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Sbk Silverstone: Tempo perturbato per squadre e piloti

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Non è stata solo la pioggia a stravolgere la gara. La BMW sanzionata con ammonizione ed ammenda pecuniaria ma recupera ancora con Melandri su Biaggi. Brilla il sole in casa Kawasaki con un baby campioncino dal grande avvenire: Loris Baz

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Loris Baz, una splendida conferma in casa Kawasaki
Sbk Silverstone: Tempo perturbato per squadre e piloti
Silverstone - La Superbike pensava di aver archiviato polemiche e problemi a Monza ed invece a tre mesi da quella difficile giornata si è rivissuto un copione simile. In Italia come in Gran Bretagna è stata la pioggia la vera discriminante che ha fatto saltare ancora una volta tutti i parametri stravolgendo il significato stesso delle gare. Condizioni estreme certo che sono state interpretate in modo diverso da coloro che lottavano per la classifica di campionato e gli altri che non avevano più niente da perdere.
In tutto questo non poteva mancare una riflessione nei confronti della Pirelli, fornitore unico degli pneumatici, ma la casa italiana anche in questo caso non può essere colpevolizzata. In gara 1 quasi tutti hanno giocato la carta delle slick prendendosi tutti i rischi del caso qualora la pioggia fosse tornata prima della fine, come realmente è successo, ma anche quei pochi che hanno preso il via con le rain (Smrz, Guintoli) o con le intermedie (Berger e Canepa solo sull'anteriore) hanno comunque potuto finire dignitosamente la prova anche se pesantemente distaccati dagli altri, come è logico che fosse.
In gara 2 questo problema non si è posto perché le rain sono divenute obbligatorie per tutti viste le condizioni del tracciato, ma l'intensificarsi della pioggia, qualche debacle tecnica ed alcune cadute, hanno lasciato sull'asfalto una patina di benzina e olio che ha reso impossibile la continuazione della manche. L'operato della Race Direction poi, che ha tutelato la sicurezza dei piloti, non può essere messo in dubbio così come l'applicazione della norma 1.26.1 del regolamento in merito all'interruzione anticipata della gara con bandiera rossa con relativa classifica al giro precedente nel quale tutti hanno tagliato il traguardo.
Rimane il dubbio se non fosse stato il caso di far ripartire la manche ma in quel momento, visto le condizioni meteo ed il lavoro da fare da parte dei commissari per ripulire per quanto possibile la pista, è stato decisa la chiusura definitiva per non andare incontro a problemi ancora peggiori. La tegola più pesante però è tutta nel reclamo fatto dall'Aprilia ai danni della BMW per quanto successo alla ripartenza di gara 1. In effetti l'intervento sulla moto del ravennate è andato oltre i termini consentiti (a tre minuti dal via i meccanici devono essere fuori), anche se non è stato l'unico a commettere questa infrazione. L'elasticità tenuta dagli organizzatori è da vedere in generale non solo nei confronti del marchio dell'elica. Si è cercato di salvaguardare lo spirito della competizione ma si è creato un delicato precedente visto che la sanzione comminata è solo stata un'ammonizione ufficiale ed una multa.
C'è da scommettere che nel futuro le cose andranno ad esasperarsi perché, giustamente per altro, le gare non si vincono solo con i mezzi meccanici ma anche con le corrette strategie dai box. Tutto questo però non deve far passare in secondo piano il risultato sportivo vissuto in un week end difficile e contrastato. La tappa inglese, che doveva arridere a Tom Sykes, si è rilevata per il britannico una vera e propria Caporetto. Forse, al di là di tutto, chi è uscito con le ossa rotte da Silverstone è stato proprio lui surclassato dalla grinta di un giovane che è letteralmente esploso nelle ultime due gare: Loris Baz.
Il francesino si è fatto un baffo della pioggia ed ha guidato da Dio sino dal primo giorno ricacciando in un angolo l'ingombrante compagno di squadra. Sino ad oggi era lui il deputato alla partenza per altri lidi in ottica 2013, magari da far crescere in una struttura satellite, ora potrebbe diventare la pedina irremovibile alla quale affiancare un top rider di assoluto livello. Sylvain Guintoli non poteva sfruttare al meglio la situazione, lui che sulla guida sul bagnato ha sempre fatto la differenza. Il francese ha buttato giù un rospo a Brno grazie al benservito della sua ex squadra (il team Effenbert che, tra l'altro, non sarà presente in Russia)mentre all'esordio con un piccolo, ma efficiente team privato, ha sbancato.
La decisione sbagliata in gara 1 ci poteva stare, ma Guinters ha dimostrato carattere e determinazione, un bel viatico per il Team Pata che ha deciso di dargli fiducia sino alla fine della stagione. Mentre Badovini e Fabrizio tirano un grande sospiro di sollievo mettendo una pezza su di una stagione sotto tono, gli ufficiali BMW hanno tenuto botta su di un tracciato che ha fatto tornare fuori drammatici problemi di chattering. Melandri ha rischiato di brutto ma il piccolo passo in avanti su Biaggi alimenta ancor più le speranze iridate.
Al romano sono girate tutte storte sino dalle prove. Problemi con la squadra nelle prove, gara 1 affrontata con assetto da asciutto e terminata con un brutto volo, gara 2 interrotta quando era in piena rimonta. Non è un bel momento per lui ma si sa, il corsaro proprio nei momenti difficili tira fuori il meglio di sé. Un ultima riflessione per Checa e Giugliano. In condizioni normali lo spagnolo non avrebbe avuto problemi a bissare le vittorie della passata stagione, lo si è visto anche in gara 1 fintanto che non è iniziato a piovere, nella successiva anche lui è rimasto vittima dell'asfalto. La testa della classifica è ancora lontana ma è pur vero che con otto manche…mai dire mai! Dispiace invece per Davide Giugliano. Il romano va fortissimo e la voglia di sfondare lo porta in talune occasioni a prendere dei gran rischi con relative cadute. Un bello stop di tre settimane per riprendersi dagli acciacchi e riposarsi prima di affrontare una gara nuova per tutti è un sacrosanto toccasana, lì potrebbe davvero fare la differenza.
Silverstone - Giusto il tempo per far svolgere sull'asciutto la gara della Supersport che il balletto delle gomme si è puntualmente ripresentato poco secondi prima del via di gara 2. I piloti hanno concluso il giro di ricognizione e si sono ritrovati ancora una volta in griglia a cambiare gli pneumatici. Con l'acqua tornata a farsi viva la Race Direction non ha potuto fare altro che dichiarare "wet race" . Dopo il nuovo giro di ricognizione Sykes ha preferito passare dai box per regolare le forcelle partendo però dalla pit lane.
L'inglese tra l'altro è stato l'unico a partire con l'intermedia posteriore mentre tutti gli altri hanno optato per le rain. Pronti, via, e subito due Ducati sono sparite all'orizzonte, quelle di Guintoli e Smrz. La proverbiale dolcezza d'erogazione dei twins ha fatto la differenza, così come confermato da Giugliano in bella lotta nel gruppo a ridosso dei primi. Il margine conquistato dai primi nelle fasi iniziali è stato così ampio da rappresentare un ostacolo insormontabile per tutti ma non per Loris Baz, in stato di grazia ed in pieno recupero anche sotto la pioggia battente ,seguito in questo dal romano di casa Althea ben determinato a chiudere in positivo un week end in cui gli è capitato di tutto e di più.
Con Camier fuori per rottura meccanica si è assistito allo spettacolo di due blocchi compatti. Nel primo due vecchie volpe veloci sull'acqua come Guintoli e Smrz con un nugolo di giovani tipo Baz, Giugliano, Davies e Berger, l'altro invece dei top rider attenti alla classifica di campionato ben poco disposti a prendersi rischi eccessivi. All'inizio dell'ottavo giro Davide è volato nella curva che immette nel rettilineo, probabilmente per aver messo le ruote sull'olio, ben presto imitato da un nugolo di piloti che sono caduti come birilli. Haslam, poi rientrato in pista ma che incolpevolmente potrebbe aver peggiorato la situazione con la rottura del carter, Badovini, Rea, Smrz, Checa, Berger, Sykes e Baz.
Con un manicomio del genere l'esposizione della bandiera rossa al decimo passaggio è stata la logica conseguenza, una scelta per la sicurezza del tutto ineccepibile. Il caos purtroppo è avvenuto poco dopo in vista della decisione definitiva da prendere in merito ad un nuovo via o meno. Dopo aver visionato i filmati e controllato i dati alla mano con i cronometristi, è stata ufficializzata la classifica all'ottavo passaggio e non al nono come da prassi in quanto in quel giro non tutti hanno tagliato la linea del traguardo. Il mancato restart, per lasciare il tempo ai commissari di ripulire i punti incriminati, ha chiuso la giornata con l'assegnazione del 50% di punteggio.
A fronte di tutto ciò la classifica parla chiaro: Melandri è a soli 10,5 punti da Biaggi mentre Sykes e Checa, con ancora 200 punti da assegnare possono continuare a lottare per il titolo 2012. Coda polemica a fine gara con una formale protesta dell'Aprilia nei confronti della BMW. Termini del contendere il ritardo dei meccanici di Melandri nel lasciare la griglia di partenza, la classifica all'ottavo passaggio e l'assegnazione di metà punteggio. La giornata si presenta lunga e perigliosa.
1. Guintoli (Ducati) 8 Giri in 19'42.051 alla media di 143.799 km/h;
2. Baz (Kawasaki) 0.881;
3. Smrz (Ducati) 1.671;
4. Laverty (Aprilia) 19.045;
5. Berger (Ducati) 22.116;
6. Checa (Ducati) 23.736;
7. Davies (Aprilia) 24.690;
8. Melandri (BMW) 26.197;
9. Rea (Honda) 26.861;
10. Hopkins (Suzuki) 27.194;
11. Biaggi (Aprilia) 29.243;
12. Sykes (Kawasaki) 30.328;
13. Fabrizio (BMW) 32.746;
14. Aoyama (Honda) 34.905;
15. Canepa (Ducati) 35.849;
16. Zanetti (Ducati) 40.091;
17. Haslam (BMW) 58.530;
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