Discutiamone: in moto sui monti dell'Atlante


di Riccardo Matesic martedì, 20 ottobre 2015
L'Africa che non si vede mai. Quella del Marocco, lontana dalle classiche mete turistiche e dai viaggi organizzati. L'hanno percorsa due nostri amici del Forum, a tratti in una spontanea carovana multietnica di motociclisti



Il Marocco in moto. L'Africa del deserto e delle dune, si, ma soprattutto l'Africa dell'Atlante, la grande catena montuosa.
Ne sono appena tornati due grandi viaggiatori del Forum di Dueruote, Pape e Puechenrico; rodata coppia da viaggio. Dopo la Tunisia e Capo Nord, ecco dunque questo stato posto a nord ovest del Continente africano.


L'idea è venuta a Natale dello scorso anno. L'organizzazione è partita a marzo. Poi c'è stato il terribile attentato di giugno dell'Isis in Tunisia. Ma il Marocco è lontano dall'attenzione dei terroristi, e i nostri due hanno deciso di partire lo stesso.


Sabato 3 ottobre eccoli imbarcarsi a Genova per 48 ore di nave, fino a Tangeri. A bordo fanno amicizia con altri motociclisti, di varie nazionalità. E finiranno per fare una buona parte del viaggio assieme.

Non hanno nulla di programmato, se non la prima notte. Poi tante cartine, tanta voglia di fuoristrada e di avventura.
Appena sbarcati restano scioccati per la guida dei locali, definita “folcloristica”. E le tante coltivazioni di cannabis. Poi i monti dell'Atlante, con la strada che corre anche a 2700 metri, incrociando solo villaggi con case di fango, sparsi a distanza di quasi centro chilometri uno dall'altro, in mezzo al nulla.

Regalano caramelle ai bambini che accorrono intorno alle loro moto, e scoprono l'ospitalità dei locali, in queste zone così poco turistiche. Che li ripagano entusiasti, invitandoli in casa a prendere del the.
Si rincontrano con i loro compagni di traversata in nave, e formano un gruppo di 8 moto e 11 persone, fra italiani, tedeschi, francesi e spagnoli. Una comitiva multietnica a spasso per l'Africa sconosciuta e non battuta dalle rotte turistiche.
Un viaggio dell'anima, scandito dalla continua incredibile mutevolezza dei paesaggi. Con le dune che “sembrano prendere fuoco con il sole della sera”.


 
L'ultimo giorno l'autostrada fino a Tangeri, con i venditori di frutta ai lati, le bici che attraversano e i contadini a dorso di mulo nell'aiuola spartitraffico.
Sabato 17 sono rientrati in Italia. Sul Forum ci sono già molte foto, e un po' di cronaca. A breve il report completo. Per ora Pape ha chiuso con una frase che dice già molto: “arricchimento interiore impagabile”.
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