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Yamaha MT-10 SP: naked elettronica

di Stefano Gaeta il 03/03/2017 in Anteprime

Presentata in Sudafrica la versione più esclusiva della Yamaha MT-10 battezzata SP. Telaio e motore derivano da quelli della YZF-R1, mentre le sospensioni sono unità delle Ohlins semiattive in grado di adattarsi allo stile di guida del pilota. Il prezzo? 16.190 euro franco concessionario

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Ricetta. Prendete una delle super sportive più performanti attualmente in circolazione, la Yamaha YZF-R1, spogliatela del suo raffinato abito da pista e togliete una manciata di CV dal suo esplosivo quattro in linea. Poi vestitela con abbigliamento da guerriglia urbana, con tanto di maschera e sguardo folle. Il risultato? La Yamaha MT-10. Una maxi-naked dalle prestazioni esaltanti, efficace nella guida ai limiti dell’incredibile e con un look che non lascia certo indifferenti.

Ma se tutto ciò non dovesse bastare… tranquilli, gli uomini Yamaha hanno fatto gli straordinari per aggiungere eccellenza all’eccellenza. Stiamo parlando della MT-10 in versione SP che abbiamo provato sulle incredibili strade del Sud Africa. Molto più di una MT-10 “pompata”.

Le sospensioni elettroniche Öhlins sono il primo degli ingredienti usati per rendere questa maxinaked ancora più gustosa. Il pacchetto (che si ispira a quello installato sulla YZF-R1M) si compone di una forcella con immancabili steli dorati da 43mm di diametro dotata di valvola a regolazione elettronica continua e da un ammortizzatore TTX36 EC anch’esso dotato dello steso sistema di controllo dei freni idraulici in compressione ed estensione. Entrambe le valvole sono gestite da una centralina elettronica che, tramite l’analisi dei parametri di guida provenienti da diversi sensori (ma non da una piattaforma inerziale), calcola in maniera continua il setting ottimale in funzione dello stile di guida del pilota e del tipo di percorso che si sta affrontando.

Per semplificare un po’ le cose, in Yamaha hanno previsto due setting pre-impostati, uno più efficace per la guida su strada e uno dedicato alla guida in pista, che si possono selezionare accedendo al menu dedicato alle sospensioni visibile nella nuova strumentazione TFT a colori. Come non bastasse, il sistema offre anche la possibilità di impostare e salvare tre tarature personalizzate fisse escludendo però la funzione semiattiva.

Più in generale, tutta l’elettronica è regolabile in maniera facile ed intuitiva, partendo dai quattro riding mode (A,B,C e D) che portano in dote tarature preimpostate del controllo di trazione, della risposta del motore al comando del gas e, appunto, del setting delle sospensioni. Il pilota può variare ogni singola voce a suo piacimento, anche in movimento, fino ad arrivare ad una moto totalmente “tailor made”. Senza contare che le mappature sono state riviste per migliorare le caratteristiche di erogazione della potenza. Che sulla MT-10 SP non manca di certo: 160 CV facili facili a 11.500 giri con 11,3 kgm di coppia a 9.000 giri.

Il quattro cilindri con albero motore crossplane e scoppi irregolari porta in dote un sound inconfondibile che si sente ad ogni apertura del gas. La MT-10 SP si lascia guidare a ritmo blando accettando anche i rapporti lunghi senza mostrare la minima incertezza quando si decide successivamente di acquistare rapidamente velocità. Poi dentro una marcia dopo l’altra, grazie all’eccellente resa del cambio dotato di quick shift (attivo solo in inserimento e non in scalata). Una volta in sella, scopriamo una posizione in sella perfetta (chi scrive alto 173 cm) e il funzionamento raffinato delle nuove sospensioni Ohlins. L’efficacia è assoluta, per trovare di meglio bisogna rivolgersi a prodotti specificatamente racing: mono e forcella leggono qualsiasi asperità dell’asfalto senza scomporsi mai. Sono correttamente sostenute mantenendo al contempo un livello di comfort molto elevato.

La MT-10 SP divora le curve senza nessuna apparente difficoltà. Perfetta nella fase di ingresso, in percorrenza segue al millimetro le indicazioni del pilota con l’anteriore che scava l’asfalto con la precisione di un bisturi. Poi l’avantreno punta la curva successiva accompagnato da un latrato proveniente dallo scarico, con la ruota anteriore che prova in tutti i modi a puntare il cielo, anche in terza marcia. I cambi di direzione per la MT-10 SP equivalgono ad un rettilineo, basta pensarli che la maxi della casa dei tre diapason ha già archiviato la faccenda. Si vorrebbe davvero che le curve non finissero mai per non smettere di godere della precisione di guida che fa di questa moto una tra le maxi naked più performanti e divertenti che ci sia capitato di guidare su strada. Ottima la taratura del controllo di trazione che non abbiamo mai sentito intervenire. Potente e progressiva la frenata, bastano davvero due dita per ottenere decelerazioni efficaci.

La Yamaha MT-10 SP, grazie anche alla nuova livrea ispirata alla R1M, è ora una maxi-naked difficilmente criticabile (se non forse per il prezzo allineato alla elevata qualità globale). Raffinata e performante sia nella guida più aggressiva sia nella passeggiata del fine settimana. Solo il design potrebbe sembrare sotto alcuni aspetti un tantino esagerato… ma a noi personalmente piace molto. Certo, qualche dettaglio nelle finiture è migliorabile ma non dimentichiamo che la MT-10 SP è a tutti gli effetti una sportiva carenata spogliata delle sue sovrastrutture.
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