SBK Phillip Island: Rea vince in volata su Davies. Sykes a podio, Melandri out


di Matt Cape sabato, 25 febbraio 2017
La prima gara dell'anno regala grandi emozioni e certezze: il campione del mondo in carica resta l'uomo da battere, ma la Ducati c'è! Anche con Melandri, nonostante l'immancabile "polemicuccia" da evitare...


Via la ruggine dell'inverno e dentro la prima. Nel senso della manche di apertura, quella inaugurale, di un mondiale che si prepara ad offrire una gran bella stagione racing! Perché dentro gara1 lo spettacolo è stato subito protagonista, con una cavalcata di gruppo andata in scena per due terzi della corsa, lasciando poi i riflettori a quei ragazzi che - al solito - sanno fare la differenza. Ovvero gli stessi che hanno infiammato il finale di stagione 2016, e che da Phillip Island sono ripartiti esattamente da dove avevano concluso. Quindi Jonathan Rea subito vincente con la sua Kawasaki Ninja, ma con Chaz Davies e la Ducati Panigale R costantemente incollati agli scarichi, tanto da chiudere la prima volata dell'anno con un gap di soli 42 millesimi! Roba da fotofinish, che trova l'immediata replica nella bagarre per il terso posto. Anche qui è la ZX-10R ad avere la meglio, ma con un Sykes staccato di 1 secondo dai primi, alle prese con Lowes e la sua Yamaha R1, staccati di 32 millesimi sotto la bandiera a scacchi!
SBK Phillip Island: Rea vince in volata su Davies. Sykes a podio, Melandri out

 
E se proprio la Yamaha è stata un po' la sorpresa di questo avvio stagionale, sono tornati a confermarsi in grandissima forma Camier e la Mv Agusta F4 che con un grandissimo colpo di reni sono andati a prendersi un quinto posto epico, con solo 3 secondi di ritardo dai migliori. Detto che - ad onor del vero - il passo gara non è stato velocissimo, si è messo in luce anche Fores con l'altra Panigale gestita dal team Barni. Uno da tenere d'occhio per ambizione e potenzialità, dentro un calendario che premia spesso chi riesce ad essere costante...

Il capitolo dei "promossi con riserva" inizia, quindi, dal settimo posto della classifica, con Torres che porta la BMW S1000RR ad oltre 8 secondi dai primi. Lo spagnolo ci mette del suo è si conferma sempre "uno buono", ma evidentemente il lavoro invernale del box Althea non è bastato per avvicinarsi di più ai primi. Mentre il ritorno di Laverty in Superbike convince per motivazione e per quell'ottavo posto centrato con l'Aprilia RSV4 RF gestita da un rinato team Milwaukee. Certo 12 secondi dai primi non sono pochi, ma il potenziale per cresce durante la stagione è evidente. Anche guardando quello che ha fatto l'ottimo Savadori, sfortunato nella caduta in avvio e certamente da tenere d'occhio nella manche d'appello di domenica...

Chiudono la top ten un Van Der Mark (9°)ancora non a suo agio in sella alla R1, davanti a Krummenacher con la Ninja gestita dalla Puccetti Racing. Detto che proprio Van Der Mark, vede il suo ex compagno di box, Hayden, ben più staccato e in difficoltà. Nicky infatti chiude 11°, a +19". Tanto, ma con l'attenuante che la Honda CBR1000RR è praticamente appena nata! Dunque lecito che lo sviluppo stia di fatto iniziando solo adesso... Cosa che consola anche il debuttante in Superbike, Bradl: 15° e finito dietro addirittura a Reiterberger, Ramos e De Angelis. Forza e coraggio! Motivazione che serve ai piloti italiani, come Russo e Badovini, rispettivamente 16° e 17°, ma in particolare a Melandri.

Il ravennate merita di certo il pensiero di chiusura, perché il terzo posto in Superpole 2 ne ha certificato - per chi avesse ancora dubbi - che il talento del ragazzo è ancora intatto e smaltato, come la velocità. In gara poi la partenza ha rispettato le attese degli esperti, che lo davano subito per protagonista, con una guida agguerrita ed efficace. Così è stato, tanto che Marco si è anche portato al comando per qualche giro. Peccato, però, per quell'errore di valutazione nella sfida con Lowes a 7 giri dal termine, quando il 33 è finito dritto parcheggiando la sua Rossa nella sabbia. Una gestione forse maliziosa della manovra dell'inglese, forse un'abitudine alla lotta e alla concentrazione in gara che Melandri deve ovviamente ritrovare dopo il lungo stop. Ci sta, niente di clamoroso. Se non fosse per l'immancabile polemicuccia piazzata lì a fine corsa, che... "anche no, grazie". Comprensibile la delusione per quello che poteva essere subito un buon risultato, ma fa tutto parte del gioco, delle "sportellate" che proprio gli appassionati di Superbike tanto amano. Dunque, dai, un po' di "Occidentali's Karma" e via, che c'è già l'occasione per rifarsi in gara2.


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