Sbk e corse
Sbk Brno: BMW il successo di un gruppo!
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Molto di più di una doppietta, molto di più di un exploit sportivo, il Team Motorrad Motosport è pronto ad incollare il numero 1 in carena
Brno - Sapete cosa ci è venuto da pensare quando, a gare concluse, siamo passati davanti al box BMW? Ebbene nelle manifestazioni di giubilo, nella gioia generale, nel "casino" tutto tricolore della passione per Melandri abbiamo capito che anche il colosso di Monaco per diventare vincente abbia avuto bisogno degli italiani. Non scopriamo certo l'acqua calda, c'è chi, molto più autorevole di noi, aveva fatto presente come stavano le cose ed aveva dato, in tempi non sospetti, una chiave di lettura precisa per risolvere l'ingarbugliata matassa di un gruppo sulla carta invincibile ma nella realtà fragilissimo.
L'uomo è stato Davide Tardozzi ma non erano maturi i tempi, non c'erano neppure i piloti realmente capaci e si è perso del tempo prezioso, una parentesi che il vulcanico manager ravennate, da sempre abituato a ragionare di "corsa", non poteva aspettare. Da lì il divorzio e scelte sbagliate che hanno di fatto affondato ancora più il progetto. Poi la rivoluzione, l'arrivo di un pilota scomodo (solo per timidezza non per spocchia) come Marco Melandri, un manager al quale finalmente si è dato i giusti poteri, Andrea Dosoli, ed un uomo BMW quale Bernhard Gobmeier, non più presente solo come "eminenza grigia" ma nel vivo del box, senza la formale rigidità teutonica.
Ora la S1000RR è vincente, ora è una moto che ha i numeri giusti per arrivare ad entrare nell'Olimpo, ora la squadra è un gruppo compatto e coeso. La svolta è tutta qua ed a Monaco, galvanizzati dai primi risultati si sono rimboccati le maniche ed hanno lavorato con lo slancio e l'entusiasmo che solo noi sappiamo trasmettere. Melandri, dopo aver regalato al marchio dell'elica, la prima vittoria della storia in Superbike oggi ha replicato con un evento altrettanto di spessore quale la prima doppietta (tra l'altro anche per se stesso) ed il primo reale affondo per la corona iridata.
L'uomo è stato Davide Tardozzi ma non erano maturi i tempi, non c'erano neppure i piloti realmente capaci e si è perso del tempo prezioso, una parentesi che il vulcanico manager ravennate, da sempre abituato a ragionare di "corsa", non poteva aspettare. Da lì il divorzio e scelte sbagliate che hanno di fatto affondato ancora più il progetto. Poi la rivoluzione, l'arrivo di un pilota scomodo (solo per timidezza non per spocchia) come Marco Melandri, un manager al quale finalmente si è dato i giusti poteri, Andrea Dosoli, ed un uomo BMW quale Bernhard Gobmeier, non più presente solo come "eminenza grigia" ma nel vivo del box, senza la formale rigidità teutonica.
Ora la S1000RR è vincente, ora è una moto che ha i numeri giusti per arrivare ad entrare nell'Olimpo, ora la squadra è un gruppo compatto e coeso. La svolta è tutta qua ed a Monaco, galvanizzati dai primi risultati si sono rimboccati le maniche ed hanno lavorato con lo slancio e l'entusiasmo che solo noi sappiamo trasmettere. Melandri, dopo aver regalato al marchio dell'elica, la prima vittoria della storia in Superbike oggi ha replicato con un evento altrettanto di spessore quale la prima doppietta (tra l'altro anche per se stesso) ed il primo reale affondo per la corona iridata.
Arrivata dopo prove non facili, nelle quali non è mancata neppure una brutta caduta, complicata da una situazione meteo bizzarra come solo il 2012 sembra voler riservare al mondiale delle derivate di serie, ha sbaragliato la concorrenza piegando un osso durissimo come Biaggi, sulla pista a lui più favorevole, sovrastando una Kawasaki che ormai è a tutti gli effetti la terza forza del torneo, sconfiggendo l'incubo del "chattering" malattia virale dagli effetti devastanti che sembra infettare tutto il paddock. Marco è in palla e quando un pilota si sente bene, ha gli uomini giusti che lavorano con lui e si sente parte di un progetto, beh…sono "problemi amari" per tutti. Che il talento nostrano sia reale e tangibile lo si conferma anche con le scelte future del colosso germanico che coinvolgeranno la gemella struttura italiana che porterà nel 2013 le moto ufficiali a correre nel mondo….e si sa che i tedeschi sono tosti e per niente inclini ai voli pindarici.
Tra l'altro prende sempre più corpo la possibilità di ritrovare un ex campione del mondo da affiancare a Melandri la prossima stagione, un uomo che rappresenta uno sbocco importante a livello commerciale come l'America, un pilota che ha ancora molto da dare a questo sport e che si chiama Ben Spies. Tornando a noi non possiamo non parlare di Max. Il pentacampione ha commesso un errore nelle prove che lo ha condannato, in gara ha sofferto per il virus sopra scritto ed è ripartito da Brno senza la baldanza di colui che ha giocato i jolly del mazzo facendo cappotto dei rivali, ma leccandosi le ferite consapevole solo di aver limitato dei danni che avrebbero potuto essere ben più gravi.
Tra l'altro prende sempre più corpo la possibilità di ritrovare un ex campione del mondo da affiancare a Melandri la prossima stagione, un uomo che rappresenta uno sbocco importante a livello commerciale come l'America, un pilota che ha ancora molto da dare a questo sport e che si chiama Ben Spies. Tornando a noi non possiamo non parlare di Max. Il pentacampione ha commesso un errore nelle prove che lo ha condannato, in gara ha sofferto per il virus sopra scritto ed è ripartito da Brno senza la baldanza di colui che ha giocato i jolly del mazzo facendo cappotto dei rivali, ma leccandosi le ferite consapevole solo di aver limitato dei danni che avrebbero potuto essere ben più gravi.
Nel box Aprilia ci sono persone competenti e preparate ma l'impressione è che l'affanno o la paura abbiano tolto un briciolo di serenità nelle scelte strategiche. Scelte invece che stanno andando nella giusta direzione per la Kawasaki. Ok, lo ammettiamo, abbiamo bollato Sykes solo come "rocket man" ed invece, vuoi per la crescita del mezzo, vuoi per il suo talento, la ZX10R non è più quella bestia inguidabile che straborda di cavalli impossibili da domare, ma un mezzo con il quale tenere testa, eccome, all'accoppiata Melandri/BMW.. e se questo non vi sembra sufficiente… La marca in verde sta vivendo un momento sportivo estremamente favorevole visto che al mattino ha monopolizzato la Superstock 1000 ed ha dominato pure in Supersport,un nuovo corso che ovviamente accende il mercato ma che noi speriamo invece rimanga inalterato.
La gara di Loris Baz, campioncino che ha vinto l'europeo 600 Superstock nel 2008, è stata una chicca preziosa che non fa altro che confermare la presenza di giovani da far crescere. Le stesse considerazioni che replichiamo per Davide Giugliano, grandissimo nelle prove ma ancora non altrettanto incisivo in gara. Il romano comunque c'è e lo sa bene anche la Ducati che mira senza mezzi termini a tenerselo stretto. Un'ultima riflessione è tutta per Carlos Checa. Stimiamo tantissimo lo spagnolo e ci auguriamo di cuore che rimanga dov'è. La Ducati se ancora può cullare un sogno iridato è grazie a lui e statene certi che "el toro" ci proverà sino alla fine pur consapevole di correre sempre al 110%. L'iberico lo sa, a volte sbaglia, ma è l'uomo giusto nel luogo giusto, la nuova Panigale, che facile non è, ha bisogno di lui.
La gara di Loris Baz, campioncino che ha vinto l'europeo 600 Superstock nel 2008, è stata una chicca preziosa che non fa altro che confermare la presenza di giovani da far crescere. Le stesse considerazioni che replichiamo per Davide Giugliano, grandissimo nelle prove ma ancora non altrettanto incisivo in gara. Il romano comunque c'è e lo sa bene anche la Ducati che mira senza mezzi termini a tenerselo stretto. Un'ultima riflessione è tutta per Carlos Checa. Stimiamo tantissimo lo spagnolo e ci auguriamo di cuore che rimanga dov'è. La Ducati se ancora può cullare un sogno iridato è grazie a lui e statene certi che "el toro" ci proverà sino alla fine pur consapevole di correre sempre al 110%. L'iberico lo sa, a volte sbaglia, ma è l'uomo giusto nel luogo giusto, la nuova Panigale, che facile non è, ha bisogno di lui.
Sbk Gara 2 : Melandri concede il bis!
Brno - Allo start di gara 2, a parte il solito sprint di Tom Sykes, una certezza per queste cose, abbiamo visto un ottimo Biaggi che ha passato un treno di persone arrivando poco dopo a conquistare l'ottava posizione. Il romano ha messo tanto del suo in questo prima parte ed averlo lì subito a stretto contatto con i primi ha agitato le acque a tutti, compresi gli alfieri BMW che certo non si sono fatte mancare le cortesie pur di stare il più avanti possibile.
Se Max ha rappresentato uno spauracchio Checa se ne è accorto e lo spagnolo si è messo subito in scia a Melandri per togliersi di torno uno scomodissimo rivale. Laverty ha lasciato il passo al romano che al sesto giro ha acciuffato la quarta piazza, mentre davanti Sykes ha iniziato a mollare decimi preziosi. Marco ha braccato l'avversario guidando forte ma pulito tenendo costantemente monitorata la situazione, Checa, al limite in ogni punto del tracciato, ha gestito bene Biaggi che dopo l'ottimo avvio ha perso poi lo slancio iniziale. Il romano, in difficoltà con il chattering della sua moto, ha tenuto botta sino a che le gomme hanno retto poi ha dovuto alzare bandiera bianca limitandosi a gestire la situazione. A metà classifica degli ottimi confronti con Laverty, Haslam,Giugliano, Davies e Baz, con quest'ultimo che ha evidenziato, a fronte di una limitatissima esperienza, tutto il reale potenziale della marca di Akashi.
Al quattordicesimo passaggio il primo vero affondo dell'alfiere di casa BMW al momento ribattuto dal rivale, un parentesi della gara in cui tutto è sembrato cristallizzarsi in vista delle battute finali. Al sedicesimo il sorpasso decisivo ma il lampo bianco/blu ha rischiato di trasformarsi in un fuoco di paglia vista la furiosa imbarcata presa alla fine del tratto in salita, una manovra salvata solo dall'istinto che avrebbe potuto avere conseguenze letali. Tom è tornato leader e per un paio di tornate è riuscito a respirare in modo normale. L'ultimo giro ha regalato due minuti d'apnea e poi per Melandri è arrivato il trionfo.
Prima doppietta personale nel mondiale Superbike, prima doppia vittoria per la casa di Monaco e soprattutto un divario dalla vetta ridotta a soli ventuno punti su Biaggi quando ce ne sono ancora 200/250 da assegnare da assegnare(se Portimao dovesse saltare). Sykes ha fotocopiato la piazza d'onore della frazione precedente mentre "El toro" è salito con merito sul gradino più basso del podio. Per Max una brutta batosta, più che altro psicologica in quanto il romano contava molto su questa gara da sempre suo feudo personale. Ha monetizzato tanto è vero ma il margine ora è ridotto ed il futuro sempre più incerto. L'Aprilia ha piazzato poi Laverty quinto e Davies sesto mentre Haslam, malinconicamente, ha fatto suo il confronto con Baz. Fabrizio e Giugliano hanno raccolto poco alla fine, ancora meno Smrz e Berger dopo le premesse di gara 1.
Se Max ha rappresentato uno spauracchio Checa se ne è accorto e lo spagnolo si è messo subito in scia a Melandri per togliersi di torno uno scomodissimo rivale. Laverty ha lasciato il passo al romano che al sesto giro ha acciuffato la quarta piazza, mentre davanti Sykes ha iniziato a mollare decimi preziosi. Marco ha braccato l'avversario guidando forte ma pulito tenendo costantemente monitorata la situazione, Checa, al limite in ogni punto del tracciato, ha gestito bene Biaggi che dopo l'ottimo avvio ha perso poi lo slancio iniziale. Il romano, in difficoltà con il chattering della sua moto, ha tenuto botta sino a che le gomme hanno retto poi ha dovuto alzare bandiera bianca limitandosi a gestire la situazione. A metà classifica degli ottimi confronti con Laverty, Haslam,Giugliano, Davies e Baz, con quest'ultimo che ha evidenziato, a fronte di una limitatissima esperienza, tutto il reale potenziale della marca di Akashi.
Al quattordicesimo passaggio il primo vero affondo dell'alfiere di casa BMW al momento ribattuto dal rivale, un parentesi della gara in cui tutto è sembrato cristallizzarsi in vista delle battute finali. Al sedicesimo il sorpasso decisivo ma il lampo bianco/blu ha rischiato di trasformarsi in un fuoco di paglia vista la furiosa imbarcata presa alla fine del tratto in salita, una manovra salvata solo dall'istinto che avrebbe potuto avere conseguenze letali. Tom è tornato leader e per un paio di tornate è riuscito a respirare in modo normale. L'ultimo giro ha regalato due minuti d'apnea e poi per Melandri è arrivato il trionfo.
Prima doppietta personale nel mondiale Superbike, prima doppia vittoria per la casa di Monaco e soprattutto un divario dalla vetta ridotta a soli ventuno punti su Biaggi quando ce ne sono ancora 200/250 da assegnare da assegnare(se Portimao dovesse saltare). Sykes ha fotocopiato la piazza d'onore della frazione precedente mentre "El toro" è salito con merito sul gradino più basso del podio. Per Max una brutta batosta, più che altro psicologica in quanto il romano contava molto su questa gara da sempre suo feudo personale. Ha monetizzato tanto è vero ma il margine ora è ridotto ed il futuro sempre più incerto. L'Aprilia ha piazzato poi Laverty quinto e Davies sesto mentre Haslam, malinconicamente, ha fatto suo il confronto con Baz. Fabrizio e Giugliano hanno raccolto poco alla fine, ancora meno Smrz e Berger dopo le premesse di gara 1.
Sbk Gara 2 : i tempi
1.Melandri (BMW) 20 Giri in 40'12.837 alla media di 161.228 km/h;
2. Sykes (Kawasaki) 0.140;
3. Checa (Ducati) 6.801;
4. Biaggi (Aprilia) 9.840;
5. Laverty (Aprilia) 11.775;
6. Davies (Aprilia) 11.950;
7. Haslam (BMW) 12.547;
8. Baz (Kawasaki) 13.088;
9. Camier (Suzuki) 18.141;
10. Fabrizio (BMW) 25.332;
11. Giugliano (Ducati) 28.458;
12. Rea (Honda) 29.254;
13. Smrz (Ducati) 29.513;
14. Hopkins (Suzuki) 34.875;
15. Berger (Ducati) 41.861;
16. Zanetti (Ducati) 42.139;
17. Brignola (BMW) 1'15.743;
18. Kispataki (Honda) 1'41.325;
2. Sykes (Kawasaki) 0.140;
3. Checa (Ducati) 6.801;
4. Biaggi (Aprilia) 9.840;
5. Laverty (Aprilia) 11.775;
6. Davies (Aprilia) 11.950;
7. Haslam (BMW) 12.547;
8. Baz (Kawasaki) 13.088;
9. Camier (Suzuki) 18.141;
10. Fabrizio (BMW) 25.332;
11. Giugliano (Ducati) 28.458;
12. Rea (Honda) 29.254;
13. Smrz (Ducati) 29.513;
14. Hopkins (Suzuki) 34.875;
15. Berger (Ducati) 41.861;
16. Zanetti (Ducati) 42.139;
17. Brignola (BMW) 1'15.743;
18. Kispataki (Honda) 1'41.325;