SBK Phillip Island/2: nel segno di Rea


dalla Redazione martedì, 21 febbraio 2017
Il campione del mondo chiude con il miglior tempo la seconda giornata di test australiani. In scia alla Ninja le due Ducati con un velocissimo Melandri che precede il compagno Davies e l’altra Kawasaki di Tom Sykes. Settimo tempo per l'Aprilia di Savadori



Prove generali del Mondiale SBK finite a Phillip Island. Quel che è fatto è fatto, da venerdì con le prime prove inizierà il campionato 2017. Stagione in cui Jonathan Rea parte per il secondo anno con il numero uno sulla carena pronto per riconfermarlo. E dopo quanto fatto vedere nei test invernali, oggi ha rimarcato il concetto chiudendo al comando la seconda giornata di test precedendo con il crono di 1'30.545 le due Ducati. Con Marco Melandri secondo (1'30.575 ) che precede il compagno Chaz Davies (1'30.893).

Entrambi hanno immediatamente abbassato i tempi sul giro nella sessione mattutina, per poi concentrarsi a lungo sul passo di gara – soprattutto per quanto riguarda il rendimento degli pneumatici – con il progressivo innalzarsi delle temperature di aria e asfalto, per poi completare con successo un ultimo “time attack” nei minuti conclusivi. “Dopo una giornata resa difficile dal meteo, oggi siamo riusciti a partire con il piede giusto, ha commentato Marco Melandri. Al pomeriggio le condizioni erano un po’ più difficili a causa del caldo, che ha ridotto il grip, ma la squadra ha fatto davvero un ottimo lavoro. Abbiamo provato assetti nuovi, rivelatisi molto funzionali per me. La cosa che mi rende più ottimista è l’essere riusciti a sfruttare il grip con gomma nuova, che era stato il nostro punto debole durante tutto l’inverno. È solo un test ma è sempre importante avere buone sensazioni e sono fiducioso in vista del weekend, anche se lo affronterò un passo alla volta”. Ottimismo che traspare anche nelle parole di Chaz Davies. “In questi test abbiamo adottato un approccio cauto, senza stravolgere il nostro assetto di base seppur facendo qualche esperimento alla luce della natura particolare di questa pista, che rende la nostra moto un po’ più difficile da far girare in curva. Abbiamo lavorato nella giusta direzione, migliorando le sensazioni uscita dopo uscita ed avvicinandoci progressivamente al bersaglio, anche se c’è ancora margine di miglioramento. Abbiamo anche portato diverse soluzioni di gomme alla distanza di gara, con buoni risultati. Abbiamo già le idee chiare sui nostri prossimi passi, e le valuteremo da venerdì mattina”.

Quarto crono assoluto per un costante Tom Sykes (1'31.044) che precede un sempre più protagonista Xavi Forès (1'31.226) sulla Ducati del team Barni, la MV Agusta di Leon Camier (1'31.293) e l’Aprilia di Lorenzo Savadori (1'31.449). La rivelazione italiana della scorsa stagione è partito con il piede giusto precedendo il più esperto compagno Eugene Laverty autore del dodicesimo tempo (1'31.881).

Completano la top ten
della seconda giornata la Yamaha di Alex Lowes (1'31.629), la BMW di Jordi Torres (1'31.673) e la Kawasaki del team Puccetti del debuttante Randy Krummenacher (1'31.783) che precede la Ninja del team Pedercini affidata ad Alex De Angelis (1'31.794). La nuova Honda CBR1000RR con Nicky Hayden e Stefan Bradl rispettivamente autori del 14esimo 1'31.952 e 19esimo tempo 1'32.79 è ancora lontana dalle posizioni che contano, ma la moto è ancora in pieno sviluppo.

Per quanto riguarda gli altri italiani l’esordiente Riccardo Russo chiude in 18esima posizione con la Yamaha del team Guandalini con 1'32.77, mentre il rientrante Ayrton Badovini (1'33.139) è in fondo alla classifica dei tempi con la Kawasaki del team Grillini.
Ora piloti e squadre osserveranno ora una breve pausa in vista della prima sessione di prove ufficiali, fissata per le ore 09:45 locali di venerdì (23:45 CET di giovedì).

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