Sbk e corse
Sbk: Si corre? Sì, no, forse….
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Giornata difficile nella quale la pioggia è stata la vera protagonista assoluta. Campionato cortissimo e rivincita tra soli sette giorni. Forza Superbike!
Monza - E' successo di tutto in questo week end pazzo ed imprevedibile, una gara giusta nel posto sbagliato, un precedente scomodo che farà parlare a lungo tifosi e soloni dell'ultima ora. Monza non è un circuito qualunque, è una pista difficilissima per le spaventose velocità e le medie da infarto. E' un tracciato vecchio stampo inserito in una location unica, immerso in un parco secolare dove gli alberi arrivano a lambire il nastro d'asfalto e le zone d'ombra sono difficili da asciugare. Monza è così e correrci rappresenta una sfida terribile ma che riesce a donarti l'essenza stessa del motociclismo più vero.
Le condizioni meteo oggi erano toste, senza ombra di dubbio, ma scaricare tutto sulle spalle della Pirelli non è giusto nella forma e scorretto nella sostanza. La casa milanese ha fatto di tutto per mettere nelle condizioni i piloti di svolgere al meglio il loro lavoro rispettando le regole del campionato, consapevoli che l'unicità di questa location in condizioni estreme può rappresentare una sfida impossibile da vincere. Il problema non era tanto tra rain o slick ma la via di mezzo, calzare le scarpe giuste per il bagnato, per l'umido e per l'asciutto, portandole alla fine senza rischiare la caduta. I team non sono abituati a gestire le rain, per fortuna, perché abbiamo sempre potuto godere di condizioni meteo favorevoli, ma al tempo stesso non hanno esperienza neppure con le intermedie che avrebbero potuto essere un'opzione vincente.
Le condizioni meteo oggi erano toste, senza ombra di dubbio, ma scaricare tutto sulle spalle della Pirelli non è giusto nella forma e scorretto nella sostanza. La casa milanese ha fatto di tutto per mettere nelle condizioni i piloti di svolgere al meglio il loro lavoro rispettando le regole del campionato, consapevoli che l'unicità di questa location in condizioni estreme può rappresentare una sfida impossibile da vincere. Il problema non era tanto tra rain o slick ma la via di mezzo, calzare le scarpe giuste per il bagnato, per l'umido e per l'asciutto, portandole alla fine senza rischiare la caduta. I team non sono abituati a gestire le rain, per fortuna, perché abbiamo sempre potuto godere di condizioni meteo favorevoli, ma al tempo stesso non hanno esperienza neppure con le intermedie che avrebbero potuto essere un'opzione vincente.
La logica del pilota è quella di vincere, sempre, lo abbiamo visto anche in Superpole dove si è dato fondo alle rain con troppo entusiasmo senza valutare l'eventuale necessità delle gare. Detto questo in gara 1 la pista era completamente bagnata e correrci avrebbe rappresentato un rischio in più, indubbiamente, ma ricordiamoci che non tutti i piloti erano d'accordo su questo. Il pericolo era rappresentato da alcuni punti dove l'acqua si raccoglieva formando delle pozze insidiose. In gara 2 però era tutto sostanzialmente diverso.
L'aver ritardato la partenza non ha cambiato lo stato delle cose, le prime avvisaglie di pioggia poi hanno messo sull'attenti un discreto numero di piloti ma non tutti. L'aver chiuso l'appuntamento monzese con una sola manche di otto giri (la classifica non è stata chiusa al giro precedente perché l'esposizione della bandiera rossa è avvenuta quando tutti i piloti avevano superato la linea del traguardo) e con punteggio ridotto dispiace, anche per il pubblico presente in buona quantità, contando il periodo di recessione e le bizze del tempo. Come hanno dimostrato i ragazzi della Superstock 1000 e della Supersport, si sarebbe potuto correre anche in condizioni simili usando ovviamente ancora più cautela oltre a dare fondo ad ogni opzione legata all'elettronica.
L'aver ritardato la partenza non ha cambiato lo stato delle cose, le prime avvisaglie di pioggia poi hanno messo sull'attenti un discreto numero di piloti ma non tutti. L'aver chiuso l'appuntamento monzese con una sola manche di otto giri (la classifica non è stata chiusa al giro precedente perché l'esposizione della bandiera rossa è avvenuta quando tutti i piloti avevano superato la linea del traguardo) e con punteggio ridotto dispiace, anche per il pubblico presente in buona quantità, contando il periodo di recessione e le bizze del tempo. Come hanno dimostrato i ragazzi della Superstock 1000 e della Supersport, si sarebbe potuto correre anche in condizioni simili usando ovviamente ancora più cautela oltre a dare fondo ad ogni opzione legata all'elettronica.
E' una nostra personale opinione e non vogliamo per questo scatenare polemiche, ma probabilmente in questo week end è mancata la necessaria lucidità per prendere le giuste decisioni. Venendo alla gara non possiamo non parlare della strepitosa prova di Tom Sykes. L'inglese, al pari di Haslam e Laverty, avvezzo ai terribili fine settimana britannici della BSB è volato come un caccia a reazione staccando il giro veloce della gara nel corso del penultimo passaggio.
Se i riders della perfida Albione hanno dimostrato di avere quel pizzico di coraggio, o d'incoscienza in più, non dobbiamo dimenticare che anche Melandri, Biaggi, Rea e Checa, non si sono risparmiati rendendo spettacolare la mance sprint effettuata su soli otto passaggi. In questo Monza è stata salomonica in quanto non ha cambiato le cose, né a favore delle quattro cilindri, come tutti ci aspettavamo, né per i bicilindrici che hanno trovato un prezioso alleato nella pioggia. La classifica, oltre ad essere cortissima, presenta cinque moto diverse nelle prime cinque posizioni con un distacco tra i top five della categoria di soli 27,5 punti tra loro. A Donington, dove tra soli sette giorni troveremo temperature decisamente invernali (oggi eravamo sui 7°) e buone possibilità di correre ancora sotto la pioggia, la rivincita per la Superbike che più amiamo. Scusa Monza per questa volta, torneremo anche l'anno prossimo per cancellare un week end grigio come il tempo.
Se i riders della perfida Albione hanno dimostrato di avere quel pizzico di coraggio, o d'incoscienza in più, non dobbiamo dimenticare che anche Melandri, Biaggi, Rea e Checa, non si sono risparmiati rendendo spettacolare la mance sprint effettuata su soli otto passaggi. In questo Monza è stata salomonica in quanto non ha cambiato le cose, né a favore delle quattro cilindri, come tutti ci aspettavamo, né per i bicilindrici che hanno trovato un prezioso alleato nella pioggia. La classifica, oltre ad essere cortissima, presenta cinque moto diverse nelle prime cinque posizioni con un distacco tra i top five della categoria di soli 27,5 punti tra loro. A Donington, dove tra soli sette giorni troveremo temperature decisamente invernali (oggi eravamo sui 7°) e buone possibilità di correre ancora sotto la pioggia, la rivincita per la Superbike che più amiamo. Scusa Monza per questa volta, torneremo anche l'anno prossimo per cancellare un week end grigio come il tempo.
Sbk Gara 2: Sykes nella gara sprint!
Monza - Riuscirà il sole a vincere la sua gara contro lo spesso coltre di nubi? Questo il motivo dominante prima del secondo via con le stesse identiche perplessità e timori già vissuti allo start precedente. Abbiamo dovuto fare a meno di David Salom e John Hopkins. Il primo con la frattura alla clavicola sinistra oltre ad un trauma rachido/cervicale, il secondo per la frattura del quinto metatarso del piede destro.
Non sono partiti neppure Gadea ed Aitchison per le conseguenze delle precedenti cadute. L'incertezza è regnata sovrana sino alla fine e per dare una chance in più ai piloti per capire lo stato delle cose si è dato loro la possibilità di effettuare due giri di ricognizione. La stragrande maggioranza ha optato per una scelta di pneumatici da asciutto pur in presenza di nuvoloni neri nella zona del traguardo.
L'ulteriore ritardo prima dello start è stato richiesto perché la pista si potesse asciugare in alcuni punti e finalmente alle 15.55 si è potuto partire ma senza Sylvain Guintoli e Michel Fabrizio out nell'ultimo giro di ricognizione per problemi tecnici. Sykes non si è scomposto più di tanto ed ha fotocopiato il via precedente. Checa per un po' ha tenuto la piazza d'onore ma niente ha potuto nei giri seguenti lasciando spazio alle due Aprilia, le due BMW e la Honda di Rea.
Mentre lì davanti Sykes è letteralmente sparito all'orizzonte il confronto nel gruppo degli inseguitori si è fatto teso ed appassionante con Laverty /Haslam e Melandri/Biaggi a giocarsela senza esclusione di colpi. E' stato un bellissimo spettacolo ed ognuno di questi fantastici quattro ha regalato un'emozione in più. Nell'ottavo giro l'esposizione della bandiera bianca con croce rossa ha avvisato che in alcune parti del tracciato la pioggia è tornata a farsi presente.
La red flag è stata conseguente e questa volta la decisione è stata immediata: gara conclusa e metà punteggio assegnato. Melandri è stato il migliore dei nostri, quarto, ed ha vinto la volata su Biaggi, Rea e Checa. Peccato per la partenza al rallentatore di Badovini altrimenti avremmo trovato anche lui nel gruppo dei migliori. Il piemontese ha chiuso decimo.
Non sono partiti neppure Gadea ed Aitchison per le conseguenze delle precedenti cadute. L'incertezza è regnata sovrana sino alla fine e per dare una chance in più ai piloti per capire lo stato delle cose si è dato loro la possibilità di effettuare due giri di ricognizione. La stragrande maggioranza ha optato per una scelta di pneumatici da asciutto pur in presenza di nuvoloni neri nella zona del traguardo.
L'ulteriore ritardo prima dello start è stato richiesto perché la pista si potesse asciugare in alcuni punti e finalmente alle 15.55 si è potuto partire ma senza Sylvain Guintoli e Michel Fabrizio out nell'ultimo giro di ricognizione per problemi tecnici. Sykes non si è scomposto più di tanto ed ha fotocopiato il via precedente. Checa per un po' ha tenuto la piazza d'onore ma niente ha potuto nei giri seguenti lasciando spazio alle due Aprilia, le due BMW e la Honda di Rea.
Mentre lì davanti Sykes è letteralmente sparito all'orizzonte il confronto nel gruppo degli inseguitori si è fatto teso ed appassionante con Laverty /Haslam e Melandri/Biaggi a giocarsela senza esclusione di colpi. E' stato un bellissimo spettacolo ed ognuno di questi fantastici quattro ha regalato un'emozione in più. Nell'ottavo giro l'esposizione della bandiera bianca con croce rossa ha avvisato che in alcune parti del tracciato la pioggia è tornata a farsi presente.
La red flag è stata conseguente e questa volta la decisione è stata immediata: gara conclusa e metà punteggio assegnato. Melandri è stato il migliore dei nostri, quarto, ed ha vinto la volata su Biaggi, Rea e Checa. Peccato per la partenza al rallentatore di Badovini altrimenti avremmo trovato anche lui nel gruppo dei migliori. Il piemontese ha chiuso decimo.
Sbk Gara 2: i tempi
1 Sykes T. (GBR) Kawasaki ZX-10R 14'08.800 (196,015 kph)
2 Haslam L. (GBR) BMW S1000 RR 9.709
3 Laverty E. (IRL) Aprilia RSV4 Factory 10.119
4 Melandri M. (ITA) BMW S1000 RR 10.294
5 Biaggi M. (ITA) Aprilia RSV4 Factory 10.527
6 Rea J. (GBR) Honda CBR1000RR 10.638
7 Checa C. (ESP) Ducati 1098R 10.899
8 Giugliano D. (ITA) Ducati 1098R 12.195
9 Smrz J. (CZE) Ducati 1098R 13.199
10 Badovini A. (ITA) BMW S1000 RR 19.372
11 Aoyama H. (JPN) Honda CBR1000RR 24.551
12 Davies C. (GBR) Aprilia RSV4 Factory 24.655
13 Berger M. (FRA) Ducati 1098R 24.662
14 Zanetti L. (ITA) Ducati 1098R 24.668
15 Camier L. (GBR) Suzuki GSX-R1000 24.810
16 Mercado L. (ARG) Kawasaki ZX-10R 24.935
17 Canepa N. (ITA) Ducati 1098R 25.278
2 Haslam L. (GBR) BMW S1000 RR 9.709
3 Laverty E. (IRL) Aprilia RSV4 Factory 10.119
4 Melandri M. (ITA) BMW S1000 RR 10.294
5 Biaggi M. (ITA) Aprilia RSV4 Factory 10.527
6 Rea J. (GBR) Honda CBR1000RR 10.638
7 Checa C. (ESP) Ducati 1098R 10.899
8 Giugliano D. (ITA) Ducati 1098R 12.195
9 Smrz J. (CZE) Ducati 1098R 13.199
10 Badovini A. (ITA) BMW S1000 RR 19.372
11 Aoyama H. (JPN) Honda CBR1000RR 24.551
12 Davies C. (GBR) Aprilia RSV4 Factory 24.655
13 Berger M. (FRA) Ducati 1098R 24.662
14 Zanetti L. (ITA) Ducati 1098R 24.668
15 Camier L. (GBR) Suzuki GSX-R1000 24.810
16 Mercado L. (ARG) Kawasaki ZX-10R 24.935
17 Canepa N. (ITA) Ducati 1098R 25.278