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Eicma 2011
Sbk e corse
All'Eicma si parla del mondiale SBK 2012
di Luigi Rivola
aggiornato il 09/11/2011 in
Sbk e corse
Conferenza stampa di Paolo Flammini nel padiglione 18 dell'esposizione. Griglia di partenza rinforzata con nuovi piloti e nuovi team. Riduzione dei costi, ma nessun "passo indietro" che faciliti un accordo con la Dorna
Tra gli stand dell'Eicma quest'anno il pubblico degli appassionati ha trovato anche il "Paddock Show", vetrina viaggiante del campionato mondiale Superbike. Ed è appunto in questa vetrina che l'amministratore delegato della Infront Motorsport, Paolo Flammini, ha scelto di annunciare i programmi della venticinquesima edizione della massima espressione agonistica delle moto derivate di serie.
"Stiamo lavorando perché il campionato 2012 sia più che degno dell'importante anniversario che rappresenta – ha dichiarato Flammini – Avremo alcune norme nuove, tese soprattutto a ridurre i costi di partecipazione al campionato, come la disponibilità di una sola moto per pilota e la riduzione dei test, ma soprattutto avremo più piloti in pista, con l'arrivo di tre nuove squadre: la Crescent Suzuki, la ParkinGo, che ha vinto quest'anno il mondiale Supersport, e la Moto Roma. Si prospetta un annata molto brillante, con la grande novità della trasferta a Mosca, una priorità della quale il mondiale Superbike può andare fiero".
"Stiamo lavorando perché il campionato 2012 sia più che degno dell'importante anniversario che rappresenta – ha dichiarato Flammini – Avremo alcune norme nuove, tese soprattutto a ridurre i costi di partecipazione al campionato, come la disponibilità di una sola moto per pilota e la riduzione dei test, ma soprattutto avremo più piloti in pista, con l'arrivo di tre nuove squadre: la Crescent Suzuki, la ParkinGo, che ha vinto quest'anno il mondiale Supersport, e la Moto Roma. Si prospetta un annata molto brillante, con la grande novità della trasferta a Mosca, una priorità della quale il mondiale Superbike può andare fiero".
Naturalmente Paolo Flammini, come sua abitudine, non ha fatto alcun cenno alla contrapposizione con la Dorna, che di fatto ha già introdotto le derivate di serie (anche se solo attraverso i motori, almeno per il momento) nel mondiale prototipi. Ma glielo abbiamo "ricordato" noi. "Penso che questa polemica prenda spunto da un'intervista a Carmelo Ezpeleta che secondo me è stata travisata – ha risposto Paolo Flammini – In realtà c'è spazio per i due campionati, che potranno crescere nel rispetto delle rispettive autonomie e spettanze".
Inutile insistere. La Dorna, come la Infront, sa benissimo come stanno le cose e non dovremo aspettare molto per vedere sviluppi di questa "guerra di trincea" che è iniziata ormai da troppo tempo e che sta arrivando al momento cruciale.
Ma anche la radicata diplomazia di Paolo Flammini ha mostrato una piccola crepa in occasione di questa conferenza stampa. Riportiamo quindi questa dichiarazione, che è l'unica comunicazione veramente importante: "Voglio precisare – ha detto l'amministratore delegato della Infront – che le corse delle Superbike non possono e non potranno ridursi a confronto fra moto di serie, come alcuni auspicano. Questo perché non tutte le Case producono moto supersportive già configurate per le competizioni; alcune non hanno quelle dotazioni che sono indispensabili per battersi ad armi pari in pista. Noi quindi dobbiamo permettere che a tutti i mezzi che intendono partecipare al campionato Superbike sia concesso un certo livello di elaborazione e continueremo ad applicare questa filosofia".
Non ci sarà dunque il tanto auspicato da molti "passo indietro" delle Superbike, che abbasserebbe i costi e le prestazioni a un livello più accettabile e simile a quello delle attuali Superstock 1000, aprendo la strada a un accordo con la Dorna, che potrebbe attirare derivate di serie ultraelaborate, capaci di misurarsi coi prototipi. Il messaggio è chiaro: le Superbike resteranno come sono. La Dorna si regoli di conseguenza.
Inutile insistere. La Dorna, come la Infront, sa benissimo come stanno le cose e non dovremo aspettare molto per vedere sviluppi di questa "guerra di trincea" che è iniziata ormai da troppo tempo e che sta arrivando al momento cruciale.
Ma anche la radicata diplomazia di Paolo Flammini ha mostrato una piccola crepa in occasione di questa conferenza stampa. Riportiamo quindi questa dichiarazione, che è l'unica comunicazione veramente importante: "Voglio precisare – ha detto l'amministratore delegato della Infront – che le corse delle Superbike non possono e non potranno ridursi a confronto fra moto di serie, come alcuni auspicano. Questo perché non tutte le Case producono moto supersportive già configurate per le competizioni; alcune non hanno quelle dotazioni che sono indispensabili per battersi ad armi pari in pista. Noi quindi dobbiamo permettere che a tutti i mezzi che intendono partecipare al campionato Superbike sia concesso un certo livello di elaborazione e continueremo ad applicare questa filosofia".
Non ci sarà dunque il tanto auspicato da molti "passo indietro" delle Superbike, che abbasserebbe i costi e le prestazioni a un livello più accettabile e simile a quello delle attuali Superstock 1000, aprendo la strada a un accordo con la Dorna, che potrebbe attirare derivate di serie ultraelaborate, capaci di misurarsi coi prototipi. Il messaggio è chiaro: le Superbike resteranno come sono. La Dorna si regoli di conseguenza.
ufficiali di Dueruote
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