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Ecco la storia di Max Biaggi

foto Alex Photo, archivio Dueruote© Fabio Fagnani il 06/06/2019 in piloti
Ecco la storia di Max Biaggi
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Re della 250 per quattro volte, campione del mondo della SBK per due, un carisma e un talento unico, ripercorriamo la carriera di Max Biaggi

Massimiliano, detto Max, Biaggi è nato a Roma il 26 giugno del 1971 da mamma Olga e papà Pietro (da poco scomparso). La storia di Max è totalmente differente da quella del classico pilota di motociclismo che entra presto nel mondo delle due ruote perché da piccolo lui era molto più interessato al calcio e sia l’infanzia che l’adolescenza non sono state passate tra benzina, tracciati e carburazione come per la maggior parte dei piloti, ma per Max cambia tutto quando per il suo 17º compleanno gli fu regalata una moto. Grazie alla sua prima (mini)moto e ai consigli di un amico Max inizia ad approcciarsi al mondo dei motori entrando nel giro delle due ruote.

Tutto inizia al compimento dei 18 anni quando Max inizia a gareggiare nelle gare professionistiche e i risultati arrivano in fretta quando un anno dopo diventa campione italiano nella categoria Sport Production.

Nonostante la sua carriera sia iniziata molto tardi la casa di Noale, l’Aprilia, nota le sue qualità, la sua dedizione e lo contatta per ingaggiarlo e portarlo nella categoria 250 cc. Il 1991 è un anno particolare e molto importante per il percorso di Max. Infatti il pilota romano corre con l’Aprilia il campionato europeo che riesce a conquistare al primo tentativo, partecipa a quello italiano, chiudendo al terzo posto e prende parte al Motomondiale nella classe 250 finendo 27º disputando però solo quattro gare nelle quali ha ottenuto sette punti grazie a un 13° e un 12° posto.

L’esordio nel Motomondiale

La stagione successiva Max partecipa per la prima volta nella sua carriera al campionato del mondo da inizio stagione in sella all’Aprilia del Team Iberna Motoracing in classe 250. La stagione del Corsaro, questo il suo soprannome nelle corse, conta ben cinque ritiri, ma gli altrettanti podi gli permettono di chiudere la sua prima stagione in quinta posizione con 78 punti che fanno subito capire che Max è un talento incredibile.

I primi podi li conquista al Mugello e a Barcellona, con due terzi posti consecutivi. Poi arrivano due secondi posti in Germania e in Brasile per chiudere con la sua prima vittoria in carriera al gran premio del Sudafrica a Kyalami. Dopo le prime soddisfazione Max decide di passare alla Honda. Il 1993 però non va come Max prevedeva. Il Mondiale lo vince Harada mettendo in fila quattro italiani (Capirossi, Reggiani, Biaggi, Romboni) e Biaggi chiude al quarto posto conquistando 142 punti grazie a quattro podi (3° in Australia e in Spagna, a Madrid e 2° in Spagna, a Jerez, e a Brno) e una vittoria ottenuta a Barcellona, in una gara strana nella quale si ritirano Harada, Capirossi e Reggiani, proprio i tre piloti che in classifica sono davanti al romano.

Ecco la storia di Max Biaggi

Max e Aprilia, che coppia!

Dopo un solo anno lontano dall’Aprilia, Max decide di tornare. È il 1994 e Max Biaggi, all’età di 23 anni, diventa campione del mondo della classe 250. La stagione per Max inizia alla grande con due vittorie consecutive, la prima ottenuta in Australia, sul circuito di Eastern Creek, e la seconda in Malesia, sul tracciato di Shah Alam. Dopo un quarto posto in Giappone e il ritiro in Spagna torna sul podio con due secondi posti (in Austria e in Germania) per poi vincere in Olanda. La sua stagione continua a essere molto positiva nonostante il ritiro al Gran Premio del Mugello e al GP di Donington. Le restanti gare sono tutte finite con un podio: terzo a Le Mans, in Francia, secondo in Argentina e a Laguna Seca e primo in Repubblica Ceca e a Barcellona. Max vince con 234 punti davanti a quattro piloti in sella a una Honda: secondo Okada, poi Capirossi, Romboni e Waldmann.

Con la vittoria della stagione nel 1994 Max apre la sua egemonia nella classe di mezzo del Motomondiale diventando uno specialista della classe. L’anno seguente Max ottiene otto vittorie in stagione e conquista il suo secondo titolo iridato davanti ad Harada in sella alla Yamaha. Il pilota romano ha chiuso con 283 punti grazie anche ad altri quattro podi tra cui un terzo posto e due secondi posti. Durante la stagione solo il giapponese Harada e il tedesco Waldmann gli hanno dato filo da torcere ma la costanza nelle vittorie di Max non hanno dato scampo agli avversari.

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Magico poker!

Proprio il tedesco, sempre in sella alla Honda, è l’avversario di riferimento di Max per la stagione del 1996 nella quale il pilota romano conquista il suo terzo titolo mondiale sempre in sella all’Aprilia. Max in stagione ottiene nove vittorie, battendo il suo record precedente, un secondo posto e un terzo posto. Nelle gare che ha concluso (tre ritiri) solo una volta non ha chiuso nelle prime tre posizioni della classifica, in Germania, a casa del suo avversario, dove ha chiuso quarto. Una leadership incredibile, senza discussioni. Alla fine dell’anno saranno ben 274 punti.

Nel 1997, all’età di 26 anni, Max Biaggi conquista il suo quarto titolo consecutivo in 250 ed è anche, rispetto agli altri, il più difficile proprio grazie alla concorrenza di Waldmann che chiude ancora una volta al secondo posto. L’Aprilia e il pilota capitolino erano diventati una cosa sola, ma per questa stagione Biaggi sceglie di nuovo la Honda e insieme all’azienda nipponica riesce a vincere cinque gare (Malesia, Mugello, Imola, Repubblica Ceca e Indonesia), tre secondi posti (Francia, Catalogna e Australia) e due terzi posti (Spagna e Austria). Max vince con solo due punti di vantaggio sul suo acerrimo rivale tedesco, a quota 250 punti.

Max detiene ancora grandi record nella classe di mezzo: unico pilota nella storia della 250 a vincere 4 mondiali consecutivi con due moto diverse (Aprilia e Honda), maggior numero di pole position e di podi nella 250. Nel 1998 Max raggiunge i grandi come Checa, Barros, Criville e soprattutto l’australiano Michael Doohan con il quale si contende al primo anno di 500 il titolo iridato.

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500: un esordio indimenticabile

Dopo quattro titoli mondiali in 250 e 27 vittorie, Max passa nella classe regina, nella 500.

Max comincia la stagione con quattro podi consecutivi (vittoria all’esordio in Giappone, poi due terzi posti tra Malesia e Spagna e un secondo posto in Italia). A Brno Max vince e Mick si ritira, sembra fatta per il primo titolo mondiale all’esordio, sembra destino per un pilota che ha già vinto tanto e a 18 anni ha esordito nel professionismo, ma l’australiano riesce a vincere tutte e quattro le gare mancanti. In quelle stesse gare il romano riesce solo a conquistare un podio a Imola, ma al termine della stagione i punti di distanza sono 52 con l’australiano. Il titolo però era a portata.

L’anno successivo Max cambia e passa dalla Honda alla Yamaha ma la stagione non prende la piega sperata. Una sola vittoria, cinque secondi posti e un terzo posto per un totale di 194 punti conquistando il quarto posto nel mondiale.

Nel 2000 vince il mondiale Kenny Roberts Jr, dietro di lui un giovanissimo Valentino Rossi che in quegli anni diventa il suo avversario numero uno. In questa stagione Biaggi si ritira quattro volte nelle prime cinque gare. Nell’arco della stagione riesce a vincere in Repubblica Ceca e in Australia e ha chiuso terzo a Valencia e a Motegi. Risultati che, uniti ai quattro ritiri e alle diverse gare poco edificanti, come i due noni posti ottenuti al Mugello e a Donington Park, non permettono al romano di giocarsi il titolo. Chiude la stagione solo in terza posizione grazie ai 170 punti.

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Max e Vale… una rivalità leggendaria

 

L’anno successivo la rivalità fra Biaggi-Rossi infiamma il campionato, non solo per le performance in pista, ma anche, anzi soprattutto, per le polemiche che si scatenano fuori dai circuiti, lasciando spesso le parole prevaricare sulla bellezza dei risultati. Tra gli esempi più noti la gomitata del romano a Valentino Rossi durante il Gran Premio del Giappone, al quale il pilota di Tavullia risponde qualche giro dopo alzando il dito medio dopo aver sorpassato Max... Quel sorpasso diventa poi fondamentale per la fuga di Rossi che vince il gp davanti a  McCoy e a Biaggi. La stagione per Max continua con altre tre vittorie (in Francia, Olanda e Germania), altri tre secondi posti (Barcellona, Gran Bretagna e Australia) e altri due terzi posti ottenuto in Italia e in Brasile. Alla fine della stagione Max ottiene 219 punti, ma davanti a lui arriva Valentino Rossi che inizia il suo periodo di inarrestabilità nella classe 500 con 11 vittorie e 325 punti.

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Dalla Honda alla Yamaha

Biaggi non si arrende, il romano lavora a testa bassa per trovare la forma e il modo di vincere il mondiale della classe regina per rimediare anche agli errori della stagione precedente. Ma nel 2002 cambiano le cose e l’amata 500 diventa MotoGP, con moto 4 tempi dalla cilindrata di 990 cm. Max passa alla Yamaha e vince in Repubblica Ceca sulla pista di Brno e in Malaysia, nel circuito di Sepang. Ma l’inizio di Max non è stato affatto positivo solo 7 punti conquistati nei primi tre gran premi. Due ritiri e una squalifica portano il romano a non lottare più per la vittoria già dopo qualche gran premio. La concorrenza di Rossi è difficile da sostenere per il talento romano che chiude il 2002 con 215 punti.

Nel 2003 Max decide di tornare alla Honda, in sella alla RC211V del Repsol Honda Team. Per essere competitivo con Rossi, Max voleva correre con la sua stessa moto, ma il suo rientro nell’azienda giapponese avviene grazie a un team satellite, che non gode di tutti gli aggiornamenti tecnici apportati alle moto della casa madre. La lotta per il campionato del mondo di MotoGP è impari, anche se il romano riesce sempre a fare punti preziosi ma la prima vittoria arriva soltanto all’ottavo Gran Premio, quello che si corre a Donington Park, ma sia

Rossi che Gibernau hanno vinto tre gare ciascuno fino a quel momento. Un inizio d’annata non perfetto per puntare al titolo. Progetto sempre più lontano per via del ritiro in Germania e per alcune gare sottotono. A Motegi arriva la seconda vittoria stagionale ma non basta nemmeno per posizionarsi secondo dietro Rossi. Infatti, Biaggi termina la stagione in terza posizione con 228 punti conquistati.

Il 2004 sembra l'anno giusto, per due motivi: l’avversario di sempre Valentino Rossi cambia team e va in Yamaha, proprio quella casa che Max aveva declinato dopo solo un anno, e la sua Honda sembra andare fortissimo già dai test invernali. Alla prima gara della stagione, in Sudafrica, però Rossi sorprende tutti, anche la Yamaha stessa, e vince la gara. Dietro il numero 46 chiude Biaggi e poi Gibernau. Lo spagnolo vince le due gare successive mentre Rossi non arriva a podio, situazione che Max riesce a portare a suo vantaggio conquistando un secondo posto a Jerez e un terzo posto in Francia.

Stesso risultato per il Mugello, gara vinta da Rossi e a seguire Gibernau. Il pilota spagnola e Rossi si scambiano le vittorie, ma Biaggi non riesce mai a interrompere la striscia di vittorie dei due fino al Gran Premio di Germania. La prima gara, in Brasile, chiude al secondo posto non riuscendo ad approfittare al massimo dei ritiri di Rossi e Gibernau, ma accorcia il gap in classifica. Nelle successive otto tappe però conquista solo tre podi (un terzo e due secondi posti) e incappa in due ritiri che compromettono definitivamente la corsa al Mondiale. Biaggi chiude il 2004 ancora una volta al terzo posto, conquistando 217 punti, 87 di distanza da Rossi.

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Nel team Honda ufficiale

Nel 2005 passa al team Repsol HRC e finalmente corre con la moto Honda ufficiale, ma l’infortunio con le Supermotard sulla pista di Latina, nel quale si frattura un piede, impedisce al romano di  effettuare i test invernali. L’infortunio pesa al pilota romano e non basta la moto ufficiale per trovare l’equilibrio con il team ufficiale, Biaggi attraversa la sua peggior stagione in MotoGP, conquistando solo 4 podi (Portogallo, Italia, Repubblica Ceca e Giappone), senza mai vincere nessuna gara. Nonostante i risultati non eccellenti della prima parte di stagione Max riesce a rimanere secondo nella classifica mondiale, ma nelle ultime cinque gare non riesce mai ad essere a posto per conquistare punti preziosi ed è anche costretto al ritiro per due volte consecutive (sono tre i ritiri totali in stagione). Conclude la stagione in quinta posizione, dietro a Valentino Rossi, Marco Melandri, Nicky Hayden e Colin Edwards con 173 punti. Al termine di questa stagione Max Biaggi non viene riconfermato dalla Honda che ha deciso di non affidare al romano una sella nel massimo campionato del mondo e tutto il mondo delle corse nel 2006 non può godersi le gare del Corsaro e la rivalità con Valentino Rossi.

Il 2006 diventa per Max un anno di riposo, di relax, anche se il fuoco che ha dentro per quanto accaduto con Honda non lo lascia certo in pace, anzi. Da casa guarda le gare della MotoGP mentre Nicky Hayden all’ultima gara conquista il titolo. L’unico anno, da quando sono rivali, in cui Valentino perde il mondiale e Max non è lì, in pista.

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Una nuova avventura in SBK

Un grande rammarico per il romano che lo stesso anno annuncia l’ingaggio con la Suzuki per partecipare nella stagione 2007 al Campionato mondiale Superbike, in sella a una GSX-R 1000 K7 del Team Alstare Suzuki Corona Extra che, pur essendo una struttura privata, era da anni il team di riferimento della casa giapponese per la categoria.

Al primo anno in Superbike Biaggi riesce a chiudere in terza posizione, riuscendo a vincere tre gare (Gara 1 in Qatar all’esordio, Gara 2 in Repubblica Ceca e Gara 1 in Italia) e a conquistare altri 14 podi. Chiude con 397 punti, davanti a piloti come Bayliss e Corser ma dietro ad Haga e a Toseland che vince il titolo mondiale delle derivate di serie. Nonostante una grande stagione per Biaggi con il team Suzuki, il contratto di Max non viene rinnovato. A questo punto il romano è di nuovo senza sella ma per la stagione 2008 il Team Sterilgarda del manager-pilota Marco Borciani trova l’accordo con Max Biaggi annunciando di continuare la sua avventura nel mondiale Superbike con una Ducati 1098R, declinando le offerte arrivate per rientrare in MotoGP.

In questa seconda stagione in Superbike però Max non riesce a trovare il giusto feeling con la moto e non si impone sugli avversari come nell’annata precedente.

Non va dimenticato, ovviamente, l'infortunio che ha condizionato il proseguimento della stagione subito in Australia che ha tenuto fuori dai tracciati il romano per circa un mese di stop a causa di una frattura del radio del braccio sinistro.

Biaggi colleziona solo 7 podi (3 secondi e 4 terzi posti), senza mai riuscire a vincere una sola gara. Termina il 2008 settimo posto in classifica generale, nonostante risulti il migliore tra i privati, con 238 punti.

La stagione seguente Max attende l’ok dalla Ducati per salire di livello, dal team satellite a quello ufficiale, ma la conferma del passaggio non arriva con il rischio di doversi assentare per un altro anno dalle corse. Non è così, per fortuna, per Max arriva l’Aprilia.

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Max Biaggi e Aprilia la storia si ripete

Nel 2009 Biaggi guida un’altra moto italiana, con lo scopo di svilupparla e portarla più in alto possibile. La nuova RSV4 è competitiva, ma non è facile al primo anno per Max riuscire a capirla e assecondarla. L’annata non è particolarmente positiva per lui, sicuramente meglio di quella precedente in Ducati, ma nell’arco della stagione il 38enne conquista soltanto nove podi di cui una vittoria conquistata sul circuito di Brno, in Gara 1. Biaggi è riuscito a migliorare costantemente i risultati e le prestazioni della sua Aprilia ma a fine anno chiude al quarto posto nella classifica mondiale piloti con 319 punti.

Il secondo anno in Aprilia per Max si colora, ancor di più, con il tricolore grazie alla sponsorizzazione di Alitalia. Biaggi non ingrana in Australia, ma già in Portogallo, alla seconda tappa riesce a conquistare due vittorie, iniziando un percorso di crescita e di risultati costante. Dopo la doppietta a Portimao, si ripete a Monza, a Salt Lake City e a Misano. Da quella tappa in poi, però, Max si difende. Il titolo è quasi cosa fatta ma il romano non riesce più a portare l’Aprilia sul podio fino a Gara 2 a Magny-Cours, l’ultima tappa del Mondiale di Superbike. Max vince il titolo davanti alla rivelazione Leon Haslam e a Carlos Checa, ma nonostante una seconda parte di stagione poco fruttuosa Biaggi riesce a conquistare il suo primo titolo nelle derivate di serie grazie ai 451 punti conquistati in sella alla sua RSV4. Max diventa il primo italiano campione del mondo in Superbike, conseguendo il suo quinto titolo iridato della sua carriera a ben 13 anni di distanza dall’ultimo conquistato in 250.

La stagione 2011 si apre con la scelta di correre con il numero 1 ben in vista sul cupolino per Biaggi che resta alla guida, per il terzo anno, della sua Aprilia RSV4 del Team Aprilia Racing. L’anno parte alla grande, con due secondi posti nelle due manche australiane di Phillip Island, dietro solo a Carlos Checa, uno dei favoriti per battagliare con il romano per il titolo, ma già al secondo round Biaggi inizia a commettere qualche errore di troppo forse ancora scottato dal litigio con Melandri e addirittura in Gara 2 subisce una squalifica per non aver rispettato il ride trough. Nelle sette gare successive riesce a conquistare sette secondi posti, un terzo posto e due vittorie (Gara 2 ad Aragon e Gara 2 in Repubblica Ceca). In Germania arriva il K.O definitivo ad una stagione poco fortunata per il romano che è costretto a saltare diversi appuntamenti stagionali a causa di uno infortunio al piede. Dopo tre round saltati (Germania, Italia, Francia) torna in Portogallo, nella tappa finale dove conquista un quarto e un settimo posto. Biaggi chiude la stagione con 303 punti, frutto di due vittorie e dodici podi, dietro Melandri di 92 punti e dietro Carlos Checa che chiude a 505 punti grazie alle 15 vittorie in stagione. Titolo quasi mai in discussione con lo spagnolo.

41 anni comincia il 2012 con lo stesso team, ma questa volta gli avversari del Corsaro saranno soprattutto Tom Sykes e Marco Melandri. Biaggi in una stagione complicata e mai pienamente controllata riesce a conquistare undici podi tra cui cinque vittorie. Da ricordare soprattutto la doppietta conquistata a Misano che è il punto di svolta della stagione grazie al ritiro di Melandri in Gara 1, a quello di Checa in Gara 2 e al quarto e settimo posto di Tom Sykes. Nelle gare successive non riesce più ad andare a podio, perdendo tutto il vantaggio che aveva accumulato sul britannico e su Melandri, ma torna sul podio solo nella gara 1 di Mosca, cadendo però in gara 2 e regalando la leadership del mondiale a Melandri. Si rifà al Nürburgring, dove vince gara 1 e, approfittando di due cadute di Melandri, torna in testa al campionato.

A Portimao, Biaggi chiude quarto e terzo, approfittando del K.O di Melandri e del ritiro in Gara 2 di Sykes. Nell'ultimo appuntamento mondiale, a Magny Cours, Biaggi diventa per la seconda volta campione del mondo Superbike. Un finale incredibile nel quale Tom Sykes perde, chiudendo secondo, per mezzo punto di distacco sul romano. Un anno di record per Max Biaggi che conquista così all'età di 41 anni il suo 6º alloro mondiale, il 50º e 51º titolo per Aprilia e il 100º e 101º per il Gruppo Piaggio, conquistati rispettivamente nelle categorie costruttori e piloti.

Una nuova vita

Il 7 novembre 2012 Biaggi annuncia il suo ritiro dall'attività agonistica. Nonostante l’addio dalle corse Max non lascia il mondo dei motori che lo ha reso il campione che è. Nel 2013 infatti stringe un accordo di collaborazione con Mediaset per commentare le gare del campionato mondiale Superbike.

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Max is back

Nel 2015, dopo due anni e mezzo di lontananza dalle corse, torna in sella divenendo collaudatore del team Aprilia Racing per i test di sviluppo della RSV4 RF. La passione e la voglia di adrenalina è sempre alta e sempre nella stessa stagione torna in pista nel mondiale Superbike come wild card nei GP di Misano e di Sepang, riuscendo all’età di 44 anni ad andare a podio.

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Il presente Biaggi diventa team manager

Al termine del 2016 Biaggi diventa team manager, fondando la sua squadra motociclistica denominata Max Racing Team. A giugno 2017, durante un normale allenamento al circuito "Il Sagittario" di Latina, subisce un gravissimo incidente riportando fratture multiple e un trauma cranico. Rimane qualche giorno in ospedale e dopo questo infortunio decide di ritirarsi definitivamente dall'attività agonistica. Attualmente Max Biaggi è il team manager della squadra Sterilgarda Max Racing Team che corre nel Mondiale di Moto3 con Aaron Canet.

Anche suo nipote, Federico Mandatori, è un pilota motociclistico professionista.

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