12 Passi Dolomitici


di Salvatore Cimbali giovedì, 30 agosto 2012
In appena quattro giorni, oltre 1600 km e tanti passi alpini: ecco il resoconto del nostro lettore, 63 anni e tanta voglia di fare strada in sella…


12 Passi Dolomitici

 
Ci stavo pensando da un po' di fare un viaggio in Trentino, ma per impegni dei miei due amici di viaggio ho sempre rinviato… alla fine non ne potevo più così ho deciso: vado da solo!

 

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Caricata la mia CBF 1000 da Monza con base a Campitello di Fassa , avrei voluto fare la statale passando per il Tonale, poi per Fondo e Trento, ma ci voleva troppo tempo, così decido di fare l'autostrada del Brennero e uscire a Chiusa, in Valgardena: circa tre ore di stada.
Sono le 12 quando esco dall'autostrada, seguendo la direzione Valgardena: comincia lo spettacolo, sia per le strade molto belle e pulite che per il panorama. Ad un bivio scelgo di salire prima al passo Sella: strada larga e bella, panorami da restare incantati, in cima pausa caffè e pranzo a base di frutta, ridiscendo perché alla fine della discesa c'e il bivio per il passo Gardena, che percorro con molta calma, ma solo per gustare il panorama, anche se la strada invita ad aprire il gas; scendo a valle e, fatto qualche km, c'é il passo di Campolongo, ancora sempre belle strade e poco tempo necessario ad arrivare in cima. Qui mi concedo un piccolo riposino,e poi giù verso il bivio che mi porta al passo Pordoi , che per la bellezza merita una sosta più lunga.

Vista l'ora, circa le 17,30, decido di tornare alla base per la notte: a Campitello di Fassa scelgo un B&B, il Garni Tirolya, modesto e tranquillo con ricovero per la moto. I posti dove mangiare non mancano (io suggerisco il ristorante e pizzeria Kamelot).
Secondo giorno, si parte per Moena dove c'e il bivio per il Passo San Pellegrino: superato il passo proseguo per il passo Valles e per il passo Rolle, dove mi fermo per un caffè, e per ammirare le spendide Pale di San Martino. Proseguo in direzione San Martino di Castrozza, con breve sosta per visitare la città, riparto in direzione passo Cereda, passo Duran e passo Forcella di Straulanza, tutte strade molto belle, simili alla salita dello Stelvio, solo che qui sono tutte così e non si trovano tanti motociclisti perché i passi distano tra di loro pochi km.
Dal passo di Forcella di Straulanza, dopo una strada molto bella tra boschi e ruscelli, trovo il bivio per il mitico passo Giau: inizio la salita gustando la strada e i tornanti con calma, quasi a far durare di più la salita, mentre ci sono i soliti tedeschi con le BMW che sembrano a padroni della strada, e verso la fine delle salita, dietro a due tornanti mi imbatto in due Autovelox, proprio dove si deve dare gas!
In cima al passo lo spettacolo é assicurato, il panorama toglie il fiato.
Purtroppo il tempo non e' bello, c'e la solita "nuvola di Fantozzi" sopra il passo, per cui é meglio scendere verso Cortina; al bivio salgo verso il passo Falsarago che ha delle salite da togliere il fiato solo a vederle, non vorrei essere nei panni di centinaia di ciclisti che le affrontano. Comunque, prima di arrivare in cima ci sono 10 tornanti veramente belli e impegnativi.
In cima al Falsarago c'é la deviazione per il passo di Valparola: dal momento che sono già qui lo faccio… strada bella, con un rettilineo che sale sulla costa della montagna; poi ritorno al Falsarago e mi si presenta un dubbio: può essere che per tornare a Campitello devo per forza fare il Falsarago e Fedaia, oppure il passo Giau? Così decido di fare la discesa del Falsarago e il passo Fedaia, prima di arrivare a Canazei circa 3 km di distanza. Occhio: c'é un Autovelox!
Arrivo a Campitello per un meritato riposo, e domani c'é il Glokner!
La notte piove e al mattino e un po' incerto: come me, che attendo che il cielo si schiarisca e verso le 9,30 decido di partire da Campitello: sono 180 km, quando mi ricapita un'altra occasione di raggiungere il Glokner? Parto alle 10 e percorro il Fedaia, il Falsarago Cortina in direzione Dubbiago (circa 40 km), poi fino a Lienz dove si trovano le indicazioni per la strada del Glokner, circa 50 di asfalto bello in mezzo a prati e case di campagna con il forte odore tipico del letame; arrivo al casello, pago 22 euro e comincia a piovigginare (accidenti!), ci sono anche nuvole basse, il che mi preoccupa… infatti dopo pochi km trovo nebbia come se fossi in val padana, vorrei tornare indietro ma ormai sono qui, seguo dei motociclisti che mi portano fino in cima senza fare fatica, ma in cima non si vede niente. Sono deluso, ma mi rimane la speranza di tornare. È ora di pranzo: almeno potrò dire di aver pranzato al Grossglokner.
Verso le 15 decido di ritornare: aspetto i motociclisti dell'andata, per accodarmi a loro che mi portano fino al casello: da li strada scorre in senso inverso fino a Lienz, Dobbiaco Cortina, dove dopo 11 km c'é il bivio per le cime Lavaredo, proseguo per Cortina, passo Falsarago, passo Fedaia e infine Campitello.
Giornata un po' deludente per il tempo, ma fa parte del gioco…
Oggi è l'ultimo giorno: devo andare alle Cime di Lavaredo, quindi percorro passo Fedaia e passo Falsarago Cortina, poi proseguo per passo Tre Croci, lago di Misurina con prati e strade molto belle, deviazione Cime di Lavaredo e casello per il pedaggio (11 euro per 7 km di strada, anche se bella mi sembrano troppi); in cima lo spettacolo é meraviglioso, c'é poca gente ed é ancora più bello.
Il mio viaggio volge al termine, ho visto quello che volevo e sono soddisfatto, ritorno a Cortina, rifaccio il passo Falsarago, il passo Fedaia dove il gestore del bar ormai mi preparava il caffè appena suonavo il clacson, e come ultima visita mi concedo di fare la Marmolada, che é li a un tiro dal lago di Fedaia.
Ritorno a Canazei con molta attenzione all'autovelox, poi la mattina dopo si torna a casa, decido di fare ancora l'autostrada però da Ora, poco prima di Trento, perche tutti questi tornanti mi hanno affaticato: d'altronde, dopo 4 giorni e 1650 km percorsi, 30 passi non sono niente male per un 63enne motociclista da sempre…




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