Kawasaki Z 1000 R edition


di Alessandro Codognesi Da Dueruote di Agosto 2017
Kawasaki Z 1000 R edition Dall'archivio Prove
  1. 1.043 cc
  2. 104,5 kW (142 CV)
  3. 4 cilindri in linea
  4. Euro4
  5. € 14.190 c.i.m.

Una versione ancora più sportiva per la streetfighter di Akashi, che si presenta più agguerrita che mai con freni racing, sospensioni raffinate e una livrea dedicata. E poi c'è quel poderoso quattro cilindri con tanta voglia di spingere...

E' curioso il segmento delle maxi naked: nonostante sia un mercato di nicchia per i numeri che fa, negli ultimi anni e` stato travolto da un'ondata di tecnologia e novita`. Difficile contarle tutte con le dita di una mano sola, forse non ne bastano due. E nel mare di nuove moto alla ribalta, tutte alla ne sono classifiabili in due macrocategorie: ci sono le naked ultrasportive, che hanno motore e ciclistica strettamente derivati dalle sorelle carenate (Aprilia Tuono, BMW S 1000 R e Yamaha MT-10), e le naked stradali. Queste ultime sono moto progettate da zero (o quasi) e che hanno motori-telai pensati per essere godute soprattutto su strada. E` il caso della Ducati Monster 1200, della KTM 1290 Super Duke R, della Moto Morini Corsaro 1200, della MV Agusta Brutale 1090, della Suzuki GSX- S1000, della Triumph Speed Triple e anche della Kawasaki Z1000 protagonista di queste pagine. L'abbiamo provata nella nuova versione che attizza soprattutto chi ha l'animo racing: si chiama Z1000 R Edition, costa 14.190 euro chiavi in mano e rappresenta il massimo per la guida su strada secondo la casa di Akashi.

Modifiche mirate

Anche nella R Edition, la Zetona rimane una moto per gente col fegato. Niente controlli di trazione, giroscopi, riding mode o ABS di tipo cornering. La guiderete sempre cosi`, come mamma l'ha fatta: 142 CV sparati da un prepotente 4 cilindri in linea da 1.043 cc. Per i giapponesi di Akashi, chi acquista una moto del genere deve sapere quello che fa. Quello che cambia, rispetto alla standard, e` nella ciclistica, con i tecnici che hanno voluto renderla piu` rapida e composta nella guida sprint. La R si riconosce innanzitutto per un reparto freni da sportiva di razza: ci sono pinze monoblocco Brembo M50 che lavorano dischi da 310 mm e spessi 5,5 mm (anche questi rmati Brembo). Per intenderci, gli stessi che equipaggiano la H2R. A livello di sospensioni, si segnala la diversa taratura della forcella e il mono Ohlins S46DR1S, facilmente regolabile nel precarico grazie a un pomello. Anche il leveraggio e` stato rivisto, sempre in ottica sportiva. Sulla sella c'e` anche un bel logo Z in rilievo. E` disponibile in un'unica colorazione, un mix di nero e titanio con elementi verde fluo. Scontato dire che la R beneficia di tutti gli aggiornamenti previsti per la standard: leva frizione regolabile, motore Euro4, indicatore della marcia inserita e led di cambiata. La muscle naked di Akashi non e` mai stata una moto dalle forme eleganti: alle raffinate naked europee ha risposto, in ogni sua edizione, con un cattivissimo look da Mad Max e una meccanica sempre in primo piano. Ecco, quest'ultima R e` essenza di Z1000: i colori sono chiassosi, i fari (entrambi a led) mettono paura a guardarli e il codino e` affiato e tagliente nelle linee...

Precisa come un bisturi

E a salirci in sella ci si ricorda in fretta perche´ e` l'ammiraglia. La massa c'e` (221 kg in ordine marcia, identici alla standard) e il serbatoio ha dimensioni importanti. Pero` la posizione in sella convince: si e` protesi verso l'avantreno e le pedane sono posizionate correttamente per una guida all'attacco. Si regola facilmente la distanza di entrambe le leve al manubrio e si mette in moto il potente 4 cilindri, silenzioso e che vibra poco. Gia` dai primi metri s'intuiscono i progressi: la ciclistica piu` raffinata ha migliorato la guida non soltanto ad alta velocita`, ma anche quando si procede in prima con la frizione in mano. Sembra ci siano 10 kg in meno, anche se cosi` non e`. Il motore invece conferma subito le stesse, ottime caratteristiche. Da usare passeggiando e` sornione, rispondendo dolcemente alle piccole rotazioni del gas. Si scorrazza abbastanza bene anche in citta` perche´ le sospensioni, pur essendo sportive, copiano meglio il manto stradale rispetto alla standard. Lo slalom nel traffico non e` mai stato il suo forte, ma parliamo pur sempre di una sportiva. E bastano due curve come si deve per apprezzare appieno i miglioramenti apportati. Dove la standard richiede impegno per essere portata alla corda, la R si fionda come un fulmine. Gira piu` stretta nei tornanti, e` piu` precisa e permette di tardare la frenata e correggere eventuali errori di valutazione. Viene piu` voglia di spingere perche´ ci si sente piu` sicuri. Che tutto sommato e` quello che conta nella guida sportiva. Anche perche´ qui ci sono dei freni da 10 e lode: basta una pinzatina per togliere manciate di chilometri orari, senza che il comando risulti brusco o troppo violento. Rimane comunque una moto fisica: rispetto alle rivali piu` agili che si guidano con un dito, la Z1000 R (come la versione standard) chiede di essere accompagnata perche´ non curva con il pensiero. Il motore e` una piacevole conferma: non avra` la potenza di alcune concorrenti, ma l'erogazione e` una goduria. Basta insistere con il gas poco oltre i 2.000 giri per avere coppia in quantita` e, scalando tutto il contagiri, si puo` contare anche su un bel cambio ritmo attorno ai 6.000 giri. Si ha sempre spinta utile, difficile trovarsi a meta` curva a cercare il cambio per scalare. Questa R Edition e` il culmine del progetto Z1000. E` potente, grintosa e adesso anche estremamente efficace tra le curve. Se Kawasaki stia lavorando a una nuova versione non e` dato sapere, quel che e` certo e` che la R Edition e` la miglior Z1000 di sempre.

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