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Sbk e corse
Sbk Germania Q1: "El toro" scalpita!
di Luca Sordi, foto Alex Photo
aggiornato il 07/09/2012 in
Sbk e corse
Carlos Checa fa volare la Ducati e stacca la provvisoria pole davanti a Giugliano, Sykes e Laverty. Si nasconde Biaggi, sesto, mentre una banale scivolata condanna Melandri a metà classifica. Haslam quinto con la migliore BMW
Nurburgring - Condizioni meteo ideali con sole e 47° sulla pista hanno accolto nel migliore dei modi i piloti della Superbike in questo terz'ultimo appuntamento della stagione 2012. Dopo la trasferta russa in cui si è consumato il sorpasso di Melandri su Biaggi era logico aspettarsi un duello subito al calor bianco tra i due ma per motivi diversi i contendenti al titolo si sono controllati da lontano.
Vedremo tra poco il motivo. Intanto, passata la delusione Russa, è tornata prepotentemente davanti la Ducati che ha piazzato gli alfieri del Team Althea nelle prime due posizioni della classifica. Carlos Checa è riuscito a girare sotto il record del tracciato grazie ad un eccellente lavoro svolto con il suo team. Su questa pista dove i twins di Bologna hanno sempre detto la loro, l'iberico ha saputo sfruttare al meglio gli pneumatici che la Pirelli ha fornito in questa occasione guidando al limite su di un tracciato in debito di grip. Davide Giugliano, anche se non ancora completamente in forma dopo i brutti voli nelle gare precedenti, ha attuato una strategia più prudente senza per questo risparmiarsi. Il romano ha girato con la SC1 1060, un pneumatico di mescola medio dura, ed è proprio con questo che ha staccato il suo crono migliore, una bella partenza dunque in vista delle gare di domenica.
Vedremo tra poco il motivo. Intanto, passata la delusione Russa, è tornata prepotentemente davanti la Ducati che ha piazzato gli alfieri del Team Althea nelle prime due posizioni della classifica. Carlos Checa è riuscito a girare sotto il record del tracciato grazie ad un eccellente lavoro svolto con il suo team. Su questa pista dove i twins di Bologna hanno sempre detto la loro, l'iberico ha saputo sfruttare al meglio gli pneumatici che la Pirelli ha fornito in questa occasione guidando al limite su di un tracciato in debito di grip. Davide Giugliano, anche se non ancora completamente in forma dopo i brutti voli nelle gare precedenti, ha attuato una strategia più prudente senza per questo risparmiarsi. Il romano ha girato con la SC1 1060, un pneumatico di mescola medio dura, ed è proprio con questo che ha staccato il suo crono migliore, una bella partenza dunque in vista delle gare di domenica.
Tom Sykes ha preso mezzo secondo dalla Ducati Campione del Mondo ma il britannico ha ancora una volta lasciato il segno rimanendo sempre al vertice senza farsi prendere dalla foga. L'inglese, che l'anno scorso si è aggiudicato gara 2, sarà tra i protagonisti, questo è certo. Laverty è stato il migliore in casa Aprilia andando a chiudere la virtuale prima fila dello schieramento, bruciando per pochi millesimi Leon Haslam, ormai vicinissimo alla firma del contratto che lo legherà la prossima stagione in casa Honda Ten Kate, e Max Biaggi. Il romano, apparso tranquillo e scherzoso a fine turno, ha svolto il consueto programma cercando di migliorare costantemente la propria prestazione.
Il primo tratto è quello in cui paga pegno, in particolare modo nei confronti della Ducati, ma il penta campione del mondo ha dichiarato di avere ancora un paio di modifiche da fare per venire a capo del problema. Contando le proverbiali difficoltà del primo giorno per Max il sesto posto di oggi è un risultato positivo anche in vista di quanto fatto dal suo primo rivale: Marco Melandri. Le libere del mattino lo hanno visto protagonista in positivo mentre nelle ufficiali del pomeriggio la situazione si è fatta difficile sin da subito. Scivolato alla staccata in fondo al rettilineo, una caduta banale con danni irrisori al mezzo, il talento tricolore non ha più riacquistato il feeling con il mezzo tanto da dover ricorrere alla soft posteriore per mettere una pezza su delle qualifiche che potevano diventare problematiche.
Il primo tratto è quello in cui paga pegno, in particolare modo nei confronti della Ducati, ma il penta campione del mondo ha dichiarato di avere ancora un paio di modifiche da fare per venire a capo del problema. Contando le proverbiali difficoltà del primo giorno per Max il sesto posto di oggi è un risultato positivo anche in vista di quanto fatto dal suo primo rivale: Marco Melandri. Le libere del mattino lo hanno visto protagonista in positivo mentre nelle ufficiali del pomeriggio la situazione si è fatta difficile sin da subito. Scivolato alla staccata in fondo al rettilineo, una caduta banale con danni irrisori al mezzo, il talento tricolore non ha più riacquistato il feeling con il mezzo tanto da dover ricorrere alla soft posteriore per mettere una pezza su delle qualifiche che potevano diventare problematiche.
Anche lui al pari degli altri ha accusato la mancanza di grip del tracciato tedesco, un problema di non poco conto visto che per ovviare all'handicap probabilmente imporrà al team tedesco di optare per soluzioni morbide in vista della gara facendo tornare prepotentemente fuori il chattering, croce e delizia della S1000RR. Settimo Rea davanti a Camier e Davies. L'inglese è al centro del mercato ed i rumors che lo danno ormai accasato in BMW lo hanno forse un po' distratto, ne riparleremo con calma. Buon decimo tempo per Zanetti mentre deludono ancora i piloti del Team BMW Italia con Badovini quattordicesimo e Fabrizio dietro a lui ad una manciata di decimi. In Superpole al momento Canepa. Fuori Salom, Hopkins, Berger, Aoyama, Lanzi, McCormick, Lundh e Brignola.
1. Checa (Ducati) 1'55.307 alla media di 160.382 km/h;
2. Giugliano (Ducati) 1'55.750;
3. Sykes (Kawasaki) 1'55.802;
4. Laverty (Aprilia) 1'55.813;
5. Haslam (BMW) 1'55.828;
6. Biaggi (Aprilia) 1'55.838;
7. Rea (Honda) 1'55.891;
8. Camier (Suzuki) 1'55.949;
9. Davies (Aprilia) 1'56.399;
10. Zanetti (Ducati) 1'56.461;
11. Guintoli (Ducati) 1'56.465;
12. Melandri (BMW) 1'56.497;
13. Baz (Kawasaki) 1'56.981;
14. Badovini (BMW) 1'57.024;
15. Fabrizio (BMW) 1'57.077;
16. Canepa (Ducati) 1'57.434;
17. Salom (Kawasaki) 1'57.468;
18. Hopkins (Suzuki) 1'57.592;
19. Berger (Ducati) 1'57.729;
20. Aoyama (Honda) 1'58.286;
21. Lanzi (Ducati) 1'59.145;
22. McCormick (Ducati) 1'59.712;
23. Lundh (Kawasaki) 1'59.763;
24. Brignola (BMW) 2'00.676.
2. Giugliano (Ducati) 1'55.750;
3. Sykes (Kawasaki) 1'55.802;
4. Laverty (Aprilia) 1'55.813;
5. Haslam (BMW) 1'55.828;
6. Biaggi (Aprilia) 1'55.838;
7. Rea (Honda) 1'55.891;
8. Camier (Suzuki) 1'55.949;
9. Davies (Aprilia) 1'56.399;
10. Zanetti (Ducati) 1'56.461;
11. Guintoli (Ducati) 1'56.465;
12. Melandri (BMW) 1'56.497;
13. Baz (Kawasaki) 1'56.981;
14. Badovini (BMW) 1'57.024;
15. Fabrizio (BMW) 1'57.077;
16. Canepa (Ducati) 1'57.434;
17. Salom (Kawasaki) 1'57.468;
18. Hopkins (Suzuki) 1'57.592;
19. Berger (Ducati) 1'57.729;
20. Aoyama (Honda) 1'58.286;
21. Lanzi (Ducati) 1'59.145;
22. McCormick (Ducati) 1'59.712;
23. Lundh (Kawasaki) 1'59.763;
24. Brignola (BMW) 2'00.676.
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