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MotoGP Laguna Seca QP: Lorenzo beffa le Honda
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Jorge conquista di forza una pole straordinaria, ma in prima fila Stoner è vicinissimo e Pedrosa in scia. La pattuglia Yamaha insegue, mentre Rossi "precipita" in decima piazza a quasi 2 secondi dalla vetta
Il "Black Mamba" torna a mordere, più velenoso che mai tra i sali-scendi di Laguna Seca. In qualifica Jorge Lorenzo lavora per recuperare il tempo perso nelle ultime libere (rovinate dal freddo e dalla nebbia), studiando gomme e assetti per la gara, prima di sfidare il cronometro e - all'ultimo tentativo utile - centrare una pole decisiva. Una vera prova di forza, affilata e velocisticamente esagerata, che relega in secondo piano il giro "pazzo" di uno Stoner in lotta con una Honda ballerina, 2° per soli 74 millesimi. Mentre "fuori dai giochi", Pedrosa si accontenta del terzo posto, giusto per restare in prima fila e provare a partire a razzo al semaforo verde come suo solito. Dietro Spies si spara nelle vie di fuga prima della fine, prendendo una botta clamorosa, ma tenendo il quarto tempo a mezzo secondo dalla vetta. Moto d'orgolgio nella gara di casa e per salutare la Yamaha, prima di apporre la firma che riporterà Ben in Superbike. Quanto basta per vincere moralmente la sfida con Crutchlow e Dovizioso, che sognano la sua M1, e non vedono l'ora di rimettere dietro Ben in gara.
Laguna Seca però è una pista tosta, dove la moto ufficiale può fare una certa differenza. Come sanno Bautista, Hayden e Bradl che racchiusi in 20 millesimi, si trovano ad oltre 1"2 dalla vetta. Un distacco che diventa abisso nel caso di Rossi. La prestazione della Ducati numero 46 è drammatica: +1.990 da Lorenzo e quasi 8 decimi da Bradl, dicono che il sogno "rosso" sembra davvero agli sgoccioli. Tanto più che De Puniet è 11° con la CRT, alle spalle di Valentino per soli 3 decimi. Nonostante i "ci stiamo pensando", "decideremo nelle vacanze" e le varie frasi di circostanza del Presidente Ducati Del Torchio, parrebbe davvero un atto di fede continuare in queste condizioni.
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