Kawasaki Z 650 ABS, Yamaha MT-07 ABS


di Alfredo Verdicchio Da Dueruote di Settembre 2017
Kawasaki Z 650 ABS Dall'archivio Prove
  1. Kawasaki Z 650 ABS
  2. 649 cc
  3. 50,2 kW (68,3 CV)
  4. 2 cilindri in linea
  5. Euro4
  6. € 6.990 c.i.m.
  1. Yamaha MT-07 ABS
  2. 689 cc
  3. 55 kW (74,8 CV)
  4. 2 cilindri in linea
  5. Euro4
  6. € 6.950 c.i.m.

Fisico snello e asciutto, abito aggressivo e un motore tutto pepe, sono questi gli ingredienti con cui le due giapponesi si stanno giocando il titolo di Naked 850/700 più venduta in Italia

Botte da orbi. E`dall'inizio dell'anno che la Yamaha MT-07 e la Kawasaki Z650 sgomitano nelle classi che di mercato. Sono in assoluto tra le 10 moto piu` vendute in Italia, ma soprattutto sono le piu` gettonate nella categoria delle naked 650/750, un segmento che fa grandi numeri e che sa raccogliere tanti ragazzi come anche motociclisti di lunga esperienza. La MT-07 e` in testa (1.021 esemplari immatricolati nei primi sei mesi del 2017), decisa a conquistare per il quarto anno di fila il ruolo di best seller della categoria. La Z650 e` li` in scia (901 moto immatricolate) e sta dando del filo da torcere alla regina.

C'è chi cambia e chi no

Basta guardarla per rendersene conto: la Z650 ha un corpo asciutto come una acciuga (solo il telaio pesa 10 kg in meno rispetto a quello della ER-6n), fianchi stretti facili da stringere, una qualita` costruttiva elevata come ormai ci hanno abituato i tecnici di Akashi, arricchita da finiture di buon livello e da un abito confezionato in puro Z style, aggressivo e ricono- scibile a colpo d'occhio. La Z650 ha poi un inedito telaio a traliccio in tubi, un forcellone in acciaio cosi` curato da sembrare in alluminio e nuove ruote a 5 razze. Anche il motore e` stato rimescolato, non solo per diventare Euro4, ma soprattutto per tirare fuori quel po' di grinta ai medi che al bicilindrico Kawasaki e` sempre mancato. Rispetto allo stesso montato sulla ER-6n, questo della Z650 ha 4 CV in meno, ma conferma il dato della coppia massima a 6.500 giri invece che a 7.000. La perdita di potenza e` stata poi compensata dalla forte riduzione di peso e dalla rapportatura del cambio piu` corta, a tutto vantaggio della brillantezza e prontezza ai bassi e medi regimi. Il twin Kawasaki non allunga piu` come una volta, ma l'erogazione ora e` progressiva, piu` fluida e piena fino ai 7.000 giri, dove poi si percepisce un lieve appiattimento. Nonostante i miglioramenti apportati, in fatto di prestazioni pure, il twin della Z650 paga ancora qualcosa rispetto al bicilindrico dell'MT-07. La Yamaha, infatti, con i suoi 40 cc in piu` tira fuori dai cilindri altri 6,5 CV rispetto all'avversaria, resi coinvolgenti dalla rapportatura corta del cambio. Vantaggi mantenuti anche con il passaggio all'Euro4, unico suo vero aggiornamento tecnico. Gia`, perche´ la MT- 07 m.y. 2017 non cambia in nulla, forte di un look che attira sempre gli sguardi e di una ciclistica sveltissima, leggera, parecchio divertente, anche se un po' "ballerina" nella guida piu` allegra. Ma andiamo con ordine. Il twin della MT-07 con il suo carattere bello pepato e` sempre pronto a scattare a ogni richiamo del comando del gas e a darci dentro su tutto l'arco di rotazione disponibile. Rispetto alla Kawasaki, il due cilindri di Iwata non cala mai, dall'inizio alla fine del contagiri spinge quanto puo` senza mai appiattirsi. Un comportamento che a va a tutto vantaggio del divertimento e che ben si sposa con la ciclistica leggera e veloce. Qui, cosi` come sulla Kawasaki, non ci sono ne´ sospensioni elaborate ne´ componenti elettronici a interporsi tra il pilota e la moto, a fare la differenza sono solo la sensibilita` di chi guida e il comportamento dinamico del singolo mezzo.

Solidità o rapidità?

La MT-07 tra le due e` la piu` "fun" ed e` anche quella che piu` esce dagli schemi classici della nuda alla giapponese. La seduta della Yamaha, un po' naked e un po' motard, e` il primo elemento che la differenzia da tutte, con la sella poco imbottita e lunga dove potersi muovere liberamente, le pedane in posizione centrale e il manubrio largo. Un'ergonomia particolare, che porta a una posizione di guida attiva e che fa il paio con sospensioni dall'escursione oltre la media, che se da una parte garantiscono una maggiore capacita` di assorbimento delle imperfezioni stradali, dall'altra rendono la moto soggetta a trasferimenti di carico piu` evidenti, sia in staccata sia in accelerazione. Insomma, la MT-07 quando si frena forte e si da` il gas con decisione si muove, affondando e sedendosi parecchio. Un comportamento che sulle prime puo` mettere sul chi va la`, ma che poi piace e conquista. Soprattutto se chi guida non e` alle prime armi: tutto quel dondolare, impennare e intraversare, non fa altro che stimolare le sinapsi e istigare al divertimento. Non che la Z650 sia da meno, solo che guidandola ci si accorge che tutto segue uno schema piu` tradizionale, in linea con la filosofia Kawasaki, meno spirito "fun" e tanta efficace sportivita`. Cosi` sulla naked di Akashi si siede piu` raccolti e inseriti nella moto per via della sella meno alta da terra (e anche meno spaziosa), con le pedane piu` arretrate e alte. Una posizione in sella piu` aggressiva, che trasmette un maggiore senso di controllo del mezzo, abbinato a un feeling maggiore con l'avantreno, rafforzato da un comportamento dinamico leggermente piu` rigoroso e prevedibile rispetto allo stesso offerto dalla Yamaha. Nonostante l'accresciuta rapidita`rispetto alla precedente ER-6n, tra le curve la Z650 resta sempre molto omogenea: non si fionda dentro la curva come la MT-07, ma entra sempre con buona progressione, forte di un avantreno solido e comunicativo. Dove si mettono gli occhi lei va, disegnando la traiettoria impostata senza indugi, grazie alla forcella un po' morbida in staccata, ma mai dondolona. Qualita` che si ritrovano anche nei cambi di direzione rapidi. La MT-07, di suo, e` molto piu` svelta nel cercare il punto di corda: sulle prime spiazza, ma una volta prese le misure diventa divertentissima. E poi, basta precaricare il mono per guadagnare un pizzico di precisione e stabilita`. Sulla Yamaha il cambio e` meno preciso nei passaggi rispetto a quello della Kawasaki. Il bicilindrico di Akashi, dalla sua, continua a soffrire di evidenti vibrazioni tra i 5.000 e i 6.500 giri, esattamente in zona velocita` autostradale. La Z650 si rifa` alla voce frenata, dove mette sul piatto un impianto non solo potente ma soprattutto ben dosabile, qualita` che invece manca alla Yamaha, che morde subito in modo deciso per poi perdere efficacia nel resto dell'azione, con il comando al manubrio che tende a diventare spugnoso.

Listino

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