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Sbk: L'affondo di Biaggi

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Gare capolavoro, gran guida ed il mondiale che torna a sorridere per l'Aprilia. Gli avversari al momento tengono botta, ma sino a quando? Rivincita tra tre settimane ad Aragon

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Max Biaggi con il ciuccio in onore del figlio Leon
Un grande Max Biaggi in ambedue le manche di Misano
Misano - Non siamo stati teneri con lui durante la stagione ma è giusto anche valutare con una certa dose di severità le potenzialità di un campione del mondo che ha tenuto il numero 1 in carena per cinque anni. E' un personaggio scomodo, con un carattere particolare, è esigente con la squadra e normalmente insoddisfatto e puntiglioso sino alla paranoia, ma quando corre così, signori…chapeau! Max Biaggi oggi a Misano ha tenuto una lezione di guida rimediando a tutto, anche alla sfortuna di una pazza Superpole ancora una volta colpita dalle bizze del tempo.
Partiva indietro il romano eppure con due start da panico ha recuperato le difficili qualifiche. In gara 1 ha superato Checa, Badovini, Sykes, Melandri, Haslam, Giugliano e Rea, dopo essere sceso in ottava posizione, nella successiva non ha voluto perdere troppo tempo e dopo soli tre giri ha salutato la compagnia. Ci voleva un segnale forte perché il Max degli ultimi tempi non ci era piaciuto per niente, ci voleva un segnale forte per capire in quale direzione stesse dirigendosi il campionato, ci voleva un segnale forte per valutare quanta rabbia aveva ancora da mettere sul piatto ed il "Misano World Circuit Marco Simoncelli" ci ha reso un Biaggi pronto a disegnare la sesta stella sulla tuta. Presentarsi con il "ciuccio" sul podio ci ha proposto un Massimiliano in versione papà visto che per la prima volta il figlio Leon era presente al box, una festa in più confermata dalla speciale dedica alla famiglia che lo ha addolcito.
Oggi, anche se in verità lo sapevamo da tempo, abbiamo di che guardare al futuro con ottimismo grazie ad un suo concittadino che ha fatto vedere grandissime cose: Davide Giugliano. Spiace per la scivolata in gara 2 ma se avete visto la TV, e lo speriamo di cuore visto lo spettacolo di quest'oggi, allora non crediamo ci siano dubbi su chi puntare per il futuro. Era la sua pista, ok, ma quello che ha fatto è patrimonio di chi ha talento puro, contando che quella odierna era la sua settima presenza in assoluto nel mondiale Superbike. Non sappiamo dirvi come sarebbe andata senza quel volo ma alla fine ha poca importanza, quando sei così al limite e lì davanti è giusto crederci e rischiare il 100%.
Comunque vada Davide ha dimostrato di aver messo dietro le spalle una vita sregolata ed un comportamento al limite dell'autolesionismo, ma se continuerà così avrà un futuro certo ripagato alla grande da quell'ambiente che ha saputo farlo crescere, a differenza di chi ha preferito voli pindarici con risultati assai inferiori, vedesi Petrucci. La svolta, il giro di boa c'è stato e gli avversari di questo ne sono consapevoli. Rea ha fatto il salto che tutti auspicavamo, più freddo e razionale senza nulla togliere all'agonismo, ma la CBR è lenta contro la concorrenza e pensare ad Aragon con quel rettilineo da panico non è il massimo.
Ten Kate dovrà inventare qualcosa altrimenti saranno dolori, gli stessi che per il momento condannano la Kawasaki al ruolo di Cenerentola, che potenza e velocità ne ha in quantità industriali ma a discapito della tenuta con gli pneumatici. Un week end di gare non può chiudersi il sabato pomeriggio con la Superpole, non si può neppure contare solo sui primi 4/5 giri perché alla fine Sykes ed un promettente Baz (bravino il francese), remano a centro gruppo e da lì è durissima uscirne. Misano non è stata tenera neppure con la BMW anche se la casa di Monaco tutto sommato non può pensare solo in negativo. In gara 1 è stata fatta la scelta sbagliata sul posteriore, in gara 2 si è tornati sul podio con Haslam e con Melandri non troppo lontano. Marco ha deciso la gara di Checa e per un momento si è avuto il terrore di qualche penalità vista la scritta sul monitor "under investigation" ma alla fine è tutto rientrato nei binari giusti.
Continuiamo a ritenere proprio il ravennate il principale avversario per Biaggi ed i due giorni di test in programma la settimana prima della gara in Spagna potrebbero aiutare la BMW che soffre molto le alte temperature. Bella boccata d'ossigeno per Badovini e Fabrizio, al primo risultato di spessore in questa stagione. Un ultimo occhiello per Carlos Checa. E' stato un altro week end di passione dal quale sono venuti fuori gioie e delusioni in ugual misura. L'incomprensione con il box in Superpole, la spettacolare gara 1 e la caduta dopo il contatto con Melandri in quella successiva. "El toro" nella via d'uscita della prima curva ha lasciato molto di più di una massiccia dose di punti, ha forse dato addio ad un bis al quale teneva in modo particolare…sarà un pungolo in più per i test in programma la prossima settimana con la Panigale in versione Superbike, meglio mettersi avanti per il futuro.
Misano - Se di Mr. Superpole è logico attendersi un via a cannone, tanto di cappello a Max Biaggi che per la seconda volta ha fatto un'impresa delle sue transitando in terza posizione alla fine del primo giro pur partendo dalla terza fila. Poca gloria per Guintoli, caduto dopo pochi metri, ed il solito cuore di Giugliano che, ormai da grande, si è pure permesso, nelle fasi iniziali di confrontarsi senza timori reverenziali con un certo Rea.
Nel quarto giro il primo colpo di scena: Melandri, per non perdere il contatto con il gruppo di testa, è entrato deciso nella curva in fondo al rettilineo ed il contatto conseguente con Checa ha mandato a gambe all'aria lo spagnolo. Un brutto colpo per il quale l'iberico potrebbe aver dato l'addio al campionato. Max, intanto, per togliersi da tutti i problemi, ha salutato la compagnia portandosi in testa con grande autorità. Alla chiusura del sesto giro è toccato a Giugliano ad assaggiare l'asfalto scivolando nella via di fuga alla Misano. Il romano stava guidando fortissimo e questo piccolo errore non toglie niente ad un week end strepitoso.
Nel nono passaggio il duello tra i britannici Sykes, Haslam,Rea e Laverty si è fatto incandescente tanto da favorire anche qualche errore per altro viziato dall'agonismo. Rea, in verità grande favorito alla vigilia, ha messo del suo ed a metà gara, contato il calo di Sykes ha allungato quel tanto che basta per prendere la piazza d'onore davanti ad Haslam. Eccellente Badovini che, dopo aver cambiato gomma al posteriore mettendo una più morbida, ha dimostrato di poter testa a Melandri così come Fabrizio, anche lui con la stessa scelta ha dimostrato di saper guidare confrontandosi con Laverty per l'ottavo posto. Nel sedicesimo passaggio la certezza per quest'ultimo che la strada verso il feeling completo con l'Aprilia è ancora lungi dall'essere trovato visto che non si è fatto mancare pure qualche svarione per superare Sykes.
E' stata solo la prima avvisaglia, quella successiva, al diciottesimo giro lo ha visto lungo disteso alla Quercia. A cinque giri dalla fine, fermo restando l'imperiale cavalcata di Biaggi, tre coppie di piloti si sono trovate a combattere tra loro, per fortuna in una di queste abbiamo trovato anche un duello tricolore di alto lignaggio: quello di Badovini e Melandri per il quarto posto. L'ultimo giro non ha riservato sorprese ed a fronte del diciannovesimo centro in carriera per il penta campione del mondo, pienamente tornato il favorito al titolo, Rea ed Haslam hanno fatto da cornice salendo con lui sui gradini mediani del podio. La BMW, pur dovendo rinunciare alle posizioni di vertice non si può lamentare visto che ha piazzato le quattro moto al via in scaletta dal terzo al sesto posto (Haslam/Melandri/Badovini/Fabrizio) mentre non ha entusiasmato la Kawasaki che, optando per una scelta più conservativa con i pneumatici, ha monetizzato poco ma ha confermato che nel giovane Baz c'è del talento. Matteo Baiocco, l'unica wild card presente, ha chiuso decimo.
1. Biaggi (Aprilia) in 39'01.869 alla media di 155.912 km/h;
2. Rea (Honda) 5.355;
3. Haslam (BMW) 5.731;
4. Melandri (BMW) 7.004;
5. Badovini (BMW) 7.921;
6. Fabrizio (BMW) 17.291;
7. Sykes (Kawasaki) 17.351;
8. Baz (Kawasaki) 17.630;
9. Smrz (Ducati) 18.211;
10. Baiocco (Ducati) 28.131;
11. Berger (Ducati) 28.407;
12. Aoyama (Honda) 38.060;
13. Canepa (Ducati) 49.003;
14. Hopkins (Suzuki) 51.881;
15. Camier (Suzuki) 55.502;
16. Mercado (Kawasaki) 1'06.361;
17. Sandi (BMW) 1'29.918;
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