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Sbk: Il meteo condizionerà la gara?

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Né asciutto, né bagnato, le peggiori condizioni possibili per gli pneumatici. Parla la Pirelli consapevole delle difficoltà ma certa del valore del proprio prodotto

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L'ing. Giorgio Barbier, responsabile attività sportive Pirelli moto
L'area assistenza Pirelli in circuito
Monza - La giornata odierna è destinata a passare alla storia come una delle più difficili in senso assoluto. Non bastava un tracciato particolare dove la Superbike ha staccato il nuovo record di velocità (335,9 km/h con Tom Sykes) ma sono state le condizioni meteo a rendere la Superpole una missione da compiere al limite dell'impossibile. Ovviamente in questi frangenti sono gli pneumatici ad essere chiamati ad un superlavoro, a maggior ragione in condizioni di pista diverse con zone bagnate alternate ad altre più asciutte.
Le temperature dell'asfalto sono gioco forza diverse e questo rende ancora più problematica la tenuta della gomma ad elevate medie di percorrenza. Come si è potuto vedere anche nelle immagini TV, in pieno rettilineo la Kawasaki di Sykes oltre a perdere pezzi di gomma fumava vistosamente causa il pattinamento continuo della ruota posteriore. Il britannico, al pari di molti altri, ha montato le rain non fidandosi giustamente delle condizioni del tracciato completamente bagnato in più punti.
Con tali coperture su asfalto asciutto la gomma andava a lavorare a temperature altissime portando al distacco di frammenti sempre più grandi. Visto questo ed in previsione di ciò che ci attende domani in una giornata dove le condizioni meteo possono essere le stesse, abbiamo chiesto spiegazioni all'Ing. Giorgio Barbier, Direttore Racing Pirelli, su ciò che potremmo andare incontro qualora si ripresentassero le stesse identiche situazioni.
"La giornata odierna è ciò che possiamo definire una situazione limite mai accaduta nel nostro campionato. L'alternanza di pioggia e schiarite, l'assenza di vento e la particolare configurazione del tracciato, non ha favorito l'asciugatura del nastro d'asfalto obbligando i piloti a scegliere le soluzioni loro più conosciute, ovvero usare per quanto possibile i pneumatici rain. Con il miglioramento della pista l'usura di questi componenti è rapidissima a maggior ragione in presenza di altissime velocità come quelle riscontrabili a Monza. Per rendere l'idea basta pensare che nel punto centrale, qualora non sufficientemente raffreddato, il pneumatico può arrivare sino a 260° arrivando alla fusione, ciò che è stato ampiamente visto con Sykes ma anche con molti altri piloti.
Il nostro prodotto però, avendo una cintura a 0°, può avere fenomeni di blisteraggio ma è da escludere in modo assoluto l'esplosione anche in presenza di elevate temperature. La soluzione migliore in questi casi è scendere in pista con le intermedie, una scelta però che la stragrande maggioranza dei piloti non gradisce perché non la conosce. L'intermedia è una gomma particolare che ha ovviamente meno rigidità ma può garantire un grip migliore anche con basse temperature. L'ultima volta che un simile componente ha vinto una gara è stato nel 2004 con Pierfrancesco Chili a Misano, quando il pilota bolognese riuscì a recuperare la testa della gara nel giro conclusivo ai danni di Laconi, che invece era arrivato alla frutta con le sue scarpe.
Ogni pilota ha a disposizione otto treni di rain (8 ant e 8 post) e il comprensibile desiderio di partire più avanti può averli messi nella condizione di dare fondo alla loro scorta. Certo è un problema delicato da gestire a maggior ragione quest'anno vista la presenza di una sola moto al box che non permette l'assetto da bagnato con il muletto, ma è una situazione paritaria e conosciuta da tutti (In moto GP per esempio la scelta è assai più ristretta anche come numero di gomme a disposizione e non ci sono le intermedie ndr.). Tra l'altro negli ultimi nove anni non è mai capitato di usare tutte le rain a disposizione per cui potrebbe aprirsi uno scenario nuovo in senso assoluto.
Non ha senso obbligare nessuno a montare quel determinato particolare, come successo per esempio in Australia con la Supersport ridotta sulla distanza per l'impossibilità del nostro prodotto di finire la gara in condizioni di massima performance, ognuno dei piloti dovrà gestire quello che ha a disposizione rischiando un eventuale cambio ai box in corsa. Oggi, ma è una mia personale riflessione, la scelta giusta era quella di montare una rain o intermedia all'anteriore e di una morbida da gara al posteriore (come ha fatto Guintoli), il miglior compromesso per avere direzionalità in ingresso e trazione in uscita di curve."
Abbiamo parlato ovviamente con i top rider e tutti più o meno sono stati concordi nel temere la situazione climatica di domani rimandando all'ultimissimo secondo la scelta degli pneumatici.
A fine giornata la Pirelli e tutti i team della Superbike si sono incontrati per un aggiornamento della situazione. Al momento della stesura di queste note il meeting era ancora in corso, vi daremo le ultime news prima possibile.
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