Veneto e Trentino Alto Adige: le Pale di San Martino


Adattamento Web di Maria Vittoria Bernasconi. Foto di Stefano Casati giovedì, 21 maggio 2015
Un bel giro lungo strade piacevoli, circumnavigando il gruppo delle Pale di San Martino, spettacolare tratto dolomitico a cavallo tra Veneto e Trentino Alto Adige. Senza perdersi le deviazioni! Road book e gallery fotografica tutta da scoprire



Partenza e arrivo Mezzano
Lunghezza 161 km 
Quando partire Da maggio a ottobre
Ideale per Strade tortuose, natura e paesaggi, spunti eno-gastronomici
Moto adatte Tutte

Un viaggio attorno alle Pale di San Martino, il gruppo dolomitico dalla bellezza pura, intensa, evocativa, circondato da parchi e splendide strade tra il Veneto e il Trentino Alto Adige.

Il tracciato è tortuoso al punto giusto: divertente ma non troppo impegnativo.

Mezzano è partenza e arrivo: appena fuori dal borgo si percorre la strada della Val Noana, un’andata e ritorno molto piacevole. 

In cima ci si ferma al parcheggio, ma a piedi conviene arrivare alla foresta degli abeti giganti, che parte dalla casa forestale di Valpiana. Si torna a Mezzano e si riparte per la circumnavigazione del parco di Paneveggio e Pale di San Martino, passando prima in mezzo i paesi e poi tuffandosi tra le montagne.

Un’altra breve deviazione da non lasciarsi sfuggire è quella in val Canali, stretta e boscosa, proprio sotto le formazioni rocciose delle Pale. Si riprende la statale, guidando lungo il passo di Cereda, appena fuori da Primiero, e poi sulle curve lunghe e ben raccordate della forcella Aurina, tra pascoli e prati.
Dopo Agordo e Taibon si prosegue tra i torrioni dell’Agner e quelli delle Pale di San Lucano, nell’omonima e stretta valle. Questa deviazione non è battuta dal turismo di massa ma offre una vista insolita delle Pale.

Di nuovo a Taibon si procede verso nord, costeggiando il fiume Cordevole e si prosegue fino all’ingresso con la valle di Gares. Ecco il passo Rolle, gustoso e tortuoso e poi il passo Valles: soprattutto in questa parte del viaggio la strada è affollata di motociclisti, perlopiù stranieri.



 
Le soste da fare sono molte: meglio concentrarsi sulle più significative, come il centro visite del parco a Paneveggio e San Martino di Castrozza. Ma anche nei borghi appena fuori questo centro molto affollato: con un po’ di fortuna in qualche rifugio o nei bar più sperduti, si possono ascoltare i racconti della montagna, fatti dalla gente del posto. 

Chiudendo poi il viaggio di nuovo a Mezzano, mentre le storie di queste splendide montagne risuonano ancora nel casco.





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