il motore bicilindrico in linea, la trasmissione con due cinghie, il telaio in alluminio che sono ormai un biglietto da visita collaudato. A queste nell'ultimo aggiornamento, datato 2015, si sono aggiunti un leggero lifting, con un frontale dominato da un gruppo ottico full-led molto efficace e che lo rende immediatamente riconoscibile nelle ore serali, una nuova forcella a steli rovesciati e un impianto frenante con pinze freno anteriori ad attacco radiale a 4 pistoncini. Nella dotazione del TMAX è compreso il sistema di avviamento con Smartkey e antifurto immobilizer: niente chiave, ma solo un telecomando che dialoga con la centralina. Nel blocchetto troviamo così, al posto della serratura, un doppio pulsante col quale si inserisce anche il bloccasterzo e si sblocca la serratura della sella. Non è un gadget, ma un sistema intuitivo di cui si apprezza l'utilità specie nei mesi invernali, quando non si perde tempo a cercare la chiave in tasca. L'evoluzione del TMAX ha migliorato negli anni la sua praticità: nel sottosella ampio si può sistemare un casco integrale, nel retroscudo c'è un piccolo vano sul lato destro, mentre sul lato sinistro c'è, di serie, la presa 12V. In questa versione "Lux Max" la colorazione, la sella lavorata, i loghi e i rivestimenti in alluminio delle pedane lo rendono esclusivo, e l'ABS è offerto di serie.

Seconda generazione

Dopo un primo tentativo BMW è tornata all'assalto migliorando il suo maxi sotto tutti i punti di vista. Il frontale, ora più aggressivo, monta un nuovo gruppo ottico; le plastiche sono più robuste e meglio accoppiate. Il restyling del C 650 Sport ha coinvolto anche la plancia: il manubrio ha un nuovo rivestimento e la strumentazione inediti quadranti. Invariata la capacità di carico, che ai due vani nel retroscudo, profondi e con cerniere ora più solide, aggiunge il sottosella che grazie al FlexCase, un soffietto estraibile realizzato in kevlar, consente di alloggiare nelle soste due caschi integrali. Per ora l'avviamento non prevede il keyless già adottato su altre BMW: il blocchetto è tradizionale. Girando la chiave si sblocca la serratura della sella e si apre lo sportellino del carburante, sistemato all'estremità della sella. Un punto pratico che, come sullo Yamaha, permette di far rifornimento senza scendere dal mezzo. Completano la dotazione le luci diurne automatiche: grazie ai sensori, quando la luce cala si accendono le luci anabbaglianti al posto di quelle di posizione. Il motore del BMW è rimasto invariato, ma ha ora una voce diversa: il nuovo scarico che rispetta la normativa sui rumori ECE R41-04 ha un sound più cupo. Ma è il lavoro fatto dai progettisti su mappatura e trasmissione che ha mutato il carattere del C 650 Sport. Ce ne accorgiamo alla prima accelerata: grazie alla nuova taratura del variatore CVT e della frizione, unita alla differente mappa del twin, il BMW ha una risposta piena e corposa ai bassi, risultando più convincente anche ai medi. Insomma, ora c'è più gusto a guidarlo. Inoltre, il controllo di stabilità ASC fa la differenza: è ben tarato e anche se si apre il gas con disinvoltura, la ruota posteriore non perde aderenza. Ma il C650, oltre che per il twin e per un impianto frenante potente a punto e ben gestibile, conquista per la posizione di guida accogliente. La corretta ergonomia trasmette una sensazione di controllo notevole, anche alle basse andature, alle quali la mole importante lo rende comunque più impegnativo da gestire negli slalom del TMAX. Usciti dalla città, il BMW si trasforma. In autostrada sfoggia doti da tourer, prestazioni eccellenti e comfort: non siamo a livello del fratello GT, ma la sella avvolgente, la possibilità di stendere le gambe e il parabrezza protettivo coccolano il pilota. Nel tratto guidato è poi una piacevole sorpresa, avendo un rigore e doti di guida che appagano anche quando si forza il ritmo. Per uno scooter 60 CV non so- no pochi, e grazie all'erogazione migliorata ora si possono sfruttare molto meglio.

La rivalità si accende

Il TMAX, è il caso di dirlo, ha trovato un rivale rinvigorito, ma ha ancora molte carte che possono far pendere l'ago della bilancia dalla sua parte. Del resto resta l'unico maxi capace di farti sentire immediatamente parte del mezzo. Un plus ottenuto grazie alla posizione di guida azzeccata e al bilanciamento della ciclistica: un equilibrio perfetto che consente di guidarlo in città come se fosse un 125 compatto, con la grande differenza che, appena si spalanca il gas, la trasmissione pronta e scattante proietta in un'altra dimensione. Gli oltre 200 kg di stazza sul TMAX quasi non si sentono, se non nelle soste quando la conformazione della sella abbastanza larga non consente ai piloti sotto ai 170 cm di toccare con tutto il piede. Preciso, svelto, con un impianto frenante pronto e potente (a cui all'inizio bisogna assuefarsi), il TMAX è anche assai reattivo e, sulle strade tortuose guizza fra le curve con un'agilità senza eguali. Il brio del motore, unito ad un sound pieno, appaga tutti i sensi. E grazie al ridotto impegno psicologico, la guida si gusta il doppio. Le vibrazioni poi sono pari a zero, anche quando si viaggia in autostrada. Qui però emerge... il lato B: una posizione di guida raccolta e costretta che riduce un po' il comfort sulla distanza. Le sospensioni sono eccellenti: digeriscono tutto e isolano il pilota dalle malformazioni. La "perfezione" raggiunta dallo Yamaha è quindi ancora un riferimento e i suoi 46,5 CV - sulla carta ben 13,5 meno del BMW - sono così ben distribuiti che non si sente la mancanza di qualcosa di più; tuttavia non sarebbe male un controllo di trazione a completare il "pacchetto sicurezza". Il TMAX si conferma quindi un mezzo premium versatile, adatto alla città come al divertimento. Il C 650 Sport è maturato e ora è un rivale temibile, capace di attirare chi vuole più performance e comfort.

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